ESCLUSIVA SN - RADIO19 - F. Rossini: "Con Novellino arrivavamo alla domenica che saremmo potuti scendere in campo giocando ad occhi chiusi"

ESCLUSIVA SN - RADIO19 - F. Rossini: "Con Novellino arrivavamo alla domenica che saremmo potuti scendere in campo giocando ad occhi chiusi"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano
venerdì 6 dicembre 2013, 22:39Esclusive
di Diego Anelli

Fausto Rossini, ospite telefonico nel programma Il Salotto Blucerchiato di Sampdorianews.net sulle frequenze di Radio 19, ha ricordato la propria esperienza alla Sampdoria e l'importanza di aver incontrato in carriera un tecnico come Walter Novellino:

"Sono rimasto poco alla Samp, purtroppo aggiungo io… avrei voluto rimanere di più perché sono stato benissimo, arrivammo dietro di punto all’Udinese mancando i preliminari di Champions, senza dimenticare i sei pali colpiti nelle ultime due partite, in casa non meritavamo di perdere contro l’Inter, raggiungemmo il record di punti poi superato l’anno del quarto posto, ci siamo tolti tante soddisfazioni, ho tuttora un bel ricordo dell’esperienza blucerchiata e numerosi amici.

Più che singoli eravamo un gruppo fatto da chi giocava e chi non scendeva in campo, a chi mi chiede quale sia l’allenatore con il quale mi sono trovato meglio in carriera rispondo sempre Novellino. Con lui arrivavamo alla domenica che saremmo potuti scendere in campo giocando ad occhi chiusi, sapevamo tutto. Non dimentichiamo le sconfitte subite nelle prime tre giornate, sarebbe bastato ottenere almeno un pareggio per recuperare il gap con l’Udinese.

Perché Novellino non allena ancora in A? Vedo che nel calcio si punta molto sui giovani e, anche se il calcio resta un paradiso, esiste un momento di crisi e anche qui si cerca di risparmiare un pochino. Un allenatore alla prima, alla seconda squadra costa meno di un allenatore di esperienza maggiore, Novellino ha un carattere particolare, se sei un giocatore che si offende facilmente è difficile giocare con lui, se in quella settimana per qualche motivo ce l’ha con te e te la prendi sei morto, ma se il giocatore capisce che lo fa per stimolarti e farti rendere non al 100 ma al 120% allora capisci la positività del suo messaggio e rendi molto di più. Noi ascoltavamo, imparavamo da cosa ci insegnava, non ci offendevamo per il suo carattere un po’ particolare, che a volte può essere un po’ scorbutico, perché basta ascoltare tutte le interviste e conferenze del mister, ha sempre difeso il gruppo, non ha mai parlato male di un giocatore”.