ESCLUSIVA SN - Ganz: "Maresca darà tranquillità e personalità al centrocampo. A gennaio la Samp dovrà cercare un vero bomber"
Centravanti implacabile, Maurizio Ganz ha vestito in carriera le maglie di Inter, Milan e Fiorentina diventando negli anni un punto di riferimento del calcio italiano, ma la favola dell'attaccante di Tolmezzo è cominciata a Genova vestendo i colori più belli del mondo nelle giovanili blucerchiate e successivamente in prima squadra. Appese la scarpe al chiodo è iniziata la nuova avventura come allenatore, prima alla guida di formazioni dilettantistiche, poi coi giovani del Varese. Per fotografare il difficile momento in casa Sampdoria, ma anche per presentare la sfida in programma domenica contro l'Inter, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare l'ex bomber in esclusiva. Ecco le sue dichiarazioni:
Contro la Lazio si è vista una Samp grintosa e combattiva nonostante l'inferiorità numerica. E' il segno che Mihajlovic è riuscito a infondere coraggio alla squadra?
"Assolutamente sì, si è visto questo. Poi gli episodi purtroppo condizionano una partita. Sinceramente la Sampdoria ha giocato un'ottima gara, poi squadre come la Lazio hanno giocatori che possono cambiare il volto della partita in un secondo ma si è vista una Sampdoria tosta, che rifletteva la personalità del proprio mister. Sinisa lo conosco molto bene, ha carattere, ce lo ricordiamo com'era in campo, lui porterà la sua esperienza da calciatore adattata al nuovo ruolo di allenatore. Già si intravedono i primi risultati in questo senso".
La Samp continua a commettere diverse ingenuità: paga l'inesperienza dovuta all'età media molto bassa della rosa?
"Come tante squadre che hanno giocatori giovani. E' chiaro che possano non essere sempre pronti e sotto pressione possano non prendere le decisioni giuste. E' una situazione simile a quella del Sassuolo: sono partiti con tanti giocatori giovani, che magari giocavano in Serie B, ora piano piano stanno uscendo fuori perchè hanno modificato il loro pensiero e il loro modo di giocare. Sinisa sa cosa dovrà fare mentalmente e tatticamente. Ha fatto bene a Catania, ha fatto la sua parte a Firenze e con la nazionale Serba ha fatto quello che doveva fare. Credo che sia un allenatore che può dare quel qualcosa in più. La scalata della Sampdoria dovrà necessariamente passare da Marassi, i blucerchiati devono costruire la salvezza vincendo in casa".
Come giudica il ritorno in campo di Maresca? Può infondere sicurezza e tranquillità a giocatori come Krsticic e Obiang?
"E' un giocatore di grande esperienza, ha grandi qualità morali, quindi saprà prendere in mano questa Sampdoria anche se ci vorrà del tempo. Darà tranquillità e personalità al centrocampo della Samp. Comunque quando un allenatore viene allontanato, cadono anche tanti alibi. Ora anche i giocatori devono darsi da fare per tirarsi fuori da questa situazione. Mi fa molto arrabbiare la posizione della Sampdoria in questo momento, vedere la Samp così in basso fa male".
Nonostante l'impegno la Sampdoria fatica ad imporsi in zona gol. Gabbiadini, Eder e Pozzi nella massima serie non hanno mai segnato molto...
"La Samp in avanti ha ottimi giocatori ma manca il bomber da 10-15 gol, è vero. Anche Eder in B ha fatto bene ma in A la qualità tecnica si alza è più difficile imporsi. A gennaio secondo me la Sampdoria dovrà cercare un vero bomber".
Domenica si affronteranno Inter e Sampdoria, due squadre del suo passato da calciatore. Che partita si aspetta?
"L'Inter piano piano si sta ritrovando. Purtroppo quando i nerazzurri arrivano terzi, quarti o quinti non si può dire che abbiano fatto un buon campionato. L'Inter, ma anche il Milan o la Juve, se non vincono lo Scudetto sono stagioni perse secondo me. Quando vedo l'Inter al terzo o quarto posto mi vengono dei pensieri negativi, deve partire per vincere lo Scudetto ogni stagione. La Sampdoria dal canto suo deve necessariamente ritrovare la continuità di rendimento degli ultimi 15 anni. Non sempre si azzeccano gli acquisti, chiaramente durante il mercato i giocatori migliori se li prendono le squadre più forti".
Per quanto riguarda la sua carriera da allenatore, come si trova a lavorare con i giovani del Varese?
"Ormai è il settimo anno che alleno. Ho voluto iniziare da squadre dilettantistiche, l'anno scorso ho allenato la Berretti e mi sono trovato bene, quest'anno con la Primavera ho una grande responsabilità. Il primo compito è quello di cercare di migliorare i ragazzi e portarli in Prima Squadra come è successo con Forte. Voglio fare bene per poi iniziare ad allenare magari qualche squadra professionistica, questa esperienza per me deve essere un trampolino di lancio".
