ESCLUSIVA SN - G. Bianco: "Samp - Sassuolo sfida delicata. Tornare in blucerchiato è il mio sogno"

ESCLUSIVA SN - G. Bianco: "Samp - Sassuolo sfida delicata. Tornare in blucerchiato è il mio sogno"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
venerdì 1 novembre 2013, 14:54Esclusive
di Diego Anelli

In vista della delicata sfida di domenica pomeriggio contro il Sassuolo, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva il doppio ex Gianluigi Bianco, uno dei protagonisti della Primavera blucerchiata di Fulvio Pea:

Gianluigi, la tua vita nel settore giovanile blucerchiato. “Dagli esordienti in 10 anni ho fatto tutta la trafila nelle giovanili arrivando fino alla Primavera. Ho avuto come allenatori Invernizzi, Lombardo, Fotia, Pea con il quale abbiamo vinto scudetto, Coppa Italia e Supercoppa con la Primavera, poi ho partecipato ai ritiri con la prima squadra. Sono nato a Genova e sono tifoso Sampdoriano, il mio obiettivo era restare alla Samp e ci sono andato molto vicino".

A livello di Primavera hai conosciuto numerosi ragazzi, alcuni hanno già sfondato nel grande calcio, altri si stanno ritagliando spazi importanti tra i cadetti o in Lega Pro. “Con alcuni miei ex compagni mi sento sempre, come Fiorillo, Rossini, Calzolaio, Signori, era un gruppo molto affiatato anche fuori dal campo, ho vissuto due anni molto belli in Primavera. Con Rossini ho condiviso anche la prima esperienza al Sassuolo, conosco Vincenzo da quando avevamo 10 anni, tra noi c’è un rapporto di grande affetto. Ricordo anche Arnulfo, un attaccante molto bravo del settore giovanile, aveva anche esordito in A con la Samp, subì l’infortunio della tibia anche a Figline, non è riuscito a sfondare a causa dei seri infortuni subiti alla tibia che lo costrinsero a restare due anni lontano dai campi, ora gioca in Eccellenza a Livorno”.

Poli ha conquistato una maglia nel Milan dopo l’ottima stagione disputata in blucerchiato. Eramo sta faticando a ritagliarsi spazio nella Samp. Il tuo parere sui tuoi ex compagni. “Di Poli posso soltanto parlare bene, ha dimostrato anche in A di essere un grandissimo giocatore, al Milan non vai per caso, senza togliere nulla alla Samp, ma stiamo parlando di squadre che militano in Champions e possono competere per lo scudetto. Al Milan pensano bene ad ogni scelta e se ci pensano poco significa avere le idee già ben chiare. Ricordo che già ai tempi della Primavera era un giocatore pronto, gli auguro una bellissima carriera. Ho visto Eramo contro la Juventus, era emozionato, era reduce da cinque anni in B sempre alla grande, realizzando dai quattro ai sei goal all’anno da centrocampista, se tra Lega Pro e B c’è differenza, tra la B e la massima serie esistono due differenze abissali. A mio parere ha pagato l’emozione di giocare all’esordio a Marassi contro la Juventus, fosse capitato al sottoscritto mi sarebbero tremate le gambe, anche lui è un grande calciatore, sono convinto che avrà il suo spazio”.

Dopo i trofei nella Primavera Blucerchiata ti sei reso protagonista di annate importanti tra i cadetti. “Ad Empoli andai in comproprietà, fu un anno difficile per i giovani, in rosa c’ero io e Pasquato, gli altri erano tutti giocatori di grande esperienza e livello come Pozzi, Flachi, Lodi, Saudati, Vannucchi, era una squadra di grandi, ma collezionai 19 presenze e imparai molto da grandi professionisti soprattutto in termini di atteggiamento. Andai poi a Sassuolo con Pioli dove feci 35 presenze e arrivai in Under 21 e ai play-off in campionato. A quel punto tornai alla Samp che si apprestava a giocarsi i preliminari di Champions, sembrava che restassi, poi arrivarono diverse richieste e tornai a Sassuolo dove non andavo d’accordo con il nuovo mister, andai sei mesi in prestito a Frosinone. Da quel momento ho subito diversi problemi muscolari e ho girato tra Vicenza e Grosseto in B, ad Avellino in Lega Pro”.

Quali furono le ragioni che non resero possibile una tua permanenza ad  Avellino. “Non sono rimasto ad Avellino perché non ci siamo venuti incontro in termini economici, avevano altri canoni e si è chiuso il rapporto professionale, ma ad Avellino sono stato molto bene, il pubblico è legatissimo alle sorti della squadra, è emozionante giocare al Partenio, giocavamo in Lega Pro, ma per calore e passione sembrava di essere in serie A”.

Gli scenari di mercato dopo Avellino. “Il 28 aprile ho subito un brutto infortunio muscolare al retto femorale costringendomi ad uno stop di tre mesi e mezzo, c’erano varie richieste in B come Bari e Padova e in Lega Pro, ma non stavo bene, ci fu una ricaduta, non mi andava di ricevere fiducia da società e firmare un paio di anni di contratto restando poi ad allenarmi a parte, l’ho detto subito, hanno apprezzato la mia correttezza, a loro servivano giocatori pronti. Ho aspettato fino alla fine, da svincolati è difficile trovare squadra, non mi andava di stare fermo fino a gennaio, qui ho firmato per un anno”.

Poche settimane fa sei arrivato al Castelrigone. Le sensazioni sulla nuova destinazione. “Sono arrivato quindici giorni fa, all’esordio ho segnato su punizione regalando il successo alla mia squadra, sette mesi dopo la mia ultima partita. Siamo ora a tre – quattro punti dalla salvezza, obiettivo stagionale della società. Castelrigone è una realtà poco conosciuta a livello nazionale, ma, tra serie B e Lega Pro, è tra le poche realtà simili alla serie A per serietà e professionalità”.

Ti immaginavi un inizio di stagione così difficoltoso in casa blucerchiata? “Parlando da tifoso finora non ho visto benissimo la Sampdoria. Squadre neopromosse come Verona, Livorno e Sassuolo, che ha comunque avuto le proprie difficoltà, sembrano aver maggiore fame di mantenere la categoria. La Samp ha pagato anche in termini di sfortuna, ma quando i risultati non arrivano, la gente è ovviamente insoddisfatta e preoccupata dinanzi all’ipotesi di una nuova retrocessione, non se lo meriterebbero né la società, né i tifosi. In due occasioni ho giocato a Marassi contro la Samp da avversario, con l’Empoli in Coppa Italia e con il Grosseto in campionato, il pubblico si ricordava ancora di me, dei trofei con la Primavera e del mio tifo blucerchiato e mi hanno dedicato degli applausi, è stato davvero emozionante”.

Domenica al “Ferraris” andrà in scena Sampdoria – Sassuolo, una sfida delicatissima in ottica salvezza. Che partita ti aspetti? “ “Per la Sampdoria e il Sassuolo di questo momento tutte le partite non sono semplici, in queste situazioni è dura vivere bene la settimana e allenarsi con lo spirito giusto e in armonia. Sarà una sfida delicata, entrambe andranno alla ricerca dell’intera posta in palio, sarà una partita da giocare alla morte, da tifoso spero in una vittoria della Sampdoria, ma faccio un in bocca al lupo ad entrambe”.

Le tue ambizioni future. Stando bene fisicamente puoi ancora puntare a campionati importanti. “Ho ancora qualche fastidio muscolare che auguro di risolvere nel più breve tempo possibile. La mia ambizione è giocare in serie A, il sogno da bambino. Aspiro sempre al massimo, la serie A è il traguardo fondamentale di ogni giocatore, non so se ci arriverò, ma per ogni maglia che ho indossato cerco di fare il massimo per la squadra e il sottoscritto, dieci o quindici anni fa non c’erano le stesse opportunità per i giovani rispetto ai giorni nostri. Spero di tornare innanzitutto in B, ma dipenderà dal mio rendimento e dalle scelte delle società, il mio obiettivo primario è tornare tra i cadetti per campionati di grande livello dove ho dimostrato di poterci stare e, poi perché no, ambire alla massima serie”.

I sogni di indossare nuovamente la casacca blucerchiata sono svaniti? “Non sono ancora svaniti, spero ancora di tornare in blucerchiato, è il mio sogno, ci spero, so che non sarà facile, ma farò il meglio di me stesso per realizzarlo. Ero rimasto male perchè in un anno passai dal premio come il miglior terzino della B nell’anno 2011-2012 agli infortuni, alla rescissione con il Ds Sensibile e alla firma del contratto a Milano con l’Avellino nella serata del 31 agosto”.

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