Una bolgia per la Sampdoria

Una bolgia per la SampdoriaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Filippo Gabutti
mercoledì 9 dicembre 2009, 08:12Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

Fortunatamente la settimana è terminata, non vedevamo l’ora. Umiliati ai derby, eliminati in Coppa Italia dalle riserve del Livorno, spazzati via dal Milan nel giro di 23’. Fisicamente eravamo in campo, con la testa, con il cuore, con l’anima, con il gioco, chissà dove. Ogni tifoso ha sostenuto le proprie tesi, qualunque testata, seguendo i propri stili e abitudini, ha cercato di comprendere le ragioni della profonda e improvvisa involuzione della Sampdoria. Il nostro portale ha portato avanti la strada della critica costruttiva, rivolta non alla destabilizzazione, piuttosto a segnalare un atteggiamento irritante e irrispettoso nei confronti della tifoseria e a stimolare la squadra ad una pronta reazione. Si può anche perdere, ma lottando, gettando il cuore oltre l’ostacolo, onorando la gloriosa casacca blucerchiata, senza farsi umiliare dall’avversario di turno senza opporre la pur minima reazione, una doverosa resistenza.

Mettiamo ora da parte i processi, la ricerca dei colpevoli, le polemiche, tralasciamo la delusione. Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno, lasciamoci trasportare dalla positiva rabbia agonistica, dalla smaniosa voglia di riscatto, dal desiderio di ammirare nuovamente la Sampdoria che vinceva, convinceva e divertiva. Domenica a Marassi arriva il peggior avversario da affrontare in questo momento, una compagine che ha vissuto un campionato assolutamente opposto al nostro: dopo una pessima partenza, la separazione da Luciano Spalletti, i giallorossi si sono affidati a Claudio Ranieri e, nonostante le prime difficoltà, sono riusciti ad avanzare in Uefa, a realizzare una grande rimonta che li ha consentito di agganciare il gruppo delle contendenti al quarto posto, anche grazie alla vittoria nel derby.

La Lupa vive adesso sulle ali dell’entusiasmo, sulla goduria della stracittadina conquistata, a Marassi arriverà più carica, determinata che mai, con la consapevolezza di giocarsela alla pari con quasi ogni avversario, con un Totti in grande forma, un gioco ritrovato, uno spirito di squadra come ai bei tempi. La Sampdoria, ancora ferita dalla debacle nel derby e dalle recenti umiliazioni, da Torino si è persa: soltanto 4 punti conquistati nelle ultime 6 partite, in virtù del fortunoso pareggio con il Bari (rigore sbagliato da Barreto e goal di Bonucci annullato per offside inesistente), e la sofferta vittoria con il Chievo (vantaggio su conclusione deviata, annullato un goal regolare a Pellissier, i veneti hanno giocato in 10 per l’intera ripresa).



Cerchiamo di intravedere la luce all’uscita del tunnel. Franco Semioli è finalmente ritornato dopo il lungo stop, provocato dalla frattura della spalla: con lui la fascia destra è ben presidiata, possiamo tornare ad affondare i colpi, a creare la superiorità numerica, a volare sulle fasce. Dopo la negativa prestazione al derby, possiamo contare sulla voglia di riscatto dell’Angelo Blucerchiato: il nostro capitano avrà la giusta e sana cattiveria agonistica, potrà ritrovare il bandolo della matassa nel cuore del centrocampo, un reparto al quale si affidano gran parte delle chance di restare imbattuti contro la Roma. Se il reparto nevralgico infatti farà il proprio dovere, contrariamente alle ultime prestazioni, la difesa sarà maggiormente coperta e l’attacco tornerà ad avere sufficienti rifornimenti per far male agli avversari.

Inevitabilmente anche il Pazzo ha risentito del calo generale della squadra: spesso e volentieri viene abbandonato al proprio destino, schiacciato dalle doppie marcature degli avversari, senza palloni giocabili e pochi falli fischiati a suo favore. Anche in tale ottica è fondamentale rivedere Fantantonio ai suoi livelli, ad alti livelli: voglioso, scattante, incisivo, imprevedibile, deve tornare un pericolo pubblico per gli avversari, l’uomo in più per la Sampdoria, accettando sia un minimo di sacrificio in copertura per la squadra, che il fattore contatto, inevitabile nel mondo del calcio. Contro la sua ex Roma siamo sicuri che il genio barese troverà gli stimoli per fare la differenza.

Nell’arco dei 90’ dovremo diventare, come spesso è accaduto, il dodicesimo uomo in campo: urlare a squarcia gola, battere costantemente le mani, coinvolgere anche i tifosi meno predisposti allo spirito ultras e i settori più snob dello stadio. Tutti devono cantare, incitare, appoggiare la squadra: ci sarà da soffrire, in campo bisognerà lottare e onorare la maglia, sugli spalti sarà necessario garantire un appoggio incondizionato e continuo, trasmettere ai giocatori, se dentro di loro non l’hanno ancora trovata, la rabbia, ambizione, voglia di non mollare mai, l’attaccamento ai nostri colori, in una gradinata pronta a tremare ad ogni botta di Doria.

Se al triplice fischio finale la squadra avrà risposto positivamente alle nostre richieste, avrà mostrato di aver dato il 101% in campo, di uscire con la maglia sudata, saremo dalla sua parte, qualunque sia il risultato sancito sul campo, altrimenti sarà più che doveroso che i responsabili ci forniscano una spiegazione veritiera di quanto sta succedendo, sarebbe il minimo, è un nostro diritto. Dai Doria, siamo tutti una cosa sola!