Un Angelo e un Signor Allenatore per tornare in Paradiso

Un Angelo e un Signor Allenatore per tornare in ParadisoTUTTOmercatoWEB.com
sabato 7 febbraio 2009, 09:00Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

E’ appena terminata la sessione invernale del calcio mercato, bisogna allontanarsi definitivamente da una posizione di classifica assai scomoda, è fondamentale onorare e tentare il colpaccio tra Uefa e Coppa Italia, ma, tra febbraio e aprile, le società più organizzate cominciano a lavorare dietro le quinte per programmare la stagione futura, se non nei dettagli, almeno per stabilire le principali coordinate del domani. Diversi organi di stampa hanno già fatto trapelare indiscrezioni o semplici voci di corridoio sul futuro di due colonne portanti dell’attuale Sampdoria: il tecnico e il capitano. Noi di Sampdorianews.net abbiamo abituato il nostro pubblico sempre più numeroso, e di questo cogliamo l’occasione per ringraziarlo di tutto cuore, a riportare la realtà, a regalarvi chicche, scoop o esclusive tenendo sempre ben presente il nostro obiettivo primario: fornirvi un servizio credibile, tempestivo e di qualità.

In questo caso è ancora presto per mettere la mano sul fuoco sulla loro permanenza, oppure dare per scontato un loro addio. Al momento, pur dando ovviamente e doverosamente priorità alle urgenti questioni di campo, è anche giusto interrogarsi sul futuro di Walter Mazzarri e Angelo Palombo, perché non si sta parlando di personaggi qualunque, bensì di uno tecnici italiani più in voga e il miglior centrocampista nostrano dopo Pirlo e De Rossi. Non sono l’avvocato del tecnico livornese, ma posso ritenermi un suo estimatore, del resto a suo favore parlano chiaramente i risultati ottenuti prima e durante l’esperienza blucerchiata: il gioco di qualità della passata stagione, il grosso contributo offerto per la maturazione di Cassano, la consacrazione di Maggio in un ruolo più offensivo, la trasformazione di Palombo come regista mettendo da parte un mostro sacro come Volpi, il superamento del girone Uefa, la capacità di spronare l’ambiente e la società nei momenti più bui, la voglia di mantenere vivi i suoi stimoli e ambizioni, come del resto tutti noi. Sembrava scontata una sua partenza già l’estate scorsa, poi è rimasto, anche se ogni tanto il suo carattere e la trasparente voglia di mettere le cose pubblicamente in chiaro lo hanno portato ad esplodere, non vedendo riconosciuti da tutti i propri meriti e chiarendo quali fossero gli obiettivi dell’annata visto l’organico a disposizione. Come tutti anche Mazzarri non è esente da colpe, ad esempio la scarsa valorizzazione dei giovani, ma, in generale, è difficile attribuirgli colpe eccessive, quando già in estate richiedeva a gran voce più alternative per ruolo.

Finora abbiamo potuto contare sulle immense doti di Angelo Palombo soltanto per poche partite, quando il nostro Angelo Blucerchiato non è sceso in campo, a centrocampo si è aperta una voragine. È vero che Franceschini e Sammarco non hanno reso ai livelli della passata stagione mentre Delvecchio si contraddistingue sempre più spesso per il vizio del goal, ma Palombo è semplicemente di un altro pianeta. Anche Lippi si è accorto che di centrocampisti capaci di impostare, verticalizzare, prendere in pugno la squadra come un vero leader e rompere il gioco avversario, se ne vedono ben pochi in giro, purtroppo anche diversi club hanno cominciato a corteggiare il nostro capitano, a prescindere dal fatto che si trattassero di vere “big”, o di presunte tali. È sotto gli occhi di tutti il fatto che la Sampdoria, a meno che non riesca a ripetere l’affare messo a segno nell’estate 2002 trovando a parametro zero un giovane dalle grandi prospettive, difficilmente potrebbe reperire sul mercato un giocatore di questo livello qualitativo. Inoltre il capitano riassume qualcosa che va oltre all’aspetto strettamente tecnico: partiti Flachi e Volpi, è diventato anche il leader indiscusso dello spogliatoio, il beniamino del pubblico, il giocatore che si sente più addosso la nostra casacca.

Al di là di ogni considerazione non dobbiamo mai dimenticare che stiamo parlando di professionisti, ai quali il denaro non deve essere necessariamente la priorità su tutto, ma è giusto riconoscere un fatto: chi fa fare il salto di qualità, o fa rendere la squadra oltre le proprie possibilità merita un adeguamento sostanzioso in base alle leggi del mercato, o comunque una dimostrazione nei fatti che le ambizioni restano elevate; l’acquisto di Pazzini può essere interpretato non solo nella volontà di mettere una pezza ad una situazione difficilmente gestibile, ma anche di dimostrare all’ambiente e allo staff tecnico la decisione di non voler vivacchiare senza obiettivi, bensì di dire la propria senza restare passivi dinanzi agli eventi. Certamente la Sampdoria dovrà guardarsi allo specchio e decidere cosa fare da grande, perché, come fatto in passato per Cassano, uno sforzo per trattenere un giocatore come Palombo, che peraltro ha ripetutamente posto il Doria  in pole position nelle proprie preferenze, è più che doveroso, certamente bisognerà vedere le richieste e le offerte altrui, ma un compromesso potrebbe ancora essere raggiunto se entrambe le parti si verranno incontro. Per quanto riguarda Mazzarri la questione potrebbe anche essere tecnica e motivazionale: se gli obiettivi della prossima stagione saranno all’altezza, non è escluso che il futuro di Palombo, Mazzarri e, perché no, pure Cassano sia ancora tinto di blucerchiato per lungo tempo. Dipende dai diretti interessati, dipende dall’evoluzione del mercato, dipende dalle alternative, dipende dalla Samp.