Samp, contro il Catania serve pazienza prima di affondare il colpo

Samp, contro il Catania serve pazienza prima di affondare il colpoTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 19 novembre 2008, 09:00Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

Il successo contro il Lecce ha ribadito l’assoluta affidabilità casalinga della Sampdoria, uscita sconfitta tra le mura amiche soltanto in due occasioni nell’intera gestione Mazzarri, contro Milan e Roma durante la scorsa stagione in quasi quaranta incontri ufficiali disputati al “Ferraris”.

Domenica in certi tratti si è perfino intravisto il gioco travolgente della splendida cavalcata del 2008: difesa attenta, centrocampo propositivo e dinamico, Padalino in versione Maggio sulla destra, Cassano capace d’incantare a tutto campo. Mazzarri può dirsi più che soddisfatto, perché nella prima ora di gioco ha visto la Sampdoria che tanto apprezziamo, la sua Sampdoria, anche se non va assolutamente messo in secondo pieno il calo psicologico della ripresa ogni qual volta l’avversario accorciava le distanze. Non va dimenticato il turno infrasettimanale di Coppa Italia, ma non si è trattato di un blackout fisico, come dimostrato dalla freschezza dimostrata dopo il sigillo di Stankevicius. Bisogna porre riparo all’incapacità di chiudere le gare per poi amministrare il risultato, due doti non caratteristiche nel dna della compagine blucerchiata.



Se, come pare, l’infortunio occorso a Padalino è meno grave del previsto, Mazzarri può tirare un sospiro di sollievo, ma, ciò nonostante, deve fare i conti con una rosa ridotta all’osso, considerando anche l’assenza per infortunio di capitan Palombo, gli acciacchi fisici di Campagnaro e Fornaroli, la squalifica di Sammarco e l’assenza di Bottinelli per problemi familiari. Il Catania di Zenga non è certamente l’avversario più abbordabile che poteva capitare, anzi. Gli etnei sono finora protagonisti di un campionato esaltante, ben sopra ogni più rosea aspettativa, giocano sulle ali dell’entusiasmo e su un’intesa ormai ben consolidata. L’ex “Uomo Ragno” è riuscito ad inculcare nella squadra il proprio credo tattico, una grinta innata e una buona dose di personalità. Una volta che verrà raggiunta quanto prima la salvezza, il reale obiettivo del club siciliano, allora tutto ciò che verrà in seguito sarà ovviamente ben accetto.

La Samp deve cercare di ridurre le disattenzioni difensive che potrebbero costare nuovamente care, soprattutto in considerazione del fatto che il trio composto da Accardi, Gastaldello e Lucchini, dovrà vedersela con uno scatenato Mascara, capace di diventare il bomber più prolifico della squadra in attesa del pieno recupero di Spinesi. Con grande probabilità si rivelerà decisivo l’approccio tattico e psicologico di entrambe le compagini al match: il Doria non deve commettere l’errore di perdere la pazienza se il muro etneo si dimostrasse ben solido nella prima fase del match, altrimenti si perderebbe il conto delle palle perse in fase d’impostazione, alimentando così le ripartenze ospiti. È inoltre innegabile la curiosità nello scoprire l’atteggiamento dei siciliani, che dovrebbero comunque giocare a viso aperto, come del resto hanno fatto anche a San Siro contro i campioni d’Italia. Una loro tattica propositiva piuttosto che attendista potrebbe agevolare anche il gioco sampdoriano e, soprattutto, quei giocatori di classe, come Cassano e Bellucci, che diventerebbero inarrestabili.