Rimbocchiamoci le maniche e alziamo la testa

Rimbocchiamoci le maniche e alziamo la testaTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 1 dicembre 2008, 08:00Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

E ci risiamo. Siamo davanti ad una squadra imprevedibile nel bene e nel male. Anche nella passata stagione il mal di trasferta si era rivelato un sintomo preoccupante per metà stagione, poi improvvisamente qualcosa era cambiato, come testimoniato dalla successione di blitz esterni messi a segno soprattutto nel girone di ritorno. Finora stiamo assistendo al medesimo film. In casa, bene o male, il muro di Marassi ha tenuto saldamente, nella gestione Mazzarri si sono finora registrate soltanto 2 k.o. casalinghi, un dato statistico di enorme spessore. La gara contro il Chievo è stata l’unico passo falso, dopo di che si è fatti filotto di successi contro avversari di medio-basso livello, squadre alla tua portata, riuscendo ad uscire indenne anche contro le big, Juve e Inter, ad inizio stagione.

In trasferta è un autentico disastro. Non è facile comprendere la ragione, sia perché le motivazioni sono molteplici, sia perché ultimamente le prestazioni della truppa blucerchiata in trasferta erano migliorate, sebbene quasi sempre non fossero state accompagnate dai punti che si meritava di raccogliere. L’unico colpaccio esterno è stato portato a termine nell’infuocato campo del Partizan Belgrado, mentre a San Siro e al San Paolo si era retto benissimo, ma errori sotto porta e discutibili decisioni arbitrali si erano rivelati decisivi ai nostri danni.

A Cagliari ci abbiamo lasciato nuovamente le penne, ma lo abbiamo fatto nel modo peggiore. Stavolta non c’entra né il campo, né il vento, né il freddo, nessun fattore meteorologico o erboso, bisogna rimboccarsi le maniche, senza prendere in giro nessuno. Al Sant’Elia abbiamo ammirato, si fa per dire, una squadra compassata, molle, presuntuosa, sfilacciata, che ha giocato a basso ritmo e non ha quasi mai tirato in porta per l’intera prima frazione, senza mai osare qualcosa. Una volta passata in svantaggio, la Samp ha impiegato troppo per entrare finalmente in partita, rendendosi pericolosa unicamente nell’ultimo quarto d’ora. È vero, Bonazzoli e Delvecchio hanno sciupato due clamorose occasioni da goal, ma mi pare troppo poco per pretendere di invertire la disastrosa marcia in trasferta.



Qualcuno non si aspettava un turnover così massiccio di Mazzarri a centrocampo, ma è comprensibile visti gli imminenti impegni che ci aspettano, mercoledì a Liegi e domenica il derby. Come era facile da prevedere, capitan Palombo ha bisogno di tempo per ritornare al top dopo 2 mesi di stop, Sammarco è l’ombra del giocatore ammirato nella scorsa stagione, mentre Pieri ha combinato di più nei dieci minuti nei quali è stato in campo che Ziegler nel resto del match. E quando capita che Bellucci non entri in partita, le alternative offensive scarseggiano: ogni tanto si prova a gettare nella mischia Bonazzoli con risultati altalenanti, Fornaroli continua a scaldare le panchine.

In pochi giorni si è compromesso in parte quello che di buono era stato compiuto nelle settimane precedenti: contro lo Stoccarda si è seriamente rischiato di perdere, è arrivato un punticino prezioso per come si era messa la gara, ma che costringe ora la Samp a tentare il blitz a Liegi per non giocarsi tutto nell’ultimo match casalingo contro il Siviglia: due pareggi non dovrebbero bastare, è fondamentale piazzare un colpaccio se non si vuole dire addio all’Uefa. E domenica ecco scoccare l’ora della stracittadina. Il Bologna è uscito indenne dal “Ferraris” con merito, ma il derby sarà un’altra partita come sempre.

Da un lato abbiamo la consapevolezza di ritrovare pian piano giocatori chiave, come Campagnaro, Palombo e Padalino anche se non potranno essere al top della forma, dall’altro però si rischia di pagare il doppio impegno europeo in termini di condizione psico-fisica, sperando sempre di tornare vittoriosi dalla trasferta in terra belga, per compensare una minor freschezza con il morale a mille. Sull’altro fronte il Genoa arriva al derby con una classifica migliore, anche se ha perso ultimamente 4 punti di vantaggio, il bomber Milito in strepitose condizioni, e un collettivo in forma sia dal punto di vista fisico che nervoso, con il vantaggio di dedicare interamente le proprie risorse nervose alla stracittadina.

Mentre si avvicina gennaio con il consueto punto interrogativo in chiave mercato, bisogna avere la consapevolezza di affrontare una settimana decisiva; il bivio può portare ad una duplice dimostrazione di forza, orgoglio e personalità, oppure ad un pesante ridimensionamento dei proprio obiettivi. La Samp ha il destino nelle proprie mani, non ci deludere, da parte nostra ti daremo il consueto contributo sugli spalti, sia a Liegi, che al “Ferraris”. Forza Doria!