Pazzini e Palombo: sogni, speranze, rimpianti e gufate

Pazzini e Palombo: sogni, speranze, rimpianti e gufateTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 9 aprile 2009, 10:05Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

Se in estate tutto non è riuscito ad azzeccare come invece ci aveva ben abituato da quando ha messo il suo talento al servizio della Sampdoria, o comunque certi giocatori non sono stati valutati adeguatamente dal tecnico, l’Amministratore Delegato Beppe Marotta è stato straordinario nel mercato di riparazione: convincere gli azionisti sulla bontà dell’importante esborso necessario per acquistare Pazzini, poi strapparlo ad un’incredibile concorrenza. Tutti erano convinti e ben consapevoli delle qualità tecniche e fisiche del Pazzo, forse non immaginandosi però un impatto così straordinario e immediato in termini realizzativi.

Una cosa è certa: da quando il Pazzo ha indossato la casacca blucerchiata, scaricandosi eccessive pressioni e critiche subite nel corso dell’esperienza viola, ha ricominciato ad incantare come ai tempi delle giovanili atalantine e alla prima del nuovo Wembley, dove mise a segno una fantastica tripletta contro l’Inghilterra. A Firenze è vero, non è riuscito ad andare in doppia cifra, ma non è facile alternarsi, o prendere l’eredità di gente del calibro di Toni, Mutu, Gilardino: un bomber di questo livello non merita di marcire miseramente in panchina, ha bisogno di fiducia, spazio, stimoli, tutti elementi da noi riscontrati.

Nel capoluogo toscano motivi per parlare di calcio ce ne sarebbero e ce ne sono notevoli, basti pensare alla lotta Champions, già complessa per la presenza della Roma e divenuta ancora più complicata per i k.o. del tandem Mutu – Gilardino e il grande exploit del Genoa. In piazze però calde e talvolta perfino autolesioniste per eccessiva pressione come quella fiorentina, è scoppiato il filo diretto con le prestazioni del Pazzo: chi faceva l’indifferente ma un’occhiata alle sue prove la dava sempre, chi non perdeva tempo per criticarlo a distanza seppure i fatti erano palesemente contro di loro, chi si arrabbiava con la dirigenza viola per aver perfezionato la cessione di un bomber di soli 24 anni a titolo definitivo.

Condivido unicamente l’ultima opzione, tutti gli altri meriterebbero invece una doverosa pausa di riflessione per ritrovare razionalità, obiettività e senso logico nelle proprie considerazioni. Nel calcio, come del resto in tutti gli aspetti della vita, si ha poca memoria storica e si guarda al bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto a seconda dei punti di vista e delle rispettive convenienze. In relazione alla questione Pazzini, ho recentemente letto, su alcuni organi di stampa toscani, alcuni commenti ed editoriali di un certo tenore che mi hanno fatto da un lato sorridere, perché chi rosica e/o chi gufa crea ironia fine a se stessa, dall’altro rendermi davvero conto di cosa Pazzini aveva realmente bisogno. Irriderlo, o prevedere improvvisi contraccolpi psicologici per la precoce e ingiusta espulsione subita contro l’Irlanda non sta veramente nè in cielo, né in terra. 10 goal già realizzati in campionato e 3 in Coppa Italia non lasciano dubbi sull’affare messo a segno dalla Sampdoria.

Un’altra questione di mercato che collega, almeno in parte, Sampdoria e Fiorentina è il caso Palombo. L’Angelo Blucerchiato, nonostante sia da ben 7 campionati il simbolo della Sampdoria targata Garrone – Marotta dalla prima sessione di mercato, risalente all’estate 2002, e rappresenti un giocatore meritevole della Nazionale, un punto di riferimento, un beniamino per il pubblico, e un leader per i compagni, non ha ancora trovato l’accordo per il rinnovo del contratto scadente nel giugno 2010.

Palombo deve tutto alla Samp che l’ha pescato dalla Fiorentina fallita: da noi ha goduto della stima incondizionata prima di Novellino, poi di Mazzarri, è approdato alla massima serie, ha girato per l’Europa, ha conquistato la Nazionale, oltre che la stima di società e il cuore dei tifosi. Diversi club blasonati, le milanesi in primis, lo stanno corteggiando da tempo, offrendogli contratti pluriennali superiori ai 2 milioni di euro a stagione, lui ancora nicchia, dà la precedenza alla Samp, si spera che entrambe le parti possano muoversi dalle posizioni di partenza al fine di trovare una sorta di compromesso, un accordo positivo per tutti. La società è consapevole di dover ritoccare in aumento l’attuale ingaggio attorno ai 700 mila euro, ma per ovvie ragioni non può competere con le big. Sicuramente è possibile aumentare sensibilmente l’offerta e trovare un’intesa a metà strada, mostrando la voglia della società di fissar un altro pilastro per il futuro e l’attaccamento alla maglia del giocatore che ha ripetutamente dichiarato di restare qua.

In attesa di decifrare il futuro in chiave allenatore, la dirigenza ha già blindato Cassano e Pazzini e spera di poter fare altrettanto con il Capitano. Oltre al Pazzo, anche l’Angelo Blucerchiato è argomento quotidiano in casa fiorentina, evidenziando come ultimamente le strade di Doria e Fiorentina s’incrocino volentieri in sede di mercato: Corvino e Prandelli farebbero carte false per assicurarselo, ma, in caso di partenza, Palombo si accaserebbe in una big di primissimo livello, quindi anche la Fiorentina, secondo le dichiarazioni del diretto interessato, sarebbe tagliata fuori. Dovremmo farci l’abitudine a questi tormentoni, con la consapevolezza dei ruoli assunti: qualcuno crede e spera incrociando le dita di non perdere una colonna portante, qualcun altro si mangia le mani, si augura che Bonazzoli non faccia rimpiangere Mutu e Gilardino, e non smette di sognare…