Orgogliosi di voi, comunque andrà

Orgogliosi di voi, comunque andràTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Filippo Gabutti
domenica 9 maggio 2010, 19:41Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

Non è ancora finita, ci attendono 90’ e il Napoli, prima di sapere se potremo urlare al mondo intero quelle due parole, sempre snobbate per scaramanzia e incredulità, ma una cosa possiamo dirla senza essere smentiti: quanto stiamo godendo in questo periodo, quanto siamo orgogliosi di chi sta indossando la casacca blucerchiata e quanto sembrano lontani quei 2 mesi di buio assoluto, nei quali le qualità tecniche, tattiche e soprattutto caratteriali si erano volatilizzate.

La nube del vulcano islandese ha negato a tanti di noi la trasferta in quel di Palermo, avremmo goduto a pochi metri dal Pazzo, avremmo fatto sentire i nostri cori ai ragazzi impegnati in campo, saremmo tornati con la gola a pezzi dopo aver cantato a più non posso, ma tutto è andato in secondo piano rispetto all’impresa della Sampdoria realizzata al Barbera, dove le casacche blucerchiate erano comunque sorrette da circa 2.000 encomiabili tifosi, arrivati in Sicilia in pulman, treni e carovane di auto. Abbiamo sofferto, gioito, goduto a km di distanza, ma un interrogativo è giusto porlo: esiste uno strumento al mondo per misurare la nostra felicità, per quantificare il nostro orgoglio?

In un calcio bu$ine$$ sempre più malato, dove la componente ultras resta, a mio modesto parere, l’aspetto più sano e puro dello sport preferito dagli italiani nonostante si sia tentando di soffocarla con la tessera del tifoso, resa già inutile con la chiusura del Ferraris in occasione di Genoa – Milan, noi tifosi restiamo attaccati ai valori, agli atteggiamenti, allo spirito che la propria squadra del cuore deve sempre trasmettere, nel bene e, soprattutto, nelle difficoltà.



Comunque terminerà la stagione, il prossimo anno gireremo, come di consuetudine, l’Europa, i ragazzi di Del Neri sono stati protagonisti di un’annata straordinaria e noi li applaudiremo perché, oltre a farci gioire per goal di indiscutibile qualità e imprese impensabili alla vigilia, hanno dimostrato di credere fino in fondo in un obiettivo apparentemente impossibile, di uscire con la casacca sudata, aiutarsi a vicenda, gettare il cuore oltre l’ostacolo, non facendosi più intimorire da fattori ambientali esterni, lasciando spazio alla consapevolezza nei propri mezzi e al calore della propria gente. A prescindere dai verdetti sanciti dal campo, i tifosi sono orgogliosi di andare allo stadio e vedere in campo 11 leoni, gente mai disposta ad arrendersi alle difficoltà, alla mala sorte, ai torti arbitrali, alle voci di mercato, “casualmente” più frequenti proprio prima del big – match contro il Palermo.

Il futuro dell’immenso Beppe Marotta potrebbe anche essere lontano da Genova, non conosciamo, al momento, il nome del suo presunto successore, per il rinnovo di mister Del Neri non è ancora stato messo nero su bianco, alcuni giornali sportivi milanesi e torinesi danno già per partenti i vari Pazzini, Palombo, Cassano, Poli, del resto un po’ di carta bisogna sempre riempirla, peccato che di Sampdoria spesso qualcuno si ricorda soltanto nelle rare occasioni in cui Fantantonio non regali magie, oppure ci voglia trasformare in una gioielleria in svendita. Ormai siamo abituati a destabilizzazioni, ai gufi e ai mugugnoni estivi, pronti però a salire sul carro dei vincitori, anticipando la loro salita con il noto “ve l’avevamo detto…”, troppo facile dirlo adesso.

Tutto passa, i Presidenti, i Direttori Generali, i campioni e i giocatori scarsi, il calcio sta profondamente cambiando, i padroni del pallone tentano, ormai da anni, di portarci via il bello dello sport, ma niente e nessuno potrà soffocare l’amore verso la Sampdoria, l’orgoglio verso i nostri colori e il diritto di sognare. Quando si è innamorati di qualcuno, quando si ama una persona, quando si sogna un traguardo, quando ci si sente addosso l’orgoglio della propria appartenenza, si vive ad occhi aperti, sono sensazioni senza prezzo, difficili da descrivere, impossibili da trasferire, sia nel calcio, che nella vita di tutti i giorni.

Bisogna reputarsi già fortunati a provare queste sensazioni indimenticabili, se poi i sogni diventano realtà, in quel momento e, soltanto in quel momento, l’essere umano avrà raggiunto il proprio obiettivo, potrà toccare il cielo con un dito e rendersi conto che è blu….cerchiato di blu…