La Sampdoria in giro per il mondo
Quando la Sampdoria navigava in brutte acque, sembra passata un’eternità invece sono trascorse soltanto 7 anni, il lusso di vantare almeno un giocatore nel giro delle varie Nazionali era un’autentica chimera. Trovare un serio acquirente per evitare il fallimento, compiere i salti mortali per salvarsi dall’inferno della C1, sognare, un domani, una squadra capace di riportarci nel massimo palcoscenico era la nostra massima e lontana aspirazione.
Adesso soffia un vento nuovo, diverso, ambizioso, ma, al tempo stesso, umile. La Sampdoria è diventata un meraviglioso mix di persone che, pur mantenendo ben saldi i piedi per terra e cercando di rispettare il rigore di bilancio contribuendo, nel proprio piccolo, a quell’opera di risanamento generale del prodotto calcio, sta cullando un encomiabile progetto a medio – lungo termine, iniziato dall’approdo di Riccardo Garrone e Beppe Marotta alla guida della società: il settore giovanile, assolutamente inesistente nel 2002, sta diventando il fiore all’occhiello del club blucerchiato.
Col segno di poi è inevitabile ammettere con orgoglio il pieno raggiungimento dell’obiettivo: negli ultimi anni la Primavera ha incantato, conquistando uno Scudetto, sfiorandone almeno un altro, la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, sfornando giovani talenti destinati ad assumere un ruolo importante nel futuro della Sampdoria, in primis Fiorillo, Soriano, Poli, Marilungo e Mustacchio, e scandagliando i mercati esteri per scoprire talenti sconosciuti, un’ottima politica non perseguita invece per quanto riguarda la prima squadra, a prescindere da quale tecnico sedesse sulla nostra panchina.
Quando c’è la sosta dei campionati in occasione degli impegni delle Nazionali, la Sampdoria non smette di giocare, poiché stiamo prendendo la lussuosa abitudine di ammirare, in giro per il mondo, diversi nostri tesserati difendere con orgoglio e profitto la casacca del proprio Paese. L’Angelo Blucerchiato sta sempre più diventando un punto di riferimento, un giocatore insostituibile nella zona nevralgica del campo, diventando ormai, per tecnica, senso della posizione, esperienza e lavoro di copertura – rottura del gioco avversario, uno tra i tre centrocampisti italiani migliori in assoluto. La consapevolezza che il nostro capitano, nonostante il corteggiamento di big presunte o reali, abbia voluto a tutti i costi restare in blucerchiato, rappresenta una soddisfazione senza prezzo.
Se le chiavi del centrocampo sono ormai consegnate al nostro Angelo, va purtroppo constatata l’assoluta indifferenza del Ct nei confronti di Antonio Cassano e il limitato spazio riservato a Giampaolo Pazzini: il primo è diventato un caso nazionale come accaduto a Roberto Baggio ai tempi di Trapattoni, il secondo rischia di vedersi ulteriormente ridotta la considerazione del Commissario Tecnico nel caso di regolare convocazione italianizzata di Amauri, nonostante il Pazzo, da gennaio in poi, abbia una media – goal invidiata da qualunque collega in circolazione.
Se Ziegler deve ancora trovare costanza di rendimento sia in blucerchiato, che in nazionale, Marco Padalino sta sempre più riscontrando consensi con la Svizzera: il goal realizzato con la Grecia testimonia le potenzialità del ragazzo, il quale avrà il compito di sfruttarle appieno per essere considerato a tutti gli effetti un esterno affidabile in copertura e concreto in fase di spinta. Impossibile non commentare la prestazione dei nostri ragazzi nelle nazionali giovanili. Contro il Galles l’under 21 di Casiraghi non ha vissuto una tra le sue migliori giornate, ma i baby blucerchiati si sono fatti ampiamente valere: in porta Fiorillo dimostra grande sicurezza e senso della posizione, anche se nelle uscite deve talvolta limitare i rischi.
A centrocampo Poli e Soriano hanno tutto per sfondare nel calcio che conta: bravi sia in impostazione, che nel rompere le azioni avversarie, stanno dimostrando consapevolezza dei propri mezzi e grande personalità, non restando intimoriti dinanzi al gioco, talvolta maschio, degli avversari. Se Sammarco e Dessena non rientravano nei piani tecnici e andavano trasferiti per consentire loro di giocare con continuità essendo peraltro ancora patrimoni della società, a centrocampo la squadra è ampiamente coperta. Il ragazzo pescato nel Treviso e l’ex Bayern Monaco si ritrovano tra le mani non solo il presente, ma soprattutto il futuro proprio e della Sampdoria. Del Neri è un tecnico che non ci pensa due volte a lanciare i giovani di valore, sono convinto che, tra Campionato e Coppa Italia, entrambi avranno le proprie occasioni da sfruttare al volo.
Se per Foti purtroppo si preannuncia un’altra stagione ai margini, almeno fino a gennaio, Marilungo e Mustacchio, sia nel club, rispettivamente Lecce e Ancona, che nelle rappresentative azzurre, hanno soltanto l’imbarazzo della scelta, devono farsi trovare pronti in buona parte delle occasioni nelle quali verranno chiamati in causa. Guido ha già mostrato di possedere il vizio del goal anche nella massima serie, Mattia ha fatto faville nei recenti Giochi del Mediterraneo, segnalandosi come il talento più estroso dell’intera truppa azzurra.
La Sampdoria è ben consapevole di ritrovarsi in casa i campioni del futuro, basta crederci, puntare su di loro senza riporre eccessive pressioni. Hanno stoffa da vendere, le qualità umane necessarie a non perdersi per strada, le qualità calcistiche per farci sognare. Un domani i nostri beniamini potranno essere anche loro, soprattutto loro...
