La luna mai richiesta e la stella cometa europea da non perdere in un attimo

La luna mai richiesta e la stella cometa europea da non perdere in un attimoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Marco Conterio
lunedì 2 agosto 2010, 08:10Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

Dibattiti, discussioni, disfattismi, critiche, allarmismi, generalizzazioni, gufate, destabilizzazioni. Mi direte, oramai ci siamo abituati. 3 stagioni fa alcuni criticavano la cessione di Quagliarella e l’arrivo di Cassano, il campo ha zittito i pochi detrattori del genio barese, 2 estati fa Maggio non fu rimpiazzato a dovere con gli arrivi di Padalino e Stankevicius, in campionato abbiamo stentato parecchio, anche a causa dei k.o. dei vari Bellucci, Palombo e Campagnaro, a gennaio arrivò Pazzini, si evitò il peggio e soltanto la crudele roulette dei rigori ci negò l’ennesima Coppa Italia.

Arriviamo poi all’estate scorsa: tanti si strapparono i capelli dinanzi alla cessione di Campagnaro, ottimo difensore sotto il profilo tecnico, ultimamente un po’ sfortunato sotto il lato fisico. Arrivarono Rossi, Zauri, Tissone, Mannini, Semioli, Pozzi e rientrò il campioncino Poli, una campagna acquisti che andò a rafforzare una base già composta da gente del calibro di Castellazzi, Gastaldello, Palombo, Cassano e Pazzini. Per tanti tifosi però non bastava, la difesa era un colabrodo, si voleva a tutti i costi Dainelli che non arrivò, alla fine il campo diede tali verdetti: Samp quarta, qualificata ai preliminari di Champions League, difesa tra le più granitiche del campionato, addirittura la prima a livello europeo per le gare casalinghe. Pazzini a segno a raffica, Cassano sublime a parte i 2 mesi ad inizio anno, Palombo trascinatore, spumeggiante gioco sulle fasce, e quel Marotta valore aggiunto, capace di assicurarsi a gennaio un portiere del valore di Storari e un esterno come Guberti, senza praticamente esborso economico, un capolavoro.

E adesso? Solite critiche, allarmismi, si vede tutto nero, per tanti il bicchiere non è mezzo vuoto, ma proprio completamente vuoto, a prescindere dall’esito delle amichevoli fin qui disputate. Si tratta dei consueti eccessi, prima è lecito criticare, poi chi spara a zero si volatilizza e si aggiunge sul carro dei vincitori, tutto vero, ma questa volta può essere diverso. Sampdorianews.net rappresenta una testata che fa il massimo per descrivere la realtà blucerchiata in modo più chiaro e obiettivo possibile, soltanto i lettori possono sapere se ci stiamo o meno riuscendo, ma finora i numeri finora registrati dalla nostra testata sono a nostro favore e noi proseguiamo sulla nostra strada. Nonostante siamo una testata interamente dedicata alla Sampdoria, che seguiamo non soltanto per passione giornalistica, ma innanzitutto come tifosi e amanti dei nostri colori, cerchiamo, in base alle nostre capacità, di fare il nostro piccolo sforzo per il bene della nostra amata.

Prima del raggiungimento del quarto posto avevano ascoltato segnali, messaggi indirizzati verso il rigoroso rispetto del bilancio, strategia societaria pienamente condivisibile e meritevole di applausi, ma con qualche sforzo in caso di conquista di un obiettivo assolutamente insperato alla vigilia, ma sicuramente può essere colpa mia, potrei aver interpretato male. Una volta festeggiato il quarto posto, assistiamo ad una rivoluzione tecnica e dirigenziale con le partenze di Del Neri, Marotta e Paratici, la società non sta a guardare, si assicura Di Carlo, forse il tecnico migliore su piazza, con il quale portar avanti un progetto a più lungo termine rispetto a qualche altro nome circolato in estate pronto a saltare su qualche altro carrozzone più nobile, ogni riferimento a qualcuno di noto non è puramente casuale.

Perdiamo Storari, ma non era di nostra proprietà, da quanto mi risulta si fa il possibile per riaverlo, ma la Juventus ci ha messo gli occhi sopra, non resta a Genova, ma non viviamo né con rimorsi, né con rimpianti, per un portiere della sua età, seppure decisivo, si è fatto quanto richiesto. Al suo posto arriva Curci, forse non all’altezza di Castellazzi e Storari, ma sicuramente portiere giovane, che necessita di piena fiducia e tranquillità per rendere al meglio. Se ricordo bene, anche quando arrivarono i suoi precedessori, qualcuno storse il naso, era pronto a mettere in croce Castellazzi in alcune occasioni, in particolare in casa contro l’Aalborg, poi fu portato in trionfo pochi mesi fa più tardi. Se Curci sul campo dovesse deludere, allora ognuno riceverà i giudizi che si merita, ma a priori non si condanna nessuno, va sostenuto e basta.



A prescindere da Curci, che rappresenta un portiere di sufficiente rendimento, forse non l’estremo difensore capace di rappresentare il valore aggiunto in termini di punti a fine stagione, ma sicuramente un n°1 con le capacità per tornare ai massimi livelli, restano dei dubbi sul resto del mercato. La società ha trattenuto i pezzi pregiati, da Cassano a Pazzini, da Palombo a Poli, finora è rimasto anche Ziegler, si è comprato l’intero cartellino di Pozzi con un esborso superiore ai 5 milioni, si sono rinnovate le comproprietà di Mannini e Tissone, è stato riscattato Dessena e si sono riportati alla base giovani di valore come Marilungo, Volta, Rossini e Koman. In tutti questi anni ho detto mille volte “Grazie” all’attuale gestione, ma, nonostante sia un mercato dove diverse compagini hanno ceduto i loro pezzi pregiati per fare cassa, aver trattenuto i gioielli non basta, non può bastare per poter affrontare con sufficiente tranquillità i preliminari e fare una decente figura nell’eventuale girone, senza ovviamente trascurare le altre competizioni, ovvero campionato e Coppa Italia.

È vero, manca ancora un mese alla conclusione del mercato, resto assolutamente fiducioso, ma il tempo passa, da un mese non si registrano arrivi, fatta eccezione per il probabile ingaggio dell’ex anconetano Da Costa come portiere di riserva. A mio parere l’organico ha bisogno di 2 – 3 rinforzi di qualità ed esperienza, in particolare sulle corsie esterne: se non tornasse Zauri, pazienza, credo che, con tutti gli osservatori che disponiamo in giro per il mondo, si possa trovare qualcun altro di pari, o superiore valore, magari anche più giovane. Numericamente la rosa non è ristretta, ma qualitativamente abbiamo bisogno di un paio di alternative di valore, in questo momento assenti, fatta eccezione per l’attacco con la formidabile coppia Cassano – Pazzini, con degni e affamati sostituti come Pozzi e Marilungo.

Ho vissuto i periodi nerissimi della serie B, della quasi C1 e dei libri pronti a finire in tribunale per un fallimento dietro l’angolo, non ho il palato raffinato, ma sono consapevole che l’obiettivo raggiunto (i preliminari) e quello da conquistare ad agosto (il girone di Champions League) rappresentano traguardi incredibili, storici, difficilmente irripetibili a breve – medio termine, pertanto vanno affrontati al massimo delle proprie possibilità, pur non dimenticando i propri principi societari. Sono convinto che anche la Sampdoria ne sia consapevole e interverrà per colmare quanto prima le lacune dell’organico, per poter, al termine delle sfide europee, uscire comunque a testa alta, senza rimorsi, né rimpianti né in se stessa, né tra i tifosi, perché tutto il possibile sarà stato fatto, senza irrigidirsi su posizioni che potrebbero rischiare l’autolesionismo.

Gli stimoli di mister Di Carlo e dei nuovi dirigenti Gasparin e Tosi sono chiamati a portare rispettivamente risultati sul campo e operazioni sul mercato, ma da soli non bastano: serve un organico al completo e soprattutto mantenere ad alti livelli l’ambizione e l’entusiasmo della piazza. Bisogna vivere, condividere, credere e farsi trasportare dai sogni, perché una società di calcio non è soltanto un’azienda, ok il fair – play finanziario se un giorno andrà mai in porto, ma per presentarsi al top ad un appuntamento storico non sono richiesti salti mortali, ma soltanto ritocchi, magari numericamente limitati, ma sicuramente di qualità, sostanza ed esperienza. 

Noi veri Sampdoriani non chiediamo mai la luna, ma soltanto non perdere subito la stella cometa europea. Abbiamo vissuto i periodi neri e ci godiamo il ritorno nei quartieri alti, vorremmo soltanto giocarsela più o meno alla pari, non pretendiamo fenomeni, ma gente in grado di innalzare il tasso qualitativo della squadra nei ruoli non adeguatamente coperti. Sentire che il nostro mercato si basa sul mantenimento dei gioielli e dichiarazioni sulla nostra maglia come unica e la più bella del mondo, oltre alla tradizione in azienda di trovare dirigenti sempre migliori dei precedenti, a prescindere se accadrà anche alla Sampdoria, in questo momento non basta.