L'onore del trionfo e l'onere di eliminare i fantasmi
Rispetto al mese scorso la situazione è notevolmente migliorata. È vero, siamo usciti dall’Uefa al dispetto di un avversario tecnicamente e fisicamente dotato, ma senz’altro non imbattibile. In Ucraina si è presa una decisione che può aver lasciato strascichi ricchi di delusioni e mugugni: dare la priorità alle altre competizioni. Del resto gli errori erano stati commessi in estate, quando si è pensato di affrontare una stagione zeppa di impegni con una rosa ridotta all’osso, soprattutto in avanti dove si era ben consapevoli dell’età anagrafica e della dura riabilitazione alla quale Bellucci doveva fare i conti.
Col segno di poi si è rivelata una scelta azzeccata; in Coppa Italia si è tramortita l’Inter al primo round, ma attenzione a credere di aver già conquistato il pass per la finale: a San Siro ci aspetta un’autentica battaglia, l’Inter è pazza, lo dice anche l’inno neroazzurro, nel bene e nel male, soprattutto se la Samp si facesse prendere dall’ansia nel caso in cui passasse in svantaggio nella prima parte di gara. Contro la Roma gli uomini di Mazzarri hanno finalmente dimostrato la capacità di ribaltare lo svantaggio iniziale, ma tra le mura amiche, lo dichiarano gli stessi interessati, tutto è più facile. Nel fortino interista saremo chiamati ad una prestazione d’alto livello per completare l’impresa, poi cosa augurarsi? Beh se l’altra finalista fosse la Juve, avremmo già in cassaforte la qualificazione Uefa, ma si ridurrebbero notevolmente le chance di conquista del trofeo anche se nelle partite secche tutto può accadere. Contro la Lazio invece ce la potremmo giocare a viso aperto, sebbene non vanno dimenticate due considerazioni: l’eventuale sconfitta ci taglierebbe fuori da ogni discorso europeo e gli avversari farebbero leva sul fattore campo.
La conquista della quinta Coppa Italia rappresenterebbe un traguardo inimmaginabile ad inizio stagione, capace non solo di salvare l’annata, ma di giudicarla esclusivamente in senso positivo. La Samp avrebbe l’onore di arricchire il suo già vasto palmares con un trofeo che manca dal 1993-94, dimostrando di poter competere già su buoni livelli non appena ha recuperato fisicamente e mentalmente i suoi giocatori cardine: da Palombo a Campagnaro, da Accardi a Sammarco. Potrebbe rappresentare la prosecuzione di un ciclo vincente, un motivo in più per risolvere nel migliore dei modi la questione legata al rinnovo di Palombo e al matrimonio professionale con Cassano. Viste le difficoltà che l’Uefa ha comportato in questi anni per la Sampdoria, sempre costretta a fare i salti mortali per tentare un minimo di turnover, la qualificazione europea già acquisita passerebbe in secondo piano rispetto alla possibilità di conquistare un prestigioso trofeo. Allora ben venga anche la Lazio, la Samp avrebbe tutte le potenzialità per tornare a viaggiare in Europa non per questioni d’opportunità e di regolamento, ma esclusivamente per i propri meriti.
Il prioritario obiettivo è però sempre stato il campionato. Come dare torto alla società. Parliamoci chiaro: fare mezza stagione senza gente del calibro di Palombo e Campagnaro, con giocatori fuori forma come Sammarco, con una lista infinita di infortunati, con Cassano sempre più vittima di solitudine nel continuare a predicare nel deserto, non è stato facile. Come se ciò non bastasse, abbiamo visto negli ultimi spezzoni di come Bellucci sia praticamente privo di fondo atletico, un lontano parente del bomber della passata stagione. Un giocatore da verificare il prossimo anno con un ritiro fatto con i fiocchi senza guai fisici. L’arrivo di Pazzini è stato fondamentale come la scoperta di una sorgente d’acqua per un disperso nel deserto; senza di lui saremmo stati costretti a giocarci fino all’ultima giornata la permanenza nella massima serie, inutile prenderci in giro, senza un bomber non si va da nessuna parte. Seppure in netto ritardo, se ne è resa conto anche la società, disposta a fare un grosso sacrificio a gennaio pur di consentire a quel mago di Marotta di piazzare il colpaccio del mercato invernale.
Se abbiamo parlato di onore in relazione alla Coppa Italia, la Samp ha invece l’onere di chiudere il campionato nella miglior posizione possibile, cercando di scavalcare le squadre a portata di mano, ad esempio Catania, Udinese, Napoli, approfittando magari del calo di alcune compagini che hanno dato più del previsto e ora stanno iniziando a rifiatare, come potrebbe accadere al Cagliari. La straripante intesa tra il Pazzo e il Genio, la ripresa mentale e atletica della squadra, in primis Sammarco letteralmente trasformato nelle ultime prestazioni, ci fanno dormire sogni tranquilli, ormai mancano soltanto 7 punti per chiudere qualsiasi discorso scomodo, per poi pensare al futuro.
Le trattative per trattenere Palombo, Cassano e Mazzarri, ammirare Pazzini in Nazionale, spazio per campioncini del futuro come Fiorillo, Poli e Marilungo. Esistono tanti motivi per pensare con ottimismo e realismo al futuro, prima però bisogna chiudere in anticipo la questione salvezza e non vanificare l’impresa dell’andata contro l’Inter.
