In campo come se non ci fosse un domani... alla faccia di chi rosica...

Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, TMW Magazine, TMW Radio, TuttoEntella.com.
 di Diego Anelli  articolo letto 2433 volte
© foto di Federico De Luca 2016
In campo come se non ci fosse un domani... alla faccia di chi rosica...

“La Sampdoria ha battuto l'Inter perchè i neroazzurri sono in crisi e perdono ovunque”, “Il pareggio di Firenze è dovuto alla stanchezza dei viola per gli impegni europei e al campo pesante che penalizza la formazione di caratura superiore”. Sono queste alcune delle considerazioni diffuse da vari media e trattate in qualche salotto televisivo, e non solo, nelle ultime settimane, fortunatamente le fomentazioni, i discorsi prevenuti e finalizzati alla destabilizzazione, le parole di chi rosica non hanno sede presso di noi. Le assurdità regnano spesso sovrane nel calcio moderno, siamo abituati ad averci a che fare da anni.

Dopo i deludenti pareggi ottenuti a fatica contro Palermo e Pescara avremmo probabilmente firmato con il sangue se qualcuno ci avesse parlato di 7 punti nelle successive quattro gare, trionfando nel derby, superando l'Inter e pareggiando, perfino con qualche rimpianto, al Franchi. Una sola sconfitta, peraltro con i campioni in carica, che non ha portato senz'altro conseguenze, anche se non sono mancati gli esperti calcistici pronti a puntare il dito contro Giampaolo per il turnover adottato. Alla fine è stato il campo a parlare, a dare ragione al mister e a zittire tutti coloro che non hanno perso tempo a trovare un colpevole. Le critiche sono ben accolte se sono costruttive e leali, se si va a finire in un qualcosa costruito ad arte, o si è semplicemente prevenuti contro qualcosa o qualcuno, si fa ben poca strada e ogni tanto tacere potrebbe risultare la cosa migliore, se la priorità è, come deve sempre essere, il bene della Sampdoria.

Il turno di riposo concesso allo Juventus Stadium ha ridato linfa a buona parte della squadra, la quale ha avuto tempo e modo per dare continuità di rendimento dopo la vittoria nel derby. Torreira e Linetty sono stati devastanti contro i neroazzurri, con l'ex Pescara a dettare i tempi con maestria e saggezza tattica nonostante la giovanissima età, e il polacco a diventare l'uomo ovunque dei blucerchiati, andando a costruire e a rompere il gioco avversario. A Firenze un primo tempo più timido per il Nazionale polacco, ma in linea con il resto della squadra, andata in difficoltà nella parte finale della prima frazione rischiando di uscire dalla partita dopo il vantaggio viola. Fino a quel momento però avevamo tenuto ampiamente botta, rispondendo colpo su colpo ad una compagine, almeno sulla carta, a noi superiore, sprecando qualcosa di troppo in fase offensiva.

Giampaolo si è fatto sentire nell'intervallo e ha tempestivamente gettato nella mischia Dennis Praet, il quale sta sempre più confermando gli ampi margini di miglioramento. Qualcuno ha fatto pesare l'elevata cifra investita dalla società, pretendendo tutto e subito da un ragazzo straniero di indiscusso talento ma dalla giovane età e proveniente da un altro campionato. Trequartista all'occorrenza, in particolare mezzala capace non soltanto di inventare e costruire gioco, ma pressare a tutto campo, rompere sul nascere il gioco avversario, esaltarsi nei contrasti, non tirandosi indietro dinanzi al lavoro sporco. Qualcuno ce l'aveva fatto passare per un trequartista puro, magari tatticamente da perfezionare, quando invece ci ritroviamo tra le mani un centrocampista moderno, completo, dall'enorme duttilità avendo ricoperto in Belgio praticamente ogni ruolo tra centrocampo e attacco.

Come peraltro azzeccata la scelta di continuare a dare fiducia dal 1' a Bruno Fernandes dal derby in poi. Il suo ingresso in pianta stabile tra i titolari ha aumentato il dinamismo e il tasso di imprevedibilità della manovra, con l'ex Novara abilissimo a non fornire punti di riferimento agli avversari, galleggiando nel limbo tra mediana e tandem offensivo oltre a svariare a tutto campo ogni qual volta ne ha la possibilità. Le ultime gare hanno mostrato una Sampdoria compatta, corta tra i vari reparti, in grado di far male a qualunque avversario, con il tempo ha acquisito ancora più personalità e consapevolezza dei propri mezzi, sia a livello collettivo (vedi la pratica dell'offside), che individuale, con diversi elementi che si sono messi definitivamente alle spalle gli errori, talvolta decisivi, di inizio stagione, l'esempio di Skriniar è il più emblematico. Già dalla prima prestazione ne avevamo decantato le qualità, la base era ottima, ma bisognava lavorare su determinati aspetti per renderlo meno acerbo per il calcio che conta.

Lo slovacco dimostra come la Samp dei giovani sia ricca di qualità e su queste basi si possa lavorare per perfezionare il resto, dato che ogni elemento messo in campo dimostra di aver gli attributi nel proprio dna. Sarebbe stato semplice farsi travolgere dalle critiche, dai sensi di colpa, dalla perdita di certezze dopo il rigore dell'Olimpico e soprattutto l'errore decisivo contro il Milan, invece ha dimostrato personalità da vendere e un forte carattere. Si è rimboccato le maniche e fin dalla gara di Bologna ha subito messo in evidenza la voglia di non cambiare se stesso, di non variare di un centimetro, ben consapevole che si non smette mai di imparare e migliorare, ma risulta fondamentale far sì che gli eventi e gli ostacoli non vadano a travolgere l'essenza di noi stessi, il loro superamento è finalizzato a fortificarci, ma mai a tramutarci in qualcosa nel quale non ci riconosciamo.

Questo è un gruppo con gli attributi, la qualità è sotto gli occhi di tutti, applausi a chi ha portato alla Sampdoria gente del calibro ad esempio di Lucas Torreira e Karol Linetty. L'investimento fatto per Dennis Praet è stato molto oneroso, in quel caso la società va applaudita per essere riuscita a battere una concorrenza agguerrita, ma nei casi precedenti la bravura è stata ancora superiore, perchè per cifre ridotte si è puntato su giovani ancora semisconosciuti a numerosi addetti ai lavori vedendo in loro enormi potenzialità nel breve e lungo termine. Questi sono ragazzi talentuosi, ma con un grande cuore, una grande anima, gente che non molla un centimetro, giovani sì ma capaci di non gettare definitivamente la spugna, restando al fianco del proprio tecnico anche quando la situazione pareva precipitare, come testimoniato dalle reazioni contro Cagliari e Palermo e dalla prova offerta al derby.

Una partita si può anche sbagliare, alcuni errori possono ancora essere commessi, errare è umano, ma su quei passi falsi siamo ulteriormente cresciuti, quest'anno chi scende in campo esce con la casacca fradicia dal sudore, nessuno si risparmia, si gioca come se fosse l'ultima gara della carriera, come se non ci fosse un domani. Puggioni stoico si rivela decisivo nonostante un infortunio, Silvestre un autentico muro che si immola su ogni conclusione, Regini e Sala che si adattano in ruoli altrui con il massimo dell'abnegazione possibile, Skriniar più forte di tutto e tutti. E' questo il vero Barreto che si è sempre messo in luce tra Reggio Calabria, Bergamo e Palermo e una stagione storta può capitare a tutti, Torreira e Linetty sembrano avere i motorini nelle gambe e ragionano come veterani, Bruno Fernandes è l'asso nella manica.

Quagliarella lotta anche contro la carta d'identità dimostrando di poter ancora conoscere una seconda giovinezza e diventa il simbolo della combattività per i più giovani, Muriel si è ricordato perchè tutti lo considerano da anni un potenziale fenomeno. E mister Giampaolo, che in tanti non avrebbero mai voluto sulla nostra panchina, capace di conquistare tutti o quasi con un'identità di gioco che non si vedeva da noi almeno dal primo anno di Mazzarri. Toccando ferro sono convinto che il momento più difficile sia stato superato, come sia stato affrontato il ciclo di ferro lo dimostra con i fatti. Ora bisogna semplicemente proseguire su questo cammino, lasciando le idiozie a chi mette in campo figurine o pensa di aver inventato il bel calcio. Noi pensiamo a scendere in campo come stiamo facendo, come se ogni gara fosse uno spareggio, come se non ci fosse un domani... soltanto così potremo goderci al massimo il presente. Domani è un altro giorno e questa Sampdoria così gagliarda sa benissimo che il tempo può anche trascorrere, ma lei non cambierà mai. I colori resteranno i più belli del mondo e i questi ragazzi, i nostri ragazzi, la onoreranno come merita.