IL SAMPDORIANO - Una non prestazione resta tale. Prendete esempio dall'anima Quagliarella. A gennaio una punta grazie

Diego Anelli Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collaboratore di Alfredopedulla.com, Mondosportivo.it.
27.11.2018 10:03 di Diego Anelli  articolo letto 1764 volte
IL SAMPDORIANO - Una non prestazione resta tale. Prendete esempio dall'anima Quagliarella. A gennaio una punta grazie

Parliamoci chiaro. Al triplice fischio finale ho tirato un sospiro di sollievo e ho detto grazie

Il rilassamento è dovuto al serio pericolo evitato, ovvero stare qui a dover commentare una sconfitta nel derby che sarebbe andata ad alimentare pesantemente il periodo negativo.

Il ringraziamento va al triplice fischio finale che ha posto fine ad una sofferenza inspiegabile. Contro un Genoa che giustamente ha fatto la sua partita, cercando di interpretare il derby con agonismo, in base ai propri pregi e punti deboli, abbiamo espresso gioco per 15'. Una volta subito il pari siamo letteralmente spariti dal campo.

E non si tratta di un caso isolato, evidenziato anche dai diretti interessati nelle ultime gare. Quando si subisce goal ci si scioglie come neve al sole, senza un perchè, senza la pur minima reazione. Ma in diversi dovrebbero darci delle spiegazioni e porre rimedio.

Il Torino e la Roma ce ne hanno fatti quattro, solo il livello inferiore di un Genoa, pericoloso e volenteroso ma per nostra fortuna poco concreto e con alcuni limiti, è venuto in nostro soccorso.

Le prodezze di Audero (a prescindere da chi abbia le principali responsabilità sul rigore concesso ai rossoblu) hanno fatto la differenza, salvando il risultato in tre occasioni. Albin Ekdal, nonostante non fosse al 100% e fino all'ultimo in dubbio, ha provato a tenere a galla una mediana in balia degli eventi. Gastòn Ramirez ha inciso e ha dimostrato quella lucida, qualitativa e dinanica carica agonistica talvolta mancata. 

E poi chi salvare? Solo Fabio Quagliarella e non solo per una marcatura che avrebbe dovuto farci vivere una serata completamente diversa. Nonostante i 35 anni ha dovuto lottare contro il mondo per alzare il baricentro della squadra, pressando chiunque e dimostrando, come se ce ne fosse bisogno, come mai lui abbia raggiunto e vinto a certi livelli mentre molti suoi colleghi non ci arriveranno manco alla playstation. È un campione, un leader con un'anima immensa, consapevole del momento nero, il primo a metterci la faccia, a combattere e ad essere un esempio. 

Il tutto vanificato da una prestazione da strapparsi i capelli a livello collettivo. Una difesa messa in difficoltà su ogni lancio alla spera in Dio, con Kouame dominatore sulle palle aeree manco fosse un gigante. Coppia centrale fallosa e disattenta, terzini in difficoltà, anche per la nuova serata opaca offerta da Praet e Jankto, 25 milioni totali investiti sul mercato finora destinati a non fare la differenza e nemmeno ad offrire un contributo più che sufficiente, un Defrel mai in partita e comunque poco servito.

Le assenze di Edgar Barreto e Karol Linetty, quest'ultimo però in involuzione nell'ultimo mese, si sono fatte sentire eccome in termini di pressing e lavoro sporco. In più aggiungiamo che Ekdal ha dovuto stringere i denti, abbiamo perso Defrel per la seconda frazione e Saponara è subentrato a gara in corso. Tutto vero, come del resto la diffida del polacco e i rischi che si vanno ad assumere ingaggiando più di un elemento reduce da stagioni ai box, o caratterizzate da un minutaggio limitato. La fortuna premia gli audaci, la malasorte non va meritata.

Teniamoci strettissimi un punto pesante che non solo muove la classifica. Ci tiene a galla e può aiutarci a riprendere in mano un'annata che altrimenti rischia di essere dominata da rimpianti e da spettacoli ben lontani dal lavorare e rappresentare al meglio la Sampdoria, indossare con onore la nostra maglia.

Sabato sera servono i tre punti per riprovare a recuperare un po' del terreno perduto, ad allontanare i fantasmi e ritrovare le nostre certezze. Obiettivo senz'altro alla nostra portata, consapevoli però che il Bologna alzerà il muro e ci aspetterà un'altra battaglia, anche in virtù di una classifica che inizia a delinearsi in un certo modo. 

Stavolta affrontiamo a testa altissima questa battaglia, stavolta vinciamola, riuscendo a mettere in campo un 11 non prevedibile e con una mentalità vincente, giocando con la bava alla bocca e andando oltre ad un tiro in porta. Attualmente questa è una Sampdoria scontata già tatticamente parlando, bisognosa di non trasformarsi in un copione letto e riletto da chi l'affronta.

1, 10, 100, 1.000 tifosi sotto l'hotel non bastano se la carica non si trova dentro se stessi. I colleghi imparino da Fabio Quagliarella, guardatelo e prendete appunti, senza esaltare sui social una non prestazione, la lotta è ben altro. Non viviamo di provincialismo e di supremazia cittadina. Nel frattempo qualcun altro si segni il 3 gennaio in agenda: comprare un rinforzo là davanti senza attendere le ultime 24 ore con tutti i rischi del caso, grazie.