IL SAMPDORIANO - Una goduria di umiltà e ambizione. Adesso una nuova battaglia, crediamoci

Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, TMW Magazine.
26.09.2017 12:04 di Diego Anelli   Vedi letture
IL SAMPDORIANO -  Una goduria di umiltà e ambizione. Adesso una nuova battaglia, crediamoci

Domenica abbiamo davvero goduto. La squadra è stata messa perfettamente in campo da Giampaolo, il quale ha stravinto il confronto a distanza con il predecessore Montella. 

Questa Sampdoria vince convincendo, dando la netta sensazione di aver trovato la quadratura del cerchio. Rispetto alla scorsa stagione il lavoro del mister ha raggiunto e superato ulteriori step nel processo di crescita del collettivo, non siamo nemmeno ad ottobre eppure sembrano esserci ben pochi dubbi sull'11 titolare in attesa del rientro di Viviano, a prescindere da intoppi inevitabili nell'arco di ogni annata come infortuni e squalifiche.

Una delle principali lacune faceva riferimento agli esterni bassi. A sinistra dovremo aver sistemato al meglio con l'ingaggio di Strinic, un elemento di personalità, esperienza a certi livelli sia a livello di club che di rappresentative nazionali, tatticamente perfetto. Sull'altro fronte una delle migliori gare in blucerchiato di Bereszynski, il quale non ha perso il bandolo della matassa, ha quasi azzerato le indecisioni, acquisendo progressivamente sicurezza con il passare dei minuti. Il ballottaggio sulla destra dovrebbe averlo vinto il nazionale polacco rispetto a Sala, fondamentale sarà mantenere continuità di rendimento e disciplina tattica. 

Parliamoci chiaro, Regini ha offerto buone prestazioni nel ruolo di difensore centrale, ma era elevata l'attesa di vedere all'opera uno dei nuovi acquisti estivi. Ferrari ha subito mostrato un ottimo feeling con Silvestre e il resto del reparto. Elegante, tecnicamente valido, in alcune occasioni ha fatto ricorso all'esperienza e al gioco d'anticipo per neutralizzare sul nascere ogni potenziale iniziativa di Kalinic & company. Questa è una Sampdoria umile, un'umile ambiziosa, pronta a seguire alla lettera le indicazioni del mister, consapevole di aver intrapreso da tempo la retta via e, al tempo stesso, di non aver fatto ancora nulla se non venisse raggiunto l'obiettivo della continuità.

La collocazione di Praet nel ruolo di mezzala è l'ennesima partita potenzialmente vinta dal mister, siamo ancora ad inizio stagione, ma, toccando ovviamente ferro, ho la sensazione che il talento belga non tornerà indietro in termini di rendimento nemmeno di un centimetro. Corro rischi inferiori rispetto alla mia difesa nei confronti di Skriniar dopo gli errori con Roma e Milan e il tempo mi ha dato ragione. Mi sento piuttosto convinto che i tempi dei tocchi leziosi, delle prestazioni incolori, degli alti e bassi di rendimento siano ormai ben lontani e messi definitivamente agli archivi. Giampaolo è riuscito a far sì che il ragazzo, reduce da una prima stagione d'ambientamento nel nostro calcio e forse psicologicamente condizionato dall'ingente investimento della stagione scorsa, tirasse fuori tutta la propria carica agonistica, la grinta e la voglia di crescere. Il talento c'era già ed era sotto gli occhi di tutti, si doveva abbinarlo ad un valore aggiunto.

Nel mio approfondimento dedicato al Sampdoria Mvp mi sono già soffermato su Lucas Torreira, a mio parere un extraterrestre nel pianeta Terra. Il goal salvato su Kessie rappresenta l'emblema di un ragazzo capace di stregarmi calcisticamente parlando appena l'ho visto scendere in campo contro il Bassano. In quell'occasione tornai a casa con la consapevolezza che ci saremmo potuti divertire con il piccolo grande uruguayano e Linetty, ero convinto di esserci ritrovati tra le mani un autentico gioiellino, ma il diretto interessato ha davvero bruciato le tappe e poterlo ammirare ancora con la nostra maglia è davvero un lusso. Regista, incontrista, recuperatore di palloni, diga davanti alla difesa, centrocampista con i piedi sudamericani, leader, un leone di gabbia. Insomma abbiamo Lucas Torreira.

Secondo timbro per Duvan Zapata, il primo tra le mura amiche. Il colombiano gonfia la rete con rabbia, ha un'ottima percentuale di finalizzazione rispetto alle occasioni create, lotta su tutti i palloni, fa salire la squadra nei momenti di difficoltà. Ci mancava un attaccante di peso, se poi alla fisicità ci aggiungiamo velocità e buona tecnica di base allora non ci manca davvero nulla. Fabio non ha trovato la via della rete, è una notizia visto il rendimento realizzativo di inizio stagione. Fabio c'è sempre, se non segna è lì che lotta per la maglia che indossa, con la stessa fame del ragazzino alla prima gara tra i professionisti, con il sorriso di chi vuole ancora provare e trasmettere emozioni uniche da descrivere.

Adesso andiamo ad Udine con la stessa rabbia, non fidandoci del momento di difficoltà dei friulani, il ritiro potrebbe essere l'occasione giusta per ritrovare autofiducia e fare quadrato. Dovremo scendere in campo come se affrontassimo il Milan, a prescindere dall'avversario che andiamo a sfidare. A questo giro non c'è il turno infrasettimanale e le risorse psicofisiche da dover gestire, alla Dacia Arena fin dal 1' mi aspetto una Sampdoria ordinata, gagliarda, convinta, la vera Sampdoria. 

Un'occasione d'oro per accelerare in vista del doppio turno casalingo. Con la consapevolezza di dover uscire vittoriosi da una nuova battaglia, possiamo farcela con la nostra qualità, con la nostra organizzazione tattica, con i nostri attributi. Crediamoci.