IL SAMPDORIANO - L'orgoglio di 11 guerrieri, la genuinità del condottiero e il "Dale Doria" da brividi

Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, Mondosportivo.it.
21.11.2017 09:42 di Diego Anelli   Vedi letture
IL SAMPDORIANO - L'orgoglio di 11 guerrieri, la genuinità del condottiero e il "Dale Doria" da brividi

Devo dire la verità, domenica mi sono incantato in più di un'occasione e ho faticato a fare una scelta. Se restare ad ammirare i nostri ragazzi combattere, esaltarsi e farci esaltare in campo, oppure voltarmi e rimanere estasiato da una Gradinata Sud semplicemente incredibile.

Sono arrivato tranquillo allo stadio, questa Sampdoria non ci fa saltare le coronarie, non ci fa patire, ci riempie soltanto di gioie, sensazioni uniche, trasmette un entusiasmo contagioso. Dopo almeno un paio d'anni ci si incammina verso il Ferraris con la consapevolezza di potercela giocare a viso aperto contro qualsiasi avversario, dare da filo da torcere alla Vecchia Signora.  I bianconeri partono inevitabilmente favoriti, ma i blucerchiati hanno già dimostrato di essere capaci a ridurre notevolmente il gap nei confronti delle big. E così è stato anche due giorni fa.

La classifica era già meravigliosa, in campo l'obiettivo è sempre ottenere il massimo contro chiunque senza lasciare nulla di intentato, ma un'eventuale sconfitta con la Juventus, dopo la consueta ottima prestazione, non avrebbe variato nemmeno di una virgola i giudizi e le considerazioni sul rendimento della Sampdoria e l'enorme peso specifico del mister nell'economia di ogni annata. Ne eravamo convinti, ce la saremmo giocata fino alla morte, con i mezzi e le qualità per creare problemi anche ai campioni in carica e al triplice fischio finale avremmo guardato il risultato decretato dal campo.

Sono stati 90' e passa di enorme intelligenza tattica, pressing asfissiante, personalità da grande squadra, maturità caratteriale, eccelsa qualità di gioco corale, numerose individualità sopra la media capaci di incidere in termini di efficacia, in quanto il talento e la qualità sono state messe immancabilmente al servizio del collettivo. La linea difensiva si muove con il telecomando, Silvestre è un muro, Ferrari si è perfettamente inserito nei meccanismi del reparto e per la seconda volta ha timbrato il cartellino. Da registrare la costante crescita di Bereszynski, sul quale è giusto credere affinchè il polacco possa raggiungere ulteriori livelli di rendimento, avendo tecnica e dinamismo nel dna. Sull'altro fronte Strinic, a prescindere dall'errato controllo che ha causato il penalty realizzato da Higuain, costituisce un'autentica garanzia, percorre la fascia sinistra un'infinità di volte. Affidabilità raramente riscontrabile.

A favore del centrocampo abbiamo perso le parole di stima, apprezzamento e venerazione. Torreira è un qualcosa di unico in circolazione, adesso che ha perfezionato il feeling con il goal possiamo davvero definirlo un autentico top. È un piccolo gigante, in grado di vincere numerosi duelli nel cuore del centrocampo anche contro avversari più fisicati perchè può contare sull'intelligenza tattica, la fame di arrivare e un dinamismo con pochi eguali. Lichtsteiner ha messo fuori uso Praet ad inizio gara, ma dalla panchina il mister ha potuto affidarsi a Linetty, un titolare aggiunto, un altro ragazzo che ha fornito ulteriori miglioramenti rispetto alla buona stagione passata. Come avvenuto all'uruguayano in fase realizzativa, il talento polacco ha acquisito maggiore sicurezza, è più propositivo, non manca mai in coraggio e abilità nell'inserirsi negli spazi, oltre al consueto lavoro sporco in fase di rottura.

Circondato dai ragazzi ecco Edgar Barreto, un veterano con ancora tanta voglia di combattere su ogni pallone. Ogni qual volta un compagno si trova in una situazione difficile, il paraguayano si fa trovare al posto giusto nel momento giusto. Tanta quantità fondamentale negli equilibri delle mediana, per i quali ha fornito un contributo prezioso anche Gaston Ramirez. L'ex Bologna ha i mezzi per incidere maggiormente, fare davvero la differenza, spaccare la partita come avvenuto in occasione del derby. Non va però mai scordato il differente tipo di gara. Contro la Vecchia Signora il nostro trequartista è andato costantemente a disturbare la costruzione della manovra, abbassandosi nella zona di Pjanic e Khedira, oltre a riaccorciare le distanze tra centrocampo e attacco ogni qual volta alzavamo il baricentro.

E in attacco che dire... siamo devastanti. Duvan Zapata è una forza della natura; impressionante fisicità, ottima tecnica di base, progressione inarrestabile, dominio sulle palle aeree, un'immancabile sponda per i compagni, il primo difensore in non possesso. Un rinforzo di incredibile valore. Al suo fianco Fabio Quagliarella, un campione senza età, un campione che fa la differenza nei momenti topici delle gare in termini di goal e assist (stavolta è Ferrari a ringraziare), ma non soltanto. È il leader che dà l'esempio, scuote i compagni, crede su ogni pallone vagante, come testimoniato dall'azione del vantaggio, nella quale con profonda caparbietà ha lottato contro chiunque per restare in possesso di quel pallone. E ha avuto nuovamente ragione.

E se il successo contro la Juventus da solo basterebbe eccome per tornare a casa con il sorriso delle giornate magiche, soffermiamoci su altri due fattori. Ascoltare le parole del mister prima e dopo la gara ci fa capire come sia ancora possibile nel calcio moderno andare ben oltre le consuete frasi fatte di mille suoi colleghi e ci sia ancora spazio per la genuinità, l'amore per il proprio lavoro, i valori puri e genuini dello sport e la compattezza tra le componenti panchina, squadra e società, destinate a costituire un qualcosa di unico. Quando sale la linea difensiva il mister fa lo stesso movimento a bordo campo, accompagnando ogni azione, qualsiasi momento della sfida con il sentimento, la bontà interiore e il meritato valore della gavetta.

Dedichiamo infine spazio alla Gradinata Sud. Anche contro la Juventus il Ferraris si è rivelato un fattore, con un tifo incessante, contagioso che ha accompagnato i ragazzi minuto per minuto, secondo per secondo, con delle Botte di Doria da far tremare le colonne. Un supporto decisivo, commovente, con il quale i ragazzi sono stati trascinati alla grande impresa. Le mani al cielo, i cori senza sosta, le bandiere a sventolare, la gente dei settori meno popolari in piedi per dare il giusto tributo ad una top Sampdoria. Ritornando alla scelta iniziale... non ho scelto, non potevo scegliere. Quelle 11 maglie in campo ad onorare i nostri colori, in panchina uno di noi, sugli spalti tanti cuori che battevano insieme, tante corde vocali messe a dura prova. Ammirare chi lotta con la nostra maglia mentre domina il Dale Doria è semplicemente senza prezzo, da brividi. Ora a Bologna, anche là dimostriamo di che pasta siamo fatti per non vanificare un'impresa e continuare un sogno.