IL SAMPDORIANO: in piazzetta andiamo in inferiorità numerica. Al fianco di Sabatini, con orgoglio

Diego Anelli Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collaboratore di Alfredopedulla.com, Mondosportivo.it.
27.06.2018 19:04 di Diego Anelli  articolo letto 2372 volte
IL SAMPDORIANO: in piazzetta andiamo in inferiorità numerica. Al fianco di Sabatini, con orgoglio

Sarà poi come sempre il campo a fornire l'unica risposta che conta e ci sarà tempo. Adesso posso “soltanto” evidenziare l'enorme soddisfazione nel poter accogliere un Dirigente del calibro di Walter Sabatini.

Non ha bisogno di presentazioni, il suo curriculum parla da solo, la stima di colleghi e addetti ai lavori è sotto gli occhi di tutti. Parlo a nome del sottoscritto, a nome di un tifoso blucerchiato ancora prima del giornalista. Il suo modo di porsi, le sue parole, i concetti espressi, la determinazione, la sana follia; un'autentica boccata d'ossigeno a livello di stimoli, motivazioni e grinta. Non ha prezzo ritrovare qualcuno nel mondo del calcio che ti dice le cose in faccia, non necessariamente le cose che fanno comodo e convenienza. Concetti basilari, la sorgente della realtà che fa sognare, dei sogni che possono tramutarsi in risultati raggiungibili, il mai porsi limiti, trovare dentro se stessi nuovi margini per crescere ulteriormente, far sì che ogni componente, dalla società fino all'ambiente, faccia altrettanto come una cosa unica, coesa.

Durante la presentazione ufficiale di Sabatini per qualche attimo mi sono toccato per capire se stavo sognando. Nell'ascoltarlo ho provato orgoglio, condivisione di valori e motivazioni fondamentali non soltanto nel calcio ma in ogni ambito della vita quotidiana, ho ascoltato concetti che danno la giusta essenza di cosa voglia dire lavorare, combattere e tifare per la Sampdoria, non per una squadra qualunque. Oltre alla questione del contratto annuale, sua abitudine nel corso della carriera, che conferma lo spessore umano del nuovo Responsabile dell'area tecnica blucerchiata, ho pure provato grossi rimpianti per quello che poteva essere e non è stato soltanto poche settimane fa.

Chissà se e cosa avrebbe potuto cambiare nell'ultima stagione se, oltre allo spogliatoio dove ovviamente soltanto i diretti interessati possono esserne a conoscenza, anche pubblicamente concetti simili fossero stati ribaditi, anziché continuare a dire, già mesi prima della conclusione del campionato, che la stagione era già stata positiva, l'Europa non era l'obiettivo prefissato ad inizio stagione e del quale si continuava a non parlare contrariamente al mercato chissà.... Ovviamente chi scende in campo non dovrebbe dipendere dagli altri a livello di stimoli, almeno in teoria. Ascoltando Sabatini ho compreso che, anche magari soffermandomi sul civile e giustificatissimo striscione della Sud che con il Napoli invitava tutti a quanti a crederci di più l'anno prossimo, esattamente come chi occupa quei gradoni, probabilmente questo passo è stato davvero compiuto.

Il discorso di combattere contro la dimensione che l'esterno ci attribuisce ha perfettamente centrato la questione che sta tanto a cuore a buona parte di noi. Il finto mito della parte sinistra della classifica che esiste soltanto nel televideo, decimo posto ecc ecc. Parliamo di cose reali. La Sampdoria, ovviamente sempre tenendo ben presente la priorità del bilancio, senza snaturare l'essenza del fare plusvalenze e lasciando ad altri il rischio di compiere il passo più lungo della gamba, non deve mai perdere con i fatti l'ambizione a migliorarsi e a crescere, mai dimenticare chi è, cosa rappresenta e cosa rappresenterà per sempre. Gli ultimi due decimi posti, pur ricchi di soddisfazioni nell'arco delle rispettive stagioni, fanno incavolare e lo si dice con la consapevolezza che le cose erano state fatte bene e bastava davvero poco, sia a gennaio sul mercato che a livello di concentrazione in campo, per completare il mosaico. A prescindere dalle vicissitudini del Milan, il fatto di non andare in Europa, dopo aver fatto bottino pieno con Atalanta e Fiorentina, battuto i rossoneri al Ferraris e ottenuto due pareggi con il Torino.... beh ci fa mangiare le mani.

L'utopia, il gusto di sognare. Con Sabatini siamo consapevoli che ancora di più del passato, come se ce ne fosse bisogno, non si lascerà nulla di intentato. Si amano le sfide, si punta ad obiettivi magari anche difficili soltanto da immaginare, ma soltanto in questo modo si possono trovare continuamente stimoli, trovare in chi ti etichetta come una squadra di seconda, o terza fascia un ulteriore stimolo, un'ulteriore forza per provare a far saltare il banco, trasmettere un messaggio forte e chiaro a chiunque; ci proveremo con tutte le energie. La Sampdoria vuole essere competitiva ed è pronta a dare battaglia. Il nuovo Dirigente blucerchiato ha fatto riferimento a molti ricordi del passato, ha spiegato la propria filosofia calcistica, soffermandosi sul modo di lavorare e sui rapporti umani con chi ha conosciuto, o ritrovato alla Sampdoria. 

Ho perso il conto degli argomenti ricchi di interesse da lui trattati in conferenza, tra tutti i ricordi uno in particolare mi ha colpito. Quando Sabatini è tornato ai tempi di quando era ragazzino, andava in piazzetta con gli amici e gli piaceva giocare in inferiorità numerica, perchè da sempre gli sono piaciute le sfide. Andiamo ancora, insieme in piazzetta, la Sampdoria è pronta a combattere contro qualsiasi ostacolo e con il suo pubblico nessuna inferiorità numerica sarà in grado di batterci a priori, senza aver dato tutto quello che abbiamo dentro, non partiremo mai sconfitti in partenza. Con Lei siamo pronti ad andare in piazzetta in inferiorità numerica, pronti a farlo a testa alta, con orgoglio, con carica agonistica, con passione e ambizione. Pronti a farlo da Sampdoria, da Sampdoriani.