IL SAMPDORIANO - Con le gite lungo lo Stivale... non si viaggia in Europa

Diego Anelli Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, Mondosportivo.it.
12.03.2018 10:22 di Diego Anelli  articolo letto 698 volte
IL SAMPDORIANO - Con le gite lungo lo Stivale... non si viaggia in Europa

Udine e Bologna avevano lanciato dei segnali d'allarme, con il passar del tempo la musica non era cambiata. Il peggio in trasferta doveva ancora arrivare, il 2018 era iniziato nel peggiore dei modi con la debacle di Benevento. Ci si augurava che il blitz all'Olimpico con la Roma potesse rappresentare la svolta, l'inversione di tendenza e invece, dopo la prestazione grigia di San Siro, ecco un altro punto bassissimo a Crotone.

Ad Udine e a Bologna ci eravamo presentati con la pancia piena, con l'errata presunzione di chi pensava di aver fatto chissà che cosa quando invece c'era oltre metà stagione da disputare, da soli gli exploit con Milan e Juventus significano ben poco. Siamo andati a Benevento quando si vinceva con il contagocce, basta ricordare la fatica per piegare la Spal nel recupero, ma esistono tanti modi per perdere e come ieri abbiamo scelto il peggiore. Purtroppo vedendo queste gare abbiamo la sensazione di assistere ad autentiche gite da parte di una squadra che troppo spesso in trasferta, quando l'avversario non è di prima fascia, scende in campo senza anima, senza voglia di combattere, senza fame, con tanta presunzione e la autoconvinzione di poter piegare facilmente la resistenza dell'avversario, magari senza sbattersi, o semplicemente per il vivere di rendita.

Se a Benevento uscendo malamente sconfitti contro il fanalino di coda si pensava di aver visto il peggio in una ripresa da incubo, ieri un altro avversario tecnicamente modesto, peraltro reduce da due pesanti sconfitte in scontri salvezza e privo di Ante Budimir, ci ha letteralmente spazzato via nell'arco di 45' nei quali non si può parlare di tecnica, questioni tattiche, errori individuali. Tutto passa in secondo piano, quando non c'è nemmeno l'ombra di carattere, stimoli, voglia, determinazione e soprattutto concentrazione. Fin dal liscio di Ferrari nel primo lancio innocuo dalle retrovie si era capito a quale giornata saremmo andati incontro... I calabresi, con tutti i loro limiti tecnici, sono andati facilmente sul triplo vantaggio, prevalendo nettamente su una squadra statica, passiva (come testimoniato dalla difesa immobile in occasione del rigore respinto da Viviano, l'ennesimo), indolente e autolesionista, senz'altro la bruttissima copia di una Sampdoria semplicemente devastante tra le mura amiche.

È vero, la classifica sorride, siamo scesi al settimo posto, siamo ancora in lotta per un posto in Europa, ma certe prestazioni, determinate sconfitte non possono essere giustificate da nessuna considerazione, altrimenti finiamo per essere complici e far passare in secondo piano occasioni dalle quali dobbiamo maturare, compiere un ulteriore salto di qualità in termini di una mentalità che nei momenti chiave viene a mancare. Finchè non ci si rende conto che i 3 punti con il Crotone pesano come quelli in palio con la Juventus non riusciremo mai ad avere continuità. Lo straordinario cammino casalingo viene purtroppo almeno in parte vanificato da costanti tonfi esterni che hanno del clamoroso. 

Intendiamoci, nessuno pretende di vincere sempre e comunque, altrimenti saremmo stati costruiti per lo scudetto e non disputare un buon campionato, o come spero per arrivare davvero in Europa. Nessuna gara è semplice, anche e soprattutto quando si affrontano avversari sulla carta inferiori bisogna restare sul pezzo, sono quelli i punti destinati a fare la differenza, chi gioca per la salvezza sputa sangue, ma chi gioca per l'Europa deve fare altrettanto, su qualsiasi campo, l'Atalanta è un esempio. Si può perdere certamente, contro chiunque, ma scendendo in campo, lottando e non pensando di aver vinto ancora del fischio d'inizio. Difesa disattenta, centrocampo abulico, attacco spuntato, più brutti non si può.

E la critica, se costruttiva, serve come il pane, per crescere, comprendere gli errori per non ricaderci nuovamente. Purtroppo questo è un trend che ha radici lontane e non si è finora riusciti a porre un freno. Il sottoscritto non ha alcun dubbio che domenica torneremo dei leoni, saremo in grado di offrire una prestazione super a livello tecnico e di dinamismo contro l'Inter, riuscendo, ce lo auguriamo, a portare a casa un risultato positivo. Chi scende in campo deve però imparare finalmente a non guardare il nome dell'avversario, a non cercare stimoli dal blasone, dalla forza, dalla classifica altrui. Recentemente non ci capita purtroppo spesso di giocarci l'Europa, praticamente da inizio stagione ci siamo stabilmente collocati al sesto posto e ora sarebbe un inaudito autolesionismo se non dessimo il massimo in ogni gara per centrare un obiettivo a parole non prefissato ad inizio stagione, altrimenti rischieremmo di vivacchiare al centro classifica, cullandoci per un decimo posto, o per una parte sinistra della classifica che esiste e non esiste.

Abbiamo le possibilità, le qualità, i mezzi per chiudere al meglio la stagione, l'aspetto fondamentale sarà ricordarselo sempre, ma con umiltà, predisposizione al sacrificio, rabbia agonistica e compattezza, altrimenti non andremo da nessuna parte, con o senza leggerezza mentale. Da mesi la guida tecnica ne è consapevole, sta provando a trasmettere il messaggio ai propri giocatori, finora  in trasferta con deludenti risultati. Una cosa è certa: prestazioni sconcertanti come quella offerta a Crotone non hanno nulla a che vedere con il nome Sampdoria, con la maglia indossata, con il rispetto che meritano i tifosi presenti anche in occasione di una lunghissima trasferta (ai quali magari andrebbe rimborsato il biglietto, sarebbe già un primo passo) e con l'impegno automaticamente connesso agli elevati stipendi percepiti.

Con l'Inter indosseremo il consueto abito da battaglia, in perfetta linea allo straordinario cammino al Ferraris, perchè siamo forti e in casa ce lo ricordiamo nel modo giusto, confermandolo in ogni occasione. Poi ci sarà la trasferta contro un Chievo in palese difficoltà, letteralmente crollato negli ultimi mesi e finito in piena lotta salvezza dopo la sconfitta nel derby. Auguriamoci di non fare l'ennesima gita, stavolta nel weekend pasquale, perchè gli alti e bassi non porterebbero all'Europa, dove la Sampdoria e i propri tifosi meriterebbero invece di viaggiare. Le passeggiate lungo lo Stivale le lasciamo a qualcun altro, ben volentieri.