IL SAMPDORIANO: classe, intensità e attributi nella tana del Toro. Adesso la prova di maturità

Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, TMW Magazine.
18.09.2017 08:56 di Diego Anelli   Vedi letture
IL SAMPDORIANO: classe, intensità e attributi nella tana del Toro. Adesso la prova di maturità

Identità di gioco, sangue agli occhi, pressing a tutto campo, personalità nel fare la partita fin dal primo minuto a viso aperto, qualità indiscutibili in mezzo al campo e nel trio offensivo, peccato per qualche consueta amnesia tra le retrovie, ma complessivamente che bella Sampdoria.

Convinta delle proprie qualità ma in campo con personalità e umiltà, mai con presunzione e tocchi leziosi, pronta a giocarsela con classe ma, al tempo stesso, con la giusta cattiveria agonistica, lottando su ogni pallone, senza alcun timore riverenziale di un avversario con un signor reparto offensivo e sempre assai ostico, in particolare tra le mura amiche.

Qualunque sarebbe poi stato il risultato al triplice fischio finale, era lecito restare ampiamente fiduciosi sul futuro a breve termine. Certamente con un punto in più in cassaforte e l'imbattibilità mantenuta con sette punti conquistati dopo tre giornate, è più che legittimo essere soddisfatti e carichi. La Sampdoria ha brillantemente offerto una prova ricca di personalità, coraggio, gioco corale, organizzazione tattica, qualità nel fraseggio, ritmo, dinamismo e intensità, mettendo più volte il Torino in difficoltà nella propria tana. Obiettivo raggiunto facendo ricorso alla preparazione tattica targata Giampaolo, alle qualità dei singoli e ad una rabbia agonistica mai venuta a meno nell'intero arco della sfida.

Più che buono il debutto degli ultimi acquisti. Strinic, diligente in copertura e sempre pronto ad accompagnare l'azione offensiva con i tempi giusti, ha offerto un assist al bacio per il sigillo di Quagliarella. Duvan Zapata ha garantito fisicità e dinamismo al reparto offensivo, mostrandosi freddo nell'insaccare alla prima occasione dopo appena una ventina di secondi, sempre nel vivo del gioco, pronto ad aggredire gli spazi nelle ripartenze, presente nel far salire la squadra nei momenti di maggiore pressione. Altra nota positiva è rappresentata dal positivo ritorno di Edgar Barreto, il quale, dopo i recenti acciacchi fisici, si è ripresentato in grande spolvero, rendendosi pericoloso con tempestivi inserimenti senza palla e confermandosi un combattente su ogni palla vagante.

Che dire poi di Fabio Quagliarella che continua a calciare da ogni posizione e a risultare decisivo. Sinisa Mihajlovic temeva l'ennesimo goal dell'ex ed è puntualmente arrivato. Pochi mesi fa gli irriconoscenti cori offensivi della Curva Maratona nei confronti del bomber campano cresciuto nel settore giovanile granata e protagonista di brillanti pagine della recente storia del club. Ieri timbra il cartellino alla prima chance, nessuna esultanza, ma un sorriso e tanto, tantissimo orgoglio davanti a chi ha continuato a mancargli di rispetto. Per l'ennesima volta la squadra è stata messa benissimo in campo da mister Giampaolo, ogni elemento sapeva esattamente cosa gli veniva chiesto e l'ha messo in pratica quasi alla lettera. Anche i meccanismi meglio oliati possano presentare qualche imperfezione di fondo, in quanto risulta impossibile colmare determinate lacune di base in alcuni singoli, ma tutti si sono applicati al meglio, perfezionando numerosi dettagli che spesso e volentieri vanno a fare la differenza.

Parliamoci chiaro. Dopo Juventus, Napoli, Roma, Inter, Milan e probabilmente la Lazio, ci sarà bagarre per il settimo posto, al quale puntano diverse compagini come Torino e Fiorentina, ma tale piazzamento deve costituire un obiettivo anche per la nostra amata Sampdoria. Senza compiere voli pindarici, senza fare il passo più lungo della gamba, lavorando sempre con la massima concentrazione e con la speranza che il mister riesca a ridurre l'alternanza di rendimento messa in evidenza nella scorsa stagione da un organico dall'età media piuttosto bassa. Abbiamo determinati limiti, in primis sulla fascia destra in copertura, ma questa rosa vanta qualità evidenti, destinate a diventare i nostri punti di forza nel breve e lungo termine.

In campo non ci vanno più i prezzi pregiati partiti in estate, ma i punti di forza trattenuti e i volti nuovi, tra i quali spiccano elementi di qualità come Gaston Ramirez, non brillantissimo come accaduto invece nelle precedenti gare, ma comunque decisivo come testimoniato dall'assist al bacio per il vantaggio di Zapata. Se viola e granata puntano a piazzarsi subito al ridosso delle big, tale obiettivo, senza scordarsi la Coppa Italia, deve anche essere alla nostra portata, i 4 punti ottenuti sui loro campi ne sono la prova. L'importante sarà mantenere la costanza di rendimento soprattutto a livello mentale e cercare di far compiere l'ulteriore salto di qualità al gruppo, facendogli capire come i 3 punti con l'Hellas Verona pesano come quelli contro la Juventus.

Ecco proprio arrivare la sfida con i gialloblu, probabilmente la peggiore squadra nella massima serie in questo inizio di stagione. I veneti, reduci da una campagna di rafforzamento palesemente deficitaria, sembrano una formazione inadeguata per la categoria e la posizione di Fabio Pecchia pare traballante, anche in considerazione della completa assenza di gioco edelle difficoltà palesate in ogni reparto. Sicuramente la rinuncia nell'11 di partenza a Giampaolo Pazzini non ha sicuramente aiutato a colmare le lacune.

Qui la Sampdoria ha mancato, rallentato, registrato battute d'arresto nella scorsa stagione. Qui questa Sampdoria deve dimostrare di superare alla grande la prova di maturità, il Bentegodi spingerà come sempre l'Hellas con un grande tifo britannico, ma dovremo dimostrare in campo la nostra superiorità, andarci a prendere con cattiveria i 3 punti e ricevere la visita del Milan con il morale a mille. Soltanto tornando a Verona con il bottino pieno avremo davvero la consapevolezza di aver intrapreso la retta via, verso la risoluzione di una delle principali problematiche emerse nel recente passato. Mister Giampaolo non smetterà un secondo nel lavorare anche sull'aspetto mentale, auguriamoci che i giocatori siano recettivi.

Concludo dando il mio sincero bentornato ai gruppi non tesserati, rivederli in trasferta mi ha trasmesso emozioni, brividi, sensazioni uniche. La tessera del tifoso è stata sconfitta e le botte di Doria sono tornate assordanti anche in trasferta.