Il gruppo, Giampaolo e il team scouting: vi vogliamo così

Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, TMW Magazine, Tuttoentella.com, Antenna Blu.
12.03.2017 11:39 di Diego Anelli   Vedi letture
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Il gruppo, Giampaolo e il team scouting: vi vogliamo così

41 punti a metà marzo, seconda vittoria stagionale nel derby, una striscia di 7 risultati utili consecutivi con ben 5 vittorie e due pareggi, una parte sinistra di classifica consolidata con l'obiettivo di migliorare ulteriormente la propria posizione, Fiorentina e Torino sono avvertite. La Sampdoria targata Giampaolo sta vivendo il miglior momento dell'annata, nel quale la squadra non soltanto ha trovato da tempo un'identità tattica ben definita, ma è riuscita ad esprimere al meglio il proprio potenziale, cercando di capitalizzare le occasioni da goal create, restare compatta senza disunirsi nelle fasi topiche delle sfide e limitare le incertezze difensive.

Qualcuno aveva previsto una gara aperta su entrambi i fronti, in realtà abbiamo assistito ad una Sampdoria che ha fatto la gara dal 1' all'ultimo minuto e un Genoa che, nonostante la sterzata sotto la gestione Mandorlini con quattro punti in due gare, è sempre rimasto dietro la linea della palla. Senz'altro nella prima frazione abbiamo corso qualche pericolo di troppo, qualche palla persa banalmente nel cuore del centrocampo e le corsie esterne non adeguatamente protette hanno consentito ai rossoblu di rendersi pericolosi in due occasioni con Simeone e Pinilla, ma come sempre Viviano ha fatto buona guardia.

Con il passare dei minuti abbiano coperto meglio il campo, Sala e Regini hanno iniziato a prendere maggiore fiducia e ricevuto maggior apporto in copertura dai centrocampisti, i rossoblu non sono più riusciti a tenere botta in mediana, dove la forbice a nostro favore in termini di tecnica e dinamismo ha preso prepotentemente la scena e non sono più arrivati rifornimenti al loro tandem offensivo.

E' stata la vittoria in primis del gruppo. Un'entità ben coesa, capace di proseguire senza sosta il proprio percorso di crescita, con quell'umile ambizione tipica dei giovani di talento, ma con la testa sulle spalle, intelligenti a non commettere l'errore di montarsi la testa e compiere il passo più lungo della gamba. Una serata trionfale per chi si è meritato la copertina, ovvero quel Luis Muriel, decisivo, combattivo, sempre sul pezzo e pronto al sacrificio al servizio della squadra, sicuramente lontano parente rispetto al talento di classe sopraffina, ma discontinuo e talvolta indolente come in occasione del derby vinto poco più di un anno fa.

Si parlava di gruppo, appunto. La qualità del singolo, a disposizione dell'11, può far davvero la differenza soltanto se esiste una Squadra, tecnicamente e moralmente parlando. Una Squadra come l'attuale Sampdoria. È la vittoria di Emiliano Viviano, decisivo nella prima frazione quando è stato chiamato in causa e costretto a saltare per infortunio il derby d'andata. Simeone e Pinilla hanno provato invano a lasciare il segno ad inizio gara, perchè poi non hanno più visto palla. Tutto merito di Milan Skriniar e Matias Silvestre. Lo slovacco ha dominato in lungo e in largo, giocando spesso e volentieri in anticipo e trasformandosi nel regista aggiunto in fase d'impostazione. L'argentino è ritornato stabilmente ai livelli di due stagioni or sono; esperienza, senso della posizione e autorevolezza. Serata inizialmente difficile per Vasco Regini e Jacopo Sala sulle corsie laterali, una delle zone ritenute più lacunose da molti tifosi e addetti ai lavori. Sono stati bravi a tenere botta, anche quando i raddoppi dei centrocampisti tardavano ad arrivare, a limitare i danni nei momenti più critici, andando a recitare un ruolo da protagonisti nel corso della ripresa. Vasco si è contraddistinto per diverse tempestive chiusure, Jacopo nell'accompagnare con maggiore costanza l'azione offensiva.

Lucas Torreira è la bussola imprescindibile nel cuore del centrocampo, Karol Linetty ed Edgar Barreto i mastini pronti a contribuire alla costruzione della diga e ad inserirsi senza palla. Bruno Fernandes è il valore aggiunto che ricerca continuità, ma sempre lesto a non dare punti di riferimento. Fabio Quagliarella è il simbolo di non molla mai un centimetro, di chi è più forte di qualsiasi avversità dentro e fuori dal campo. Non è arrivato il quarto goal consecutivo, ma si è confermato un brutto cliente da marcare, andando sempre alla ricerca della verticalizzazione, o di una posizione più defilata per agevolare l'inserimento dei compagni. E che dire di Patrik Schick... con lui il calcio indossa l'abito da sera. Lunghe leve, ma sorprendente dinamismo. Un'abilità con il pallone tra i piedi da autentico campione, classe sopraffina, finte ubriacanti. Un qualcosa fuori dalla norma da tenersi stretto in anticipo.

È la vittoria di mister Giampaolo, vittorioso in entrambi i derby stagionali. All'andata è riuscito a tenersi stretta la panchina, al ritorno ha dimostrato per l'ennesima volta di essere l'uomo giusto nel posto giusto, nel momento giusto. Sotto la sua guida, saggia e strategica, questa squadra, se come credo non verrà smantellata in estate, avrà i mezzi per alzare ulteriormente l'asticella e magari, perchè no, ad ambire dichiaratamente ad un piazzamento europeo, o ad un ruolo da protagonista in Coppa Italia. Il mister è riuscito a gestire al meglio i giovani talenti in rosa, li ha attesi, li ha valorizzati, li ha responsabilizzati, compresi e stimolati. Sarebbe stato facile bruciarli o caricarli di eccessive pressioni, invece i rischi non esistono quando si può contare su uno di quei pochi tecnici per i quali la parola “progetto” conta davvero qualcosa.

È la vittoria del team scouting. Da anni, se non addirittura da decenni, si attendeva che la Sampdoria iniziasse a puntare con convinzione al mercato estero, al fine di aggiudicarsi profili interessanti in termini di qualità – prezzo, attorno ai quali costruire qualcosa di importante e garantirsi un futuro, non dimenticando mai un occhio alle esigenze di bilancio e alla valorizzazione del settore giovanile. In estate abbiano capito con i fatti che qualcosa era cambiato, non abbiamo semplicemente voltato pagina, ma abbiano iniziato a scrivere un nuovo libro. Campionati esteri scandagliati con programmazione, competenza e lungimiranza, investimenti mirati su talentuosi profili, alcuni di loro già ambiti da big europee e spesso e volentieri già protagonisti nelle rispettive rappresentative nazionali.

Due anni fa concorrenza bruciata su Torreira da poco debuttante tra i cadetti, Skriniar portato a Bogliasco con largo anticipo, in estate ecco aggiungersi Linetty, Praet, Djuricic e Schick, senza scordare chi è già da anni in Italia ma è ancora alla ricerca della definitiva consacrazione, in primis Bruno Fernandes. Schick strappato alla Roma in un estenuante duello di mercato, 10 milioni spesi per Praet dal quale ci attendiamo il salto di qualità in serie A, l'acquisizione a titolo definitivo di Djuricic nel mercato di gennaio e l'operazione Bereszynski. Questi sono fatti, non parole, dati incontrovertibili, non promesse, in merito alla linea strategica portata avanti dal club, lesto a comprendere e a mettere efficacemente in pratica quale fosse l'unico modo affinchè una realtà come la nostra potesse davvero ambire a qualcosa di rilevante.

Siamo riusciti ad ottimizzare le risorse a propria disposizione e far leva sulla lungimiranza di osservatori capaci, presenti sul posto, lesti nel segnalare profili utili per il presente e in prospettiva, in grado di integrarsi con la nostra realtà e il campionato nostrano. Applausi a Riccardo Pecini e al suo intero staff, uno degli autentici fiori all'occhiello dell'intera dimensione blucerchiata. Un altro top player da blindare.