Da dove ripartire, per quali obiettivi
Negli ultimi mesi, ma soprattutto nelle ultime settimane, abbiamo letto e ascoltato dichiarazioni di ogni tipo, ogni tenore, alcune prevedibili, altre evitabili, certe condivisibili, altre ancora difficili da comprendere.
L’obiettivo salvezza è stato matematicamente raggiunto con il pareggio interno contro il Catania, le ultime partite ci hanno creato non pochi patemi e sofferenze, sicuramente da evitare in futuro, ma non va dimenticato il grande lavoro svolto da D. Rossi, prendendo una squadra in grossa difficoltà a metà dicembre e portandola a quota 35 punti, virtualmente salva, già a marzo.
La conferma del mister rappresenta il primo macigno sul quale ripartire e non è poco, perché purtroppo da anni non ci capitava tale fortuna, avendo sbagliato più volte in estate la scelta del tecnico, a dirlo è stato il campo. Se la scelta ricaduta su Di Carlo, anche se il preliminare di Champions avrebbe richiesto un tecnico di maggiore esperienza internazionale, poteva essere giustificata dalle grandi stagioni disputate in precedenza, le scelte di Atzori e Ferrara fin da subito sembravano rischiose e purtroppo il campo l’ha confermato, come del resto la mancata conferma di Iachini.
D. Rossi rappresenta uno dei migliori tecnici italiani in circolazione e con lui si può costruire una squadra che, senza voli pindarici per non cadere pesantemente con i piedi per terra, possa farci emozionare, divertire e togliere qualche bella soddisfazione dopo aver raggiunto la salvezza, ma stavolta anche matematicamente, in anticipo e con pochi patemi.
Per raggiungere un obiettivo simile bisogna operare con oculatezza, azzeccare gli acquisti soprattutto nei ruoli cardine e gestire nel migliore dei modi gli investimenti e le cifre messe a disposizione dalla società, una speranza purtroppo rimasta tale sia nell’anno della retrocessione, sia nelle ultime sessioni di mercato, quando la precedenza dirigenza ha sprecato tempo dietro a sogni irrealizzabili (es. Benitez), chiudendo operazioni altamente costose in termini di cartellini e ingaggi e senza un tasso tecnico che lo potesse soddisfare (es. Bertani e Piovaccari), costringendo la società a rifare la squadra a gennaio su indicazione di Iachini (con gli arrivi ad esempio di Eder, Munari, Renan) e a valorizzare esclusivamente i giovani presenti in rosa e prelevati da gestioni precedenti dinanzi ad un altro mercato estivo deficitario (Maxi Lopez, De Silvestri, Estigarribia, Poulsen e Maresca, con soli i primi due presenti al ritiro estivo).
Società e dirigenza saranno chiamati ad evitare gli errori commessi nel recente passato e le prime mosse fanno ben sperare. Si riparte da D. Rossi in panchina, si cercherà di collocare altrove giocatori dall’ingaggio elevato che non hanno assolutamente confermato le attese (es. Romero), si ripartirà da un mix di gioventù ed esperienza, nel quale fin dall’inizio si potrà far affidamento anche su Palombo, contrariamente alla precedente stagione. Mentre Icardi e Poli sono ambiti dalle big milanesi, sarà possibile trattenere Obiang e Krsticic, a mio parere i veri gioielli dell’organico, ripartire su giocatori dal rendimento certo come Gastaldello, Costa ed Eder, provare il riscatto di giocatori utili alla causa come De Silvestri e Sansone, riportare alla base alcuni dei giovani promettenti reduci da esperienze tra i cadetti (es. Regini ed Eramo viste le difficoltà per Zaza) e non sbagliare le scelte nei ruoli cardine.
Ora come ora alla Samp occorre un portiere di esperienza, o un giovane che dia già affidamento ad alti livelli, a seconda del modulo adottato due rinforzi difensivi (un centrale e almeno un esterno), altrettanti a centrocampo (un eventuale sostituto di Poli e un laterale), due attaccanti, con almeno uno in grado di andare in doppia cifra e seconde linee davvero di livello. Innesti assolutamente da non sbagliare, azzeccandoli si potrà assistere ad una stagione caratterizzata da soddisfazioni, potendo anche contare su un tecnico, D. Rossi, di primo livello, sbagliando le scelte si rischierebbe una stagione tormentata, interrompendo il processo di crescita all’interno del progetto blucerchiato e costringendo tutti noi ad un’altra annata vietata ai deboli di cuore, come accaduto, nel bene e nel male, negli ultimi anni.
Lasciando perdere dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano da parte di coloro che per fortuna non lavorano più per la causa blucerchiata, mi ha fatto molto piacere leggere e ascoltare alcune recenti interviste. In primis il Presidente Edoardo Garrone, sempre chiaro e preciso nell’analizzare strategie (es. il nuovo stadio), obiettivi societari e altrettanto passionale e tifoso nell’evidenziare i veri valori dell’essere Sampdoriani. Non posso dimenticare l’affetto mostrato da Nenad Krsticic nei confronti della nostra casacca, parole che ci riempiono d’orgoglio perché pronunciate da un giovane con la testa sulle spalle, un grande cuore e una professionalità esemplare.
Da queste premesse e dalla fortuna di avere un allenatore come Delio Rossi bisogna ripartire per una Sampdoria che possa crescere in modo costante e senza fare il passo più lungo della gamba, con realismo e umiltà, ma senza accantonare mai ambizione e voglia di sorprendere, perché, con oculatezza, competenza e un’importante attività di scouting, si possono raggiungere traguardi insperati anche nel calcio odierno.
