Credere nella rimonta non è proibito

Credere nella rimonta non è proibitoTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 26 novembre 2008, 08:00Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

Contro il Catania ci siamo divertiti, abbiamo rivisto la Sampdoria capace di farci dimenticare le amarezze subite in trasferta, l’infinita serie di infortuni muscolari, l’abitudine a guardare l’orologio. Il tempo vola quando FantAntonio gioca come lui e pochi altri sanno fare in giro per il mondo, fa godere se stesso, tifosi, compagni e chi lo ha portato in blucerchiato, ovvero quella vecchia volpe di Beppe Marotta. E quando gira lui, gira tutta la squadra. Non per ruffianarci Mazzarri, ma il tecnico ha ragione nel sostenere come i compagni stiano dando il massimo per far rendere al meglio il loro talento più sopraffino: la Samp è ritornata una cosa sola, dentro e fuori dal campo.

Ora ci aspetta una settimana che definire decisiva è poco. Un’eventuale vittoria contro lo Stoccarda porterebbe ad un passo dalla qualificazione, matematicamente raggiungibile in seguito con un pareggio a Liegi, dove andremo soltanto sette giorni più tardi. Nel frattempo andremo a far visita al Cagliari, in un campo dove, tranne l’exploit della passata stagione e altre rare occasioni, siamo sempre usciti con le ossa rotte. Probabilmente a bocce ferme chiunque metterebbe la firma su un successo contro i tedeschi e un pareggio al Sant’Elia, perché verrebbe raggiunto un duplice scopo: il quasi certo proseguimento dell’avventura europea e la fine dell’astinenza di punti in trasferta. Ciò consentirebbe di preparare con apparente tranquillità la tappa in terra belga e l’attesissima stracittadina con la doverosa concentrazione e rispetto dell’avversario.

Mazzarri, sotto sotto, non ha forse abbandonato i sogni di conquistare nuovamente un piazzamento europeo: se uscissimo sani e salvi dai due prossimi impegni di campionato, la Samp avrebbe proseguito nella sua opera di rimonta nei confronti delle concorrenti, i pezzi pregiati sarebbero ritornati a disposizione e si avvicinerebbe all’apertura del mercato di riparazione, nel quale il tecnico, e non solo, si aspetta almeno un regalo: anche se non arrivasse altro, basterebbe un attaccante, un vero attaccante per poter sognare in grande.



Poi il calcio è bello, perché è strano, può succedere di tutto e di più, ciò che è vero oggi, domani viene ritenuto assurdo e viceversa. Chissà cosa avranno pensato alcuni nostri tifosi nell’assistere ai due goal mangiati da Maggio contro il Cagliari, sembra di rivedere le successioni di occasioni sprecate nel derby, poi deciso in modo rocambolesco proprio dall’esterno, mentre a Marassi prima Padalino con il Lecce, poi Stankevicius con il Catania hanno dato il bianco. Potrebbe essere una fortunosa casualità, oppure qualcosa di vero c’è: quando la Samp e Cassano girano, gli esterni sono agevolati nel loro gioco di spinta, trovandosi spesso e volentieri in posizione di battuta, o di cross dal fondo.

E a proposito di Antonio, non finiremo mai di ringraziarlo per le sue giocate in campo, ma qualche pregio gli va riconosciuto anche all’esterno del terreno di gioco: è l’unico ad avere le capacità mediatiche per portare un po’ di blucerchiato nei salotti televisivi d’elite. Ormai ci siamo abituati, anche se son finiti i tempi durante i quali si parlava esclusivamente delle 3 grandi, alcune compagini di medio-alto livello hanno concentrato le attenzioni dei media sia nel bene che nel male, la Genova calcistica sfonda raramente gli schermi nazionali, ma con Antonio succede anche questo.