Attesa e fiducia: i nostri cavalli di battaglia. Ora o non più

Attesa e fiducia: i nostri cavalli di battaglia. Ora o non piùTUTTOmercatoWEB.com
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domenica 13 giugno 2010, 09:00Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

Il Vero tifoso blucerchiato si è sempre contraddistinto nel panorama italiano per stile, competenza, senso di responsabilità e realismo. Siamo appena al 13 giugno, è arrivato un nuovo tecnico, abbiamo assistito ad un completo ricambio dirigenziale, l’inaspettato obiettivo dei preliminari di Champions League è stato raggiunto, adesso bisogna muoversi con grande cautela e razionalità, ma, al tempo stesso, l’ambizione, la fame di successi e la voglia di sorprendere devono sempre restare d’attualità.

Forse qualcuno, facendosi prendere dalla fretta o dall’eccessivo entusiasmo, pensava che la Sampdoria facesse subito follie sul mercato, gettando milioni di euro dalla finestra, o facendosi incantare soltanto dai grandi nomi, spesso disposti a firmare contratti milionari, ma a considerare realtà meno blasonate soltanto quando si partecipa a certe competizioni, o non si sa dove andare a svernare a fine carriera.

Sono il primo a ritenere che l’organico abbia bisogno di pesanti e numerosi rinforzi sul mercato, qualitativamente e numericamente parlando, affinchè si possa sognare di superare i preliminari di Champions e si possa almeno far bella figura nel girone, a prescindere dal verdetto sancito sul campo.

Le conferme di Pazzini, Cassano e Palombo sono ritenute da molti un successo, è vero, rappresentano la base per poter pensare in grande, per giocarsela contro chi è abituato all’Europa che conta, ma, a mio modesto parere, era l’unica strada percorribile dalla società: sarebbe stato inutile fare i salti mortali per raggiungere un traguardo prestigiosissimo, se poi ci si fa tentare dalle avance altrui e si perdono i pezzi migliori per strada.

Tenere i pezzi pregiati non basta, non si può nemmeno pensare che tutti gli elementi dell’organico possano sempre rendere al 110%, senza dimenticare che, senza togliere nulla ai nuovi Dirigenti, non si può più far leva sulla maestria di Beppe Marotta, uno dei principali artefici della resurrezione blucerchiata, molto spesso capace di ottenere il massimo della qualità in base alle risorse a disposizione.



In attesa di decifrare il futuro di pedine importanti come Storari, Mannini, Tissone, Guberti, Pozzi, Marilungo e Volta, il tifoso blucerchiato deve innanzitutto restare ottimista, paziente e fiducioso: il mercato è appena iniziato, gran parte delle compagini sono ancora ferme al palo, poche realtà possono permettersi grossi investimenti, si vive spesso e volentieri su prestiti o giocatori anziani da rigenerare, le occasioni, anche all’estero, sono talvolta dietro l’angolo.

Sono convinto che lo staff blucerchiato sia attento ad osservare l’evoluzione di numerose situazioni, consapevole che quest’anno, come non mai, scocchi l’ora degli investimenti non solo mirati, ma qualitativamente più elevati, perché la Champions rappresenta un’occasione da non perdere, un palcoscenico irripetibile, meritevole di una Sampdoria quadrata, organizzata, ma assai competitiva.

Occorre il giusto mix tra giovani validi e veterani esperti delle sfide europee, la dirigenza ne è ben consapevole e farà il massimo per non tradire le attese di tifoseria e squadra, in primis facendo davvero l’impossibile per trattenere Marco Storari, uno dei principali protagonisti dello straordinario girone di ritorno disputato dalla Samp targata Del Neri.

Mentre numerosi mass – media nazionali continueranno inesorabilmente nella moda del Supermarket Sampdoria, noi dobbiamo vivere tra l’orgoglio di essere tornati ad avere nelle nostre file degli autentici campioni richiesti ovunque, e la consapevolezza di vantare una società seria, organizzata, guidata da una famiglia sempre più vicina alle sorti blucerchiate.

L’attesa e la fiducia dovranno essere i nostri cavalli di battaglia, con la speranza che niente e nessuno non solo ci vieti di sognare, ma che alcuni di quei sogni si tramutino davvero in realtà, ora o non più.