Adesso Doria lotta col coltello tra i denti!

Adesso Doria lotta col coltello tra i denti!
lunedì 20 aprile 2009, 08:06Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

La battuta d’arresto subita a Catania non può e non deve stravolgere i positivi giudizi sul brillante girone di ritorno disputato dalla Sampdoria, ma è meritevole di una riflessione: quando la squadra ha la mente altrove, o comunque non si tengono ritmo e concentrazione al massimo e i giocatori cardine non rispondono alle attese, purtroppo è piuttosto naturale uscire dal campo con un pugno di mosche in mano. Quota 40 è stata raggiunta una settimana fa, è più che doveroso cercare di raggiungere il miglior piazzamento possibile in campionato per questioni di professionalità e dignità innanzitutto. Di certo una cosa è indiscutibile, esistono stimoli per un intero esercito.

Con l’appoggio di circa 15.000 doriani, giovedì a San Siro si disputa la partitissima, il match che può valere una stagione. Si parte con il vantaggio di 3 goal maturato dalla gara di andata, contro ci ritroveremo i campioni d’Italia del passato e del presente, decisi a scrivere l’ennesima impresa, ribaltare il pesante passivo e staccare il pass per la finale di Roma, con lo stimolo di rifilare, perché no, l’ennesima sconfitta alla Juventus. Per il Doria non è una normale semifinale: l’approdo in finale già di per sé basterebbe ampiamente come posta in palio, ma potrebbe automaticamente garantire la partecipazione alla prossima e rinnovata edizione della Coppa Uefa, sempre se la Vecchia Signora fosse l’altra finalista.

San Siro sarà invaso dai nostri colori, i cori blucerchiati la faranno da padroni sugli spalti, ne siamo certi. In campo ci aspettiamo di ammirare autentici leoni, con addosso la casacca blucerchiata, che non esitino un attimo nel lottare su ogni pallone, nell’opporre la propria carica, giusta cattiveria agonistica, la compattezza del gruppo, la coralità del gioco alle giocate dei numerosi campioni che abbondano nel team allenato da Mourinho. Se Hugo, l’Angelo Blucerchiato, il Pazzo e il Genio Barese giocheranno su alti livelli, allora la corazzata neroazzurra avrà pane per i suoi denti, non potrà permettersi il lusso di attaccare all’arma bianca con la convinzione di aver a che fare con uno sparring partner eccessivamente fortunato al primo round.

La società, il tecnico, i giocatori, la tifoseria, la storia blucerchiata hanno fame di successi, di aggiungere una nuova e gloriosa pagina al proprio ricco palmares. Dopo San Siro l’attenzione dovrà essere mantenuta su altissimi livelli: a Marassi arriverà il Cagliari di Allegri, una delle più grandi sorprese della stagione, che sta lottando per un piazzamento europeo. Se a Milano tutto andrà come ci si augura, con i sardi avremo la possibilità di accorciare le distanze con le posizioni che dovrebbero competerci, se la stagione fosse iniziata con il piede giusto. Sarà un’altra battaglia, che abbiamo le qualità per aggiudicarci, avendo il giusto approccio al match, perché l’avversario merita rispetto e congratulazioni per il gioco espresso e i risultati ottenuti.

A quel punto scatterà inevitabilmente il countdown verso il derby di ritorno. Tanto di cappello alla straordinaria annata finora disputata dalla truppa genoana, a prescindere dal raggiungimento o meno della Champions, per la quale la stracittadina rappresenta probabilmente il test più probante tra le gare ancora da disputare. Il desiderio di riscattare il derby dell’andata, la voglia di complicare il cammino dei cugini, il dovere di ritagliarsi qualche bella soddisfazione in una stagione altalenante, lo sfizio di riportare gli equilibri cittadini come la storia insegna, come sono quasi sempre stati, a meno di particolari e finora rare eccezioni: ecco gli obiettivi che devono fare la differenza. Saranno oltre 90 minuti all’insegna della tensione, dell’equilibrio, del tatticismo, della foga, dell’indimenticabile atmosfera derby in campo e sugli spalti.

Non disponiamo della sfera di cristallo per prevedere i risultati finali di queste 3 fondamentali tappe, ma su una constatazione non si può discutere: in caso di risultati positivi avremmo conquistato una finale storica e probabilmente il pass per l’Europa, saremmo ritornati su posizioni di classifica più consoni ai nostri valori e avremmo riportato qualche persona con i piedi per terra. Se tutto non andasse come si spera, abbiamo il diritto – dovere di non convivere né con rimorsi, né con rimpianti: in campo bisogna dare tutto, sugli spalti ci penseremo noi a trascinare la nostra amata verso nuovi traguardi.

E allora forza Doria, lotta col coltello tra i denti e vinci al nostro fianco!