ESCLUSIVA SN - Zaccheroni: "Candreva tanta roba, giocatore sottovalutato. Yoshida, sfrutta gioco aereo alla Samp"

27.09.2020 11:34 di Diego Anelli   Vedi letture
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ESCLUSIVA SN - Zaccheroni: "Candreva tanta roba, giocatore sottovalutato. Yoshida, sfrutta gioco aereo alla Samp"

In un mercato in entrata ricco di rallentamenti e operazioni bloccate, l'arrivo di Antonio Candreva può rappresentare un grosso colpo per la Sampdoria, bisognosa come non mai di giocatori di qualità e personalità per affrontare al meglio un'altra stagione non priva di difficoltà. Sampdorianews.net, per analizzare le caratteristiche dell'ex Inter, ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Alberto Zaccheroni, suo allenatore durante l'esperienza alla Juventus nel 2010:

Mister Zaccheroni, i ricordi juventini con Antonio Candreva. “Alla Juventus sotto la mia gestione ha dato un contributo importante, lo ha fornito all'epoca e credo sia stata la stessa cosa in ogni esperienza successiva. Negli anni ha garantito un'elevata continuità di rendimento, nelle ultime stagioni è stato utilizzato con costanza sulla fascia, ma è in grado di ricoprire in modo ottimale quattro, se non cinque ruoli a centrocampo. Con me alla Juventus è stato impiegato da mezzala, a Terni e a Livorno era nato come regista e trequartista, può davvero giocare dappertutto, ritengo sia un giocatore sottovalutato dall'opinione pubblica. Quando l'anno scorso si era fatto male Sensi nell'Inter, mi sono stupito che non si sia pensato a lui per la sostituzione, avrebbe ricoperto il ruolo con risultati più che buoni in termini di qualità e quantità”.

Anche tanta personalità al servizio della Sampdoria. “Ad inizio stagione puoi non dargli le chiavi del centrocampo in mano, ma ha la qualità per prendersele, si mette sempre a disposizione della squadra, a parole non è molto loquace, con i fatti ha la personalità del leader. Si assume le proprie responsabilità, non si tira indietro dinanzi alla possibilità di optare per la conclusione, la porta la vede eccome. Si propone sempre, non si nasconde, è il tipo di calciatore che ogni allenatore vorrebbe avere a disposizione, soprattutto quando le cose non vanno bene alla squadra. Per la Sampdoria è un grande acquisto, si è portata a casa un giocatore molto serio, di qualità e qualità, per la Sampdoria degli ultimi anni è davvero tanta roba”.

Nonostante non fosse in cima alle priorità della nuova Inter targata Conte, è riuscito a diventare un elemento fondamentale nell'ultima annata neroazzurra. “All'Inter nella seconda parte di stagione si è optato per un profilo più lineare sulla fascia destra come Moses, con meno qualità  e meno caratteristiche offensive rispetto a Candreva, poi c'era anche D'Ambrosio, un altro difensore nel giro della Nazionale. Antonio veniva da un campionato nel quale era stato oggetto di alcune contestazioni, Conte è stato bravo a dargli l'occasione e lui si è dimostrato prontissimo a prenderla al volo, facendosi apprezzare anche dai tifosi. Non bisogna mai dimenticare che Candreva nasce come giocatore di qualità, capace di giocare sulla trequarti o come regista basso, ha le caratteristiche di inserimento della mezzala, la potenza fisica e il dinamismo per agire sugli esterni. Sinceramente non gli trovo difetti, forse il colpo di testa ma è una caratteristica non determinante in quei ruoli. Davvero un giocatore sottovalutato”.

A gennaio la Sampdoria ha portato in Italia un difensore che conosce benissimo, avendolo avuto per tanti anni in Nazionale al Giappone, Maya Yoshida. Può essere un elemento sul quale puntare con decisione per limitare le sbavature difensive della Sampdoria? “Maya è un professionista, un ragazzo molto intelligente, capace di farsi voler subito bene dal gruppo, si impegna in prima persona a tenere unito e compatto lo spogliatoio. È bravo a tenere la giusta posizione in campo, a capire quando intervenire o temporeggiare, è molto forte sul gioco aereo, una qualità offensiva che finora non ha sfruttato alla Sampdoria. Durante la mia gestione in Nazionale faceva molto male quando si sganciava in avanti, si è rivelato determinante nella vittoria della Coppa d'Asia 2011 realizzando un goal decisivo. Come tutti i giapponesi gli piace vincere di squadra, non è individualista. All'epoca era molto giovane, lo andai a veder giocare in Olanda, decisi di portarlo subito in Nazionale, in quello spogliatoio è diventato immediatamente un leader nonostante la presenza di diversi giocatori esperti di forte personalità, uno status assegnato dagli stessi compagni”.

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