ESCLUSIVA SN - Vis Pesaro, Colucci: "Grande contributo da tutti i ragazzi della Samp, mossa geniale mandarli in gruppo. Seguo Giampaolo, Europa sarebbe il giusto premio"

18.04.2019 18:02 di Lidia Vivaldi   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA SN - Vis Pesaro, Colucci: "Grande contributo da tutti i ragazzi della Samp, mossa geniale mandarli in gruppo. Seguo Giampaolo, Europa sarebbe il giusto premio"

In un calcio sempre più veloce ed esigente, in cui lo spazio per far crescere i giovani va assottigliandosi, la Sampdoria ha scelto di avviare un percorso innovativo con la collaborazione della Vis Pesaro, club marchigiano che milita in Serie C. Grazie alla disponibilità e al lavoro di dirigenza e allenatore, con il DG Vlado Borozan in prima fila, ed il tecnico Leonardo Colucci a guidare la squadra, il gruppo di giovani proveniente dal vivaio blucerchiato ha potuto intraprendere un importante percorso di inserimento nel calcio professionistico.

Per analizzare ancor più nel dettaglio la sinergia tra Samp e Vis Pesaro, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva mister Leonardo Colucci, che ha parlato dei risultati ottenuti a livello di squadra e di singoli.

La vittoria di Fano ha ridato slancio alla Vis Pesaro dopo un periodo avaro di soddisfazioni: "Una vittoria che aspettavamo da tempo perché le prestazioni erano sempre state positive. Solo i risultati ci erano sfavorevoli e a me dispiaceva molto per i ragazzi perché vedo grande voglia e propensione al lavoro durante la settimana. La vittoria di Fano è il giusto premio per la squadra che ha sempre creduto di poter ripartire, lo si vedeva attraverso il lavoro in allenamento. Mancava il gol che è arrivato, nel contesto di una buona prestazione."

I tre punti hanno portato la squadra in una posizione di classifica più tranquilla, a metà strada tra i play-out e i play-off. Questo andamento soddisfa gli obiettivi che vi eravate posti a inizio stagione? "Quando siamo partiti l'obiettivo era di valorizzare i giovani, e di salvarsi quanto prima. Se ad agosto ci avessero detto che a tre partite dalla fine la Vis Pesaro avrebbe avuto 40 punti, lo avremmo sottoscritto. Volevamo creare un gruppo di giocatori, ma ancor prima di uomini, e credo che questo traguardo sia a portata di mano perché ho visto tanti ragazzi crescere in questi mesi. La squadra ha sempre espresso un buon calcio e, tranne un periodo di appannamento fisiologico dovuto anche a qualche infortunio, il gruppo ha sempre risposto presente."

Entrando nel dettaglio dei giovani blucerchiati in prestito a Pesaro, Alex Pastor è uno dei più impiegati e fa parte della difesa meno battuta del girone: "Il merito va condiviso con tutti, a partire dagli attaccanti. I difensori sono l'ultimo baluardo a difesa della porta, ma il merito va soprattutto -come detto- al gran lavoro e alla volontà di migliorarsi prima individualmente e poi collettivamente. Mi torna in mente un vecchio aneddoto di un mio mister: 'la difesa è dell'allenatore, l'attacco è del Presidente', spesso si preferisce prendere giocatori forti nei ruoli d'attacco. Al di là di questo, Pastor è uno dei tanti ragazzi della Samp che sono cresciuti in maniera esponenziale."

Ad una linea difensiva molto solida fa da contraltare un reparto offensivo in cui è mancato qualche gol. Quanto ha influito l'assenza per infortunio di un giovane come Ibou Balde? "Davanti mancano quei 5-6 gol che i ragazzi puntualmente durante le partite hanno provato a segnare, dai dati che abbiamo risulta che abbiamo sempre tirato in porta e creato occasioni. Nel caso specifico di Balde, fino a gennaio, prima dell'infortunio, era uno dei giocatori che andavano al tiro diverse volte nell'arco della gara. Non è mai riuscito a fare gol, ma un giocatore che si presenta puntualmente a calciare prima o poi si sblocca. Mi è dispiaciuto molto per il suo infortunio perché nella seconda parte del campionato poteva darci una mano, è un ragazzo che ha un qualcosa, lo riconosci. Anche se non ha segnato, la sua esperienza nei professionisti è stata più che positiva."

Hanno invece trovato la rete i blucerchiati impiegati a centrocampo, sia Tessiore che Hadziosmanovic hanno totalizzato diverse presenze e sono andati in gol: "Devo dire che tutti i ragazzi provenienti dalla Samp, sia chi ha giocato di più che chi ha giocato meno, hanno dato un grande contributo e hanno mostrato una crescita, anche gli stessi Gabbani, Romei e Di Nardo fino a quando era con noi. Tessiore e Hadziosmanovic sono quelli che hanno messo insieme più presenze perché in determinati ruoli ci sono anche più possibilità di poter giocare, quando sono stati chiamati in causa hanno fatto bene. Ho allenato per quattro anni in Primavera e so che la differenza maggiore quando si passa dal calcio giovanile al professionismo è che bisogna dare un po' di tempo a questi giovani, perché il salto è abbastanza grande. Bisogna dar loro fiducia e tempo, e il miglioramento quotidiano verrà naturale."

C'è un legame personale con mister Giampaolo, stai seguendo l'andamento della sua Samp in questa stagione? "Seguo sempre la Samp anche perché c'è Marco che è un amico fraterno da tanti anni. Devo fargli i complimenti perché per l'ennesima volta, nonostante ci siano stati dei cambiamenti nella rosa, è riuscito a far migliorare i suoi giocatori attraverso una forte dedizione al lavoro, attraverso una identità ben precisa. Mi auguro che la Samp da qua a fine campionato possa raggiungere un traguardo importante come la qualificazione in Europa League, sarebbe il giusto premio per tutta la piazza, per la squadra e la società, ma in particolar modo per Marco che so quanto lavora per raggiungere gli obiettivi."

Un lavoro che, a Genova, ha potuto portare avanti con una continuità che in altre piazze era mancata: "Quando si fa un certo tipo di calcio bisogna concedere tempo all'allenatore, e in Italia questo tempo c'è sempre meno. Poi vediamo le squadre europee e vogliamo copiare il loro modello, ma senza avere la pazienza e la stessa cultura sportiva. Dobbiamo cambiare se vogliamo tenere il passo delle altre nazioni. Scimmiottiamo l'Ajax, possiamo imitare tante altre squadre, ma il loro modello parte dal settore giovanile, c'è una programmazione, non l'arte di arrangiarsi o di fare un calcio opportunistico. Bisogna dare tempo, mentre in Italia non viene dato, e tu, allenatore, hai sempre davanti a te un orizzonte di due o tre settimane, se non vinci vieni 'cestinato'. Questa è una cattiva abitudine che deve cambiare, se vogliamo cambiare il calcio italiano."

La formula adottata dalla Samp, con la collaborazione della Vis Pesaro, può essere la strada giusta per guardare ad un nuovo modello di crescita dei giocatori usciti dal settore giovanile? "E' stata una mossa geniale, mandare in blocco un gruppo di ragazzi che si conoscono favorisce un adattamento più veloce. Lo posso toccare con mano se vado a vedere il percorso di crescita dei ragazzi da luglio a questa parte. Poi, ovviamente, bisogna fare attenzione alle differenze individuali, c'è il giocatore che emerge subito e quello che va aspettato. La maturazione in un soggetto piuttosto che in un altro può essere più lenta, dobbiamo capire che ci può essere una crescita anche dopo i vent'anni. Bisogna saper aspettare, in Italia tendiamo a bruciare tutto, non solo gli allenatori, basta che un ragazzo sbagli un paio di partite e viene già messo da parte. E' una mentalità che dobbiamo riuscire a cambiare".

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