Sampdoria, Corradi: "Periodo fondamentale, consolidare quanto costruito. Sinani infortunio grave"
Il tecnico della Sampdoria Bernardo Corradi ha parlato in conferenza stampa in vista della trasferta di Avellino.
Come sta Begic, che è rientrato solo oggi dalla Nazionale? Avete parlato con la società in merito all’infortunio di Sinani e di un eventuale intervento sul mercato? "Begic sta bene, un po’ per esperienza personale so che quando uno va in Nazionale - e abbiamo avuto un report fisico su quello che è stato il suo impiego -, non è che ci siano questi allenamenti così frenetici, quindi è più il fatto di riuscire a recuperare in maniera corretta. Lui ha giocato a Glasgow, è rientrato a Lubiana e ha dovuto fare il viaggio in macchina perché non c’erano collegamenti, quindi diciamo che è stato più stressante il viaggio dell’impiego stesso in campo. Per quanto riguarda Sinani, credo che domani verrà sottoposto a un intervento di chirurgia ricostruttiva, non mi sento di entrare nel dettaglio dell’operazione, perché non ho le competenze, ma l’infortunio è un infortunio grave, è inutile girarci intorno. L’assenza dai campi secondo me non sarà banale, ma credo che a questo punto l’idea sia quella di aspettare gennaio per poi tornare sul mercato perché di solito quando uno attinge al mercato degli svincolati il rischio concreto è quello di spendere del tempo per rimettere in condizione il calciatore e arriveremmo agli inizi di dicembre, quindi ormai alle porte del mercato."
Continuerete sull’onda della vittoria con il Catanzaro contro un avversario che ha dimostrato di saper approcciare bene questo campionato? "Sì, la partita sarà molto difficile per tutta una serie di fattori, non ultimo il fatto che andiamo a giocare su un campo sintetico, a cui siamo poco abituati. Ci sarà un rimbalzo diverso e uno scorrere del pallone diverso, dovremo essere bravi ad ambientarci il più velocemente possibile. L’Avellino è una squadra che, numeri alla mano, sta facendo bene, ha delle caratteristiche ben definite, e va affrontata con la massima attenzione."
Su Esposito: "Lui ci ha già abituato a recuperi più brevi di quelli che erano i tempi canonici stabiliti, perché con il Catanzaro è rientrato e ha fatto molto bene in uno spezzone di gara, nonostante avesse pochissimi giorni di allenamento nelle gambe. Quindi la speranza è quella che riesca ad accorciare i tempi di recupero, che comunque non saranno brevi, perché non penso che sarà a disposizione la prossima partita."
Sulle condizioni dei campi di allenamento: "Sono due campi molto diversi il superiore e l’inferiore, quello sopra è un po’ più duro, quello sotto è stato rifatto, e credo che il lavoro sia stato fatto bene, perché in poco tempo ha ripreso quel colore verde che ti conforta quando arrivi la mattina. Credo che presto potremo fare lo switch dei campi, perché poi dopo verrà fatta manutenzione sul campo di sopra. Io qua sono nuovo ma mi hanno detto che hanno due sistemi di drenaggio un po’ diversi, e quando inizierà a piovere il campo sopra è un campo che regge molto meglio. Abbiamo due campi a disposizione e non credo li abbiano in tanti, io sono contento delle strutture che ho qua e che mi possono aiutare ad incidere sul miglioramento della squadra."
Insigne è il leader della squadra in questo momento, come sta? "Lorenzo sta bene, sta lavorando bene. Sa benissimo che in questa squadra, per l’età che ha, ha un’importanza non banale, non solo sul campo, perché è un giocatore che oggettivamente ha qualcosa di diverso. Ma è una figura importante anche fuori dal campo perché ha la parola giusta al momento giusto, sa quando è il momento di scherzare e di allentare la tensione. È soprattutto un giocatore appassionato, e questo è fondamentale perché credo che sia di esempio ad altri giocatori che magari sono più giovani, o che non hanno avuto la carriera che ha avuto lui: il suo livello di coinvolgimento all’interno della squadra è contagioso e questa per noi è una cosa molto, molto importante."
È stato difficile tenere alta la tensione in questo periodo lungo di sosta? "Se uno pensa a questo mini ciclo, da qua alla sosta, anche il calendario non è favorevole perché giochiamo sette partite fuori casa e quattro in casa. Qualche difficoltà l’abbiamo avuta, devo dire che c’è un gruppo di ragazzi e un livello di disponibilità molto alto. A volte può essere frustrante allenarsi in 10 o 11, ma nessuno si è mai lamentato e hanno sempre tenuto un buon atteggiamento, quindi non posso che essere contento. Le difficoltà ci sono, ma come in tutti gli ambiti della vita e del lavoro, bisogna essere bravi a concentrarsi sulle soluzioni e non sui problemi. Se uno si concentra solo sui problemi, poi rischia di tirarsi addosso un po’ di negatività. La sosta doveva essere un toccasana per poter ricondizionato i giocatori, però al tempo stesso non vorrei avesse fatto perdere un po’ l’onda lunga dell’entusiasmo per la vittoria con il Catanzaro."
È corretto dire che quello che succederà da qui alla sosta di novembre definirà che tipo di campionato farà la Sampdoria? "È un periodo molto importante, questo è indubbio. Il campionato di Serie B è lunghissimo e riserva mille difficoltà per tutti, non solo per noi. Ho visto anche squadre in grandissima difficoltà a gennaio arrivare poi ad acciuffare i play-off, ho visto squadre che sono state per tutta la prima parte del campionato nei play-off, poi andare a rischiare la permanenza nella categoria. Questo per noi è un periodo fondamentale perché dovremmo essere bravi a consolidare tutto quello che è stato costruito fino adesso. Risultati alla mano, può essere meno eclatante, di quello che noi vediamo dall’interno, ma il lavoro che è stato fatto è tanto, e sono convinto che prima o poi qualcosa ci verrà restituito. Non possiamo andare avanti con botte di sfortuna come è capitato, qualche volta ci toccherà anche sorridere".
