ESCLUSIVA SN - Grandoni: "Ho vissuto anni importanti alla Samp. Mi rispecchio molto nei genovesi. Giampaolo valore aggiunto"

07.12.2018 10:26 di Diego Anelli  articolo letto 1826 volte
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA SN - Grandoni: "Ho vissuto anni importanti alla Samp. Mi rispecchio molto nei genovesi. Giampaolo valore aggiunto"

Dal 1998 al 2004 sempre alla Sampdoria, fatta eccezione per la breve l'esperienza al Torino. Un'escalation di emozioni opposte in anni vissuti intensamente e mai passati nell'anonimato, non facendoci mancare nulla, tra la retrocessione, il cambio di proprietà e la promozione sotto la guida di Novellino.

In vista della sfida in programma all'Olimpico, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva il doppio ex Alessandro Grandoni, attualmente mister del Savona:

Alessandro, la Sampdoria ha rappresentato una tappa fondamentale nella tua carriera. "Ho vissuto anni importanti alla Sampdoria, la mia prima squadra lontano da casa, un'esperienza di spessore sia a livello umano che calcistico. A Genova ho convissuto per la prima volta con mia moglie, a Genova sono nati i nostri due figli. È una città alla quale resterò legato per tutta la vita. Mi rispecchio molto in voi genovesi; non date subito confidenza, poi però quando vi aprite  completamente dimostrate stima e affetto anche durante le esperienze negative. 

A livello calcistico ho vissuto anni belli e altri meno felici in termini di risultati, abbiamo vissuto il passaggio di proprietà dai Mantovani ai Garrone. Quella fu una stagione sofferta, c'era poca chiarezza, l'avvento del Presidente Garrone ci salvò da un autentico incubo, non riuscivamo a fare risultati. Sono orgoglioso di aver contribuito alla promozione sotto la guida di Novellino, riportando la Samp dove merita di stare".

La cocente retrocessione arrivata al Dall'Ara con il rigore concesso dall'arbitro Trentalange e la serata della promozione dopo quattro anni in cadetteria. A distanza di anni quanto ci pensi ancora? "Alcuni eventi ti segnano per sempre. Quel pomeriggio a Bologna fu una grande delusione, in un campo che non ci portò bene già in estate con l'eliminazione dall'Intertoto. Fu una stagione dannata e a Bologna l'arbitraggio, diciamo, non è stato dei migliori... Contro il Cagliari il successo promozione, un'enorme emozione, con Novellino centrammo l'obiettivo non a mani basse ma con abbastanza tranquillità".

Il tuo pensiero sulla Sampdoria targata Giampaolo. "L'esperienza al Savona mi ha riavvicinato fisicamente alla Sampdoria, dal vivo ho visto la gara interna contro la Fiorentina, un'occasione che ho preso al volo per seguire i movimenti dei reparti, in particolare quello difensivo. Si tratta di materiale molto interessante soprattutto per noi addetti ai lavori, si cerca di "rubare" qualche segreto. Non sarà forse così per tutti i tifosi ma al sottoscritto Giampaolo piace e molto. Nelle sue squadre si riconosce un'identità, è un grandissimo insegnante di calcio, prende i giocatori e la squadra e li migliora. È un valore aggiunto per squadra e società".

La Lazio non sta vivendo un periodo esaltante ma resta un avversario di primo piano. Che gara ti aspetti? "La Lazio è superiore sulla carta, non sta vivendo un bel periodo anche dal punto di vista ambientale. Ci sono state alcune polemiche, si è parlato molto di una cena della squadra. Simone Inzaghi sta provando a ricompattare l'ambiente. Anche le sue squadre hanno un'identità ben precisa. Mi attendo una gara impegnativa, grande tecnica in campo, entrambe le compagini non regaleranno nemmeno un centimetro".

Sei reduce da una salvezza epica. I primi passi da allenatore tra i grandi dopo le esperienze giovanili. "A Scandicci si è verificato un miracolo sportivo. A dicembre sono arrivato e la squadra aveva 8 punti, siamo riusciti alla fine a salvarci conquistando 26 punti nel girone di ritorno, solo quattro formazioni fecero meglio nella seconda parte del campionato. Decisivi i play-out con la Rignanese. A fine gara ho dichiarato che si trattava di un'impresa titanica, la prima esperienza da allenatore tra i grandi, me la porterò sempre dietro. Savona è una piazza che per blasone e storia ha ben poco da condividere con questa categoria, ma il blasone non fa punti. I risultati arrivano con la qualità, la voglia di vincere e l'organizzazione. Siamo dietro al Lecco e alla  Sanremese che stanno registrando ritmi impressionanti, marciando da rulli compressori. Venderemo cara la pelle. 11 punti dal primo posto sono un po' tanti, possiamo migliorare. Io in panchina, Virdis in campo e Casazza nello staff, diversi ex blucerchiati si sono ritrovati".

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Si ringrazia l'Ufficio Stampa del Savona per la disponibilità.