UTC: liberi di tifare, dibattito martedì 5 giugno a Villa Croce

 di Maurizio Marchisio  articolo letto 1086 volte
Fonte: comunicato Ultrastito.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
UTC: liberi di tifare, dibattito martedì 5 giugno a Villa Croce

L'appuntamento è fissato per MARTEDÌ 5 GIUGNO, alle ore 18.00, presso la SALA CONFERENZE di VILLA CROCE a Genova. 

La conferenza, organizzata da noi, Ultras Tito Cucchiaroni, sarà moderata da Cristiano Militello e affronterà il tema degli strumenti di tifo utilizzati nel passato e vietati nel presente. L'obiettivo è quello di unire le forze per un obiettivo concreto: ripopolare gli stadi italiani. Al dibattito saranno presenti anche la voce diretta dell'U.C. Sampdoria, esponenti della politica locale e nazionale e l'avvocato Lorenzo Contucci, esperto in materia di leggi e protocolli su tifo e tifosi. 

Il 4 Agosto del 2017 è stato fatto un primo importante passo avanti riaprendo le trasferte a tutti, senza restrizioni, cancellando una procedura che si è rivelata inadatta e obsoleta: la tessera del tifoso. Questo incontro vuole proporre una tavola rotonda fatta di tifosi, politici, giornalisti e società per promuovere un altro importante passo e rilanciare ulteriormente la voglia di stadio: la liberalizzazione degli strumenti di tifo. 

Ad oggi per portare all'interno degli stadi italiani striscioni, tamburi o materiali utili per una coreografia bisogna seguire un iter burocratico macchinoso che vede nei controlli all'ingresso solo l'ultima prova da superare. Siamo convinti che tornando a colorare gli stadi, a sentire il suono dei tamburi, si possa dare uno stimolo fondamentale per restituire la voglia di assistere allo spettacolo del calcio dal vivo, uno show imparagonabile a qualsiasi trasmissione HD delle tv a pagamento. Negli ultimi anni coloro che si stanno allontanando dagli stadi italiani non sono gli ultras, bensì la gente comune: il pubblico rinuncia allo stadio e sta iniziando ad allontanarsi anche dal calcio in televisione. 

Questa volta i colori non centrano, le voci di tutti i tifosi e delle società devono risuonare all'unisono per lanciare un messaggio forte a mass media e istituzioni: gli strumenti di tifo non sono “potenziali armi” bensì una risorsa per abbellire e rendere più affascinanti le strutture ormai obsolete del calcio italiano. Non vogliamo impunità, non chiediamo l'abolizione dei controlli, chiediamo solo di non dover entrare ogni domenica nella casa del Grande Fratello di Orwell. Per raggiungere questo obiettivo serve una presa di coscienza del sistema, una discussione costruttiva dove mettere da parte pregiudizi e schieramenti. 

Vi aspettiamo.