ESCLUSIVA SN - Tirotta: "Il calcio è stato capace di vendersi l'anima alla tv. Dallo scandalo '80 quanta acqua sotto i ponti.."
Samp - Parma, storia di un gemellaggio che vive ormai da decenni; poi c’è Sinisa e questa sua Sampdoria così diversa da quella che vedevamo fino a qualche settimana fa ed infine c’è il nuovo filone del calcio scommesse...
Tutti argomenti che meritano un approfondimento, ma ce ne è uno tra questi che assume un’importanza enorme e che continuiamo a sottovalutare, o meglio a considerare come parte del calcio, quasi che fosse normale vivere il calcio con questo tumore che sono le scommesse ed il marcio che si portano dietro. Faccio una premessa tutta personale: non credo che Bellucci possa essere coinvolto attivamente in questa storia, potrò sbagliarmi e sarebbe l’ennesima fregatura che prendo, ma come ho già detto pubblicamente non credo che Bellucci possa essere colpevole.
Detto ciò va però detto e chiesto a gran voce che il calcio si guardi dentro e faccia un mea culpa per questa situazione nel quale è finito. Un’azienda, tra le prime voci di fatturato in Italia, non può vivere governata da dirigenti incapaci, miopi e scarsi, i quali non riescono a dotarsi dei mezzi necessari a tenersi lontani da questo male, non hanno il coraggio di punire il male che c’è dentro loro stessi anche quando provato (a scanso di querele evito un lungo elenco di “colpevoli/innocenti” conclamati), non sono in grado di riportare il calcio italiano a livelli di qualità e credibilità ormai lontani nel tempo e dimenticati.
Cosa è capace di fare il calcio? Della tessera del tifoso non ne parliamo più, si è già detto molto sul suo fallimento, il calcio ha messo i tornelli per entrare in stadi fatiscenti e pagati in parte per i lavori ed in parte per altre vicende, il calcio è capace di chiudere una curva per discriminazioni territoriali, mandare un massimo dirigente a rappresentarlo in Europa pur avendo subito una condanna. Il calcio è stato capace di vendere l’anima alla tv riducendosi oggi ad essere schiavo di quei soldi, ad inventarsi escamotage per riuscire ad inventarsi un concorrente fittizio che non riuscirà comunque a restituirgli dignità, il calcio è riuscito a distribuire il turno di campionato su 3 – 4 giorni e 5 e vari orari di inizio.
Il calcio è riuscito ad eliminare la figura del direttore sportivo e (ri)creare quella del mediatore, che oggi si chiama procuratore. Vi ricordate chi venne squalificato a vita perché faceva il mediatore e fu riabilitato dall’amnistia sportiva prodotta dalla vittoria dell’82 in Spagna? Oggi la figura del mediatore è stata riabilitata e gli è stato consegnato nelle mani il mercato dei giocatori, con il risultato che il loro fatturato si riempie del denaro generato dai trasferimenti di molti giocatori. E noi ci lamentiamo che un calciatore possa giocare in due o tre squadre in un anno…
E dove siamo? Siamo di nuovo alle scommesse, alle partite comprate e vendute, ad una classe dirigente scarsa, a stadi vecchi e brutti, ad uno spettacolo carente, all’impressione di grande improvvisazione e nel dubbio favorevole ai soliti noti… dallo scandalo del 1980 ad oggi quanta acqua sotto i ponti, quanta acqua sprecata…
