Anfosso: "Compatto il 4-4-1 della Sampdoria dopo l'espulsione di Abildgaard"
L'autore e opinionista Aristide Anfosso ha analizzato la sconfitta del Catanzaro ad opera della Sampdoria in una disamina su Facebook:
"SAMPDORIA-CATANZARO 2-1:
UNA SCONFITTA TECNICAMENTE INACCETTABILE
Il Catanzaro perde a Marassi una partita che, per come si era messa, aveva il dovere di controllare. In vantaggio alla fine del primo tempo e in superiorità numerica dal 64’, la squadra di Gorgone si è fatta rimontare da una Sampdoria ultima in classifica, evidenziando limiti nella costruzione, nella gestione del risultato e nella lettura tattica della gara.
Nel 3-4-2-1 iniziale, il Catanzaro ha faticato a superare la pressione blucerchiata. Petriccione e Mosti hanno ricevuto spesso spalle alla porta, senza linee di passaggio pulite, mentre i tre difensori hanno fatto circolare il pallone troppo lentamente. Gli esterni sono rimasti bassi e Pafundi e Iemmello non sono riusciti a occupare con continuità gli spazi alle spalle del centrocampo avversario. Koffi, isolato contro i centrali, è stato servito poco e male.
La Sampdoria ha invece lavorato meglio sulle seconde palle, ha portato più uomini nella zona del pallone e ha creato le occasioni più pericolose, compreso il palo colpito da Abildgaard. Il vantaggio giallorosso, arrivato per l’autorete di Gartenmann, ha premiato il Catanzaro oltre quanto mostrato nel primo tempo.
Nella ripresa la squadra ha commesso il primo grave errore: invece di alzare il baricentro e sfruttare gli spazi lasciati da una Sampdoria costretta ad attaccare, si è abbassata e ha perso aggressività. Sul pareggio di Insigne sono mancate pressione sul portatore, copertura preventiva e protezione della profondità. Non è stato soltanto un errore difensivo, ma il risultato di reparti troppo distanti.
Dopo l’espulsione di Abildgaard, la Sampdoria si è disposta con un 4-4-1 compatto. Contro una squadra in inferiorità numerica il Catanzaro avrebbe dovuto aumentare l’ampiezza, accelerare la circolazione del pallone e spostare rapidamente il gioco da una fascia all’altra, creando situazioni di due contro uno.
È accaduto l’opposto. Possesso lento, troppi passaggi orizzontali, pochi cambi di gioco e nessun attacco coordinato dell’area. Gli esterni ricevevano quasi sempre da fermi, i centrocampisti non si inserivano e gli attaccanti finivano per occupare gli stessi spazi. La superiorità numerica è stata gestita come se non esistesse.
Neppure i cambi hanno migliorato la struttura della squadra. L’ingresso di Pecorino ha aggiunto peso in area, ma senza aumentare la qualità e la frequenza dei rifornimenti. Inserire un altro attaccante serve a poco se mancano ampiezza, velocità di trasmissione e presenza sulle seconde palle. Lo stesso Pecorino ha poi sprecato, all’80’, l’occasione più importante del Catanzaro.
Il gol decisivo di Begic nasce da un passaggio orizzontale di Antonini tecnicamente incomprensibile. In quella zona del campo, con la squadra aperta e senza copertura preventiva, quel pallone non può essere giocato. È stato un errore individuale enorme, ma anche la conseguenza di una gestione collettiva sbagliata: in superiorità numerica e sul risultato di 1-1, il Catanzaro si è fatto trovare senza equilibrio alle spalle del pallone.
Quattro sconfitte nelle prime cinque giornate non sono più un incidente di percorso. Sono un segnale preciso. La squadra subisce troppo, gestisce male i vantaggi, commette errori individuali grossolani e non mostra ancora un’identità riconoscibile. Il possesso del pallone, quando è lento e sterile, non è qualità: è soltanto un modo elegante per perdere tempo prima di consegnare la partita agli avversari.
Adesso Gorgone deve assumersi le proprie responsabilità e trovare rapidamente soluzioni. Servono maggiore equilibrio, una costruzione meno rischiosa, distanze più corte e soprattutto una squadra capace di leggere le partite.
Perché perdere a Marassi contro una Sampdoria in dieci non è soltanto grave: per come si era messa la gara, è calcisticamente imperdonabile."
