Al seguito dei gemellati
Hellas Verona: Lazio – Verona 3-3
Finisce con Reja e Mandorlini faccia a faccia in mezzo al campo, presi dalla tensione del momento. È la brutta faccia di un match bellissimo tra Lazio e Verona. E di un 3-3 che rischia di eliminare tutte e due le squadre dalla corsa all'Europa League. Ma i rimpianti sono più del Verona, che al terzo dei quattro minuti di recupero concessi da Mazzoleni si vede assegnare contro un rigore per un leggero tocco di Albertazzi sulla schiena di Klose. Mauri va sul dischetto, Rafael respinge, ma lo stesso capitano biancoceleste segna sulla ribattuta. È l'epilogo di un match in cui è successo di tutto. Che la Lazio conduceva nel primo tempo grazie a un contropiede perfetto: è il minuto 30', in quattro tocchi firmati Ledesma, Mauri, Candreva e Keita, la Lazio va avanti. Ma il Verona non molla: al 37' è già pari, con Halfredsson che beffa Biglia, appoggia a Marquinho che di destro pesca l'angolino alla destra di Berisha. A cavallo dei due tempi gioca meglio la Lazio. La squadra d Reja inizia meglio anche la ripresa. Eppure è il Verona a sfiorare il vantaggio - minuto 11 - su colpo di testa di Moras dopo un angolo di Iturbe. Al 15' la Lazio però torna avanti: Keita e Lulic duettano, Moras e Marques fanno le belle statuine, il bosniaco si infila e di destro fa 2-1. A quel punto entra in scena Mandorlini che azzecca il doppio cambio e ridisegna il Verona: fuori Marquinho e Donadel, dentro Romulo e Cirigliano. I gialloblu cambiano faccia, sfiorano il pareggio con Toni e Halfredsson e poi lo trovano al 24': Cirigliano per Sala, affondo in zona centrale, la Lazio è scoperta, Iturbe accelera e di sinistro pareggia. Ci si aspetta la reazione biancoceleste, che però non ne ha più. Toni al 29' si fa respingere da Berisha il gol del 3-2, Albertazzi colpisce il palo su azione di angolo. Reja le prova tutte e butta dentro anche Klose. Ma la mossa finisce per scombinare ancora di più la Lazio. Il Verona ne approfitta, al 38' Halfredsson si invola sulla sinistra e mette dentro, Romulo dall'area piccola fa tap-in. Sembra finita, Lulic al 41' si fa espellere per un fallaccio sull'imprendibile Iturbe, poi al 44' Toni si divora il terzo gol personale, quello che avrebbe chiuso la sfida. Che invece è apertissima. Perché in peno recupero Iturbe perde il primo pallone del suo splendido match e da lì scatta l'azione che porta al rigore decisivo. Reja e Mandorlini sono pieni di rabbia e non fanno nulla per nasconderlo. Il 3-3 fa comodo solo alle rivali per l'Europa League. Andrea Mandorlini, scuro in volto dopo il pareggio dell'Olimpico, ha così commentato il concitato finale di partita ai microfoni di Sky: "Peccato per un finale così per due squadre che si giocavano qualcosa di importante. Qualche dubbio sull'episodio c'è, ma il rammarico c'è soprattutto perché la squadra non meritava di pareggiare. Un episodio del genere era successo anche contro la Roma, Mazzoleni con noi è poco fortunato. Questa volta il giudice di porta aveva visto bene, ma l'arbitro non l'ha ascoltato. Anche rivedendo ora dica che tutta la vita non è calcio di rigore, lo stesso Klose era sorpreso. Ma fa parte del calcio, accettiamolo e giochiamo le ultime due partite vedendo quello che succede. Sabato cercheremo di vincere la partita, ci prepareremo per bene, ma di solito queste cose psicologicamente si pagano. Noi dobbiamo pensare a fare la nostra partita e non alle altre. Abbiamo 6 punti a disposizione come le altre. Vinciamo le nostre poi quello che sarà vedremo. Qualche tensione con Reja? Nel finale eravamo un po' agitati perché l'obiettivo era lì a portata di mano, ma con Reja non ci sono problemi, è finito tutto lì in quei cinque minuti".
Parma: Parma - Sampdoria 2-0
Apre Cassano, chiude Schelotto e il Parma resta aggrappato al sogno europeo aspettando lo scontro diretto di domenica a Torino. Quasi tutto facile per la squadra di Donadoni in un clima felice, con 4.000 sampdoriani sugli spalti. Così la dolce provincia restituisce un clima umano al calcio dopo gli orrori di sabato a Roma. Tifosi doriani sin dalla mattina in giro per la città insieme ai parmigiani. E poi l’omaggio a Vujadin Boskov, l’eroe dello scudetto doriano, con un vero minuto di silenzio di tutto lo stadio Tardini. Il Parma ha vinto soprattutto perché ha un giocatore che si chiama Cassano. FantAntonio segna il gol che apre il match dopo un coast to coast di Biabiany, poi delizia la platea mandando in porta Acquah, ma Fiorillo nega alla squadra di casa il 2-0. La Samp è aggressiva in mezzo al campo, ma soffre sugli esterni. E in avanti non punge: Gabbiadini si vede solo alla fine del primo tempo e quando riesce a liberare il sinistro il giovane Bajza non si fa sorprendere. L’iniziativa è in mano alla squadra di Mihajlovic, ma le occasioni sono tutte del Parma: a inizio ripresa Donadoni toglie Amauri e schiera Cassano finto nueve inserendo Schelotto, Mihajlovic solo nel finale ricorre a Maxi Lopez chiudendo con un iper offensivo 4-2-4. Quando la partita è ai titoli di coda Schelotto mette la firma sul 2-0. E il Parma continua a sognare l’Europa. "Siamo partiti molto bene, ma ci è mancata la freddezza di uscire per bene e di sfruttare tutte le occasioni che abbiamo creato. Abbiamo meritato questa vittoria per la nostra prestazione, anche se abbiamo sciupato molto, ed è chiaro che poi le partite restano sempre aperte. Dobbiamo essere più bravi e più cinici in alcune circostanze, è chiaro che poi il 2-0 ha chiuso i giochi. In ogni caso, i tre punti raccolti credo che siano meritati a dispetto di una prestazione molto buona da parte della squadra".
Ternana: Ternana - Bari 1-3
Peggio di così non poteva andare. Vantaggio iniziale, rimonta subita e rossoverdi che terminano in otto: il Bari passa al ‘Liberati’ e tiene accesa la speranza legata al raggiungimento dei ‘play-off’. Era una sorta di match-point, ora non è più possibile sbagliare. Una Ternana incerottata si presenterà nella difficile trasferta di Latina con l’obiettivo di non perdere ulteriore terreno nei confronti delle altre concorrenti per la salvezza. La quota cinquanta punti rimane a cinque lunghezze ed il Cittadella continua a vincere. L’avvio è di marca biancorossa. Pressing, dinamismo e gioco sugli esterni le armi dell’undici di Alberti, che cercano subito di chiudere i rossoverdi nella propria metà campo. La traversa della porta difesa da Brignoli trema all’ottavo: Sabelli si coordina perfettamente sugli sviluppi di un angolo di Galano e, con un destro al volo, centra la parte alta della traversa. Poi sale in cattedra Antenucci. Il capitano rossoverde prima fallisce una buona occasione davanti a Pena, quindi a sorpresa porta in vantaggio la Ternana. Zito avanza sulla sinistra, si accentra e serve in mezzo Litteri: precisa la sponda dell’attaccante per Antenucci che, di destro sul secondo palo, batte l’estremo difensore romeno. Ma il Bari non resta a guardare e con Nadarevic, prima sbaglia davanti a Brignoli ma, poco dopo la mezz’ora, fredda il portiere rossoverde con un sinistro dal limite dell’area. Da questo momento saranno i biancorossi ad avere il pieno controllo della partita, aiutati da una follia di Zito. Il centrocampista campano, già ammonito, commette un fallo evitabile su Sabelli, intento ad avanzare sulla fascia destra. Aureliano non ha dubbi: secondo giallo e conseguente espulsione. Il Bari prende coraggio e mette subito il piede avanti: punizione di Galano, la difesa rossoverde non riesce a spazzare davanti a Brignoli e Ceppitelli ne approfitta per realizzare la sua sesta marcatura stagionale. Ripresa, con la Ternana in pressing e che nei primi minuti mostra volontà nel cercare di recuperare il match. Il Bari si chiude e cerca di ripartire, mentre l’undici di Tesser non riesce ad essere efficace negli ultimi metri. La grande occasione giunge grazie ad un corner: perfetta la traiettoria di Viola per Ferronetti che, da ottima posizione, non riesce ad indirizzare verso lo specchio della porta. Così il Bari riesce a controllare agevolmente e passa definitivamente all’ultima chance. Alfageme atterra Joao Silva lanciato a rete ed Aureliano concede il rigore, espellendo l’argentino e Brignoli, quest’ultimo – mano sul braccio del direttore di gara – per proteste. Delvecchio non perdona Fazio, andato in porta (sostituzioni terminate) per sostituire il compagno. L’amarezza di Tesser alla fine del match: ”Abbiamo sbagliato troppo – commenta il tecnico veneto -, non è tanto il 3-1. I venti minuti finali del primo tempo sono stati sbagliati, all’inizio siamo andati abbastanza bene. La squadra non era in giornata estremamente positiva, troppe tensioni. Mancano sempre meno partite ed i punti bisogna conquistarli, magari c’è chi è capace di reggere meglio la pressione. Da quando abbiamo subito il pareggio ci siamo innervositi, c’è stata inoltre l’ingenuità di Zito. Buona reazione nella ripresa, abbiamo avuto due occasioni per pareggiare, rischiando poco».
Bari: Ternana– Bari 1-3
Più forte di tutto. Malgrado le assenze e le penalizzazioni, il Bari continua a vincere. I biancorossi battono 3-1 in trasferta la Ternana e sognano ad occhi aperti i play off. Nonostante il vantaggio umbro firmato Antenucci, i galletti replicano con Nadarevic, Ceppitelli ed il rigore firmato all’ultimo minuto da Delvecchio. Pur senza due pilastri come Defendi e Sciaudone, i pugliesi giocano con personalità, grinta e intensità soprattutto nella parte finale del primo tempo: ovvero, la porzione di gara in cui la truppa di Alberti e Zavettieri costruisce la sua vittoria. La Ternana chiude addirittura in otto uomini: all’espulsione di Zito nella prima frazione, si aggiungono quelle di Alfageme e Brignoli al termine del match. Il Bari, dunque, continua il suo magico momento: cinque vittorie nelle ultime sei gare portano i biancorossi a soli due punti dall’ottavo posto. E senza il -4 di penalità, gli spareggi promozione sarebbero già realtà. Tanta roba, considerando che l’obiettivo iniziale era la salvezza. Per la cronaca, la pratica permanenza è archiviata ormai quasi matematicamente: nove soino le lunghezze di vantaggio sulla zona play out. "Quarta vittoria consecutiva in trasferta, un dato che ci impressiona e ci rende felici. Ma non parliamo di play-off, non parliamo di niente...". Roberto Alberti allenatore del Bari insieme a Zavettieri, a La Gazzetta del Mezzogiorno parla così dell'exploit della squadra biancorossa nelle ultime partite. "Il nostro segreto - dice Alberti - è sempre lo stesso: affrontare le ultime cinque partite di campionato con la testa sgombra, liberi di giocare e di sbagliare". Tornato in campo dal 1' in quel di Terni dopo un lungo stop, Gennaro Delvecchio - centrocampista barlettano arrivato a Bari nel mese di gennaio - ha finalmente bagnato con un gol la sua esperienza in biancorosso, mettendo a segno il rigore del 3-1 che, di fatto, ha spazzato via ogni velleità di rimonta dei padroni di casa: "In tutte le mie squadre ho sempre segnato. Ho voluto battere il rigore per lasciare un segno tangibile sul nostro brillante percorso. Poi ho abbracciato Nadarevic, perché fra noi qualche attimo prima si erano alzati un po’ i toni. Normale, è un figlio di… proprio come me. Scherzi a parte, Enis ha grandi qualità. E comunque, anche gli altri compagni si stanno facendo furbi" le parole di Delvecchio raccolte da La Gazzetta dello Sport. Sogno playoff: "Stiamo vivendo un’avventura meravigliosa anche grazie ad una città che è esplosa in modo straordinario. L’altra sera ci hanno aspettato in un migliaio, forse più. Non dimentichiamoci che, fino a poco tempo fa, eravamo con l’acqua alla gola. Ora non dobbiamo commettere l’errore di sentirci belli. Pensiamo solo a battere la Juve Stabia, sabato prossimo. Senza fare altri calcoli". Con il suo gol, salgono a 13 i marcatori biancorossi in questa stagione: "E’ la sintesi più efficace della nostra forza spiega Delvecchio. La vie del gol sono svariate. Non abbiamo un cannoniere di razza, nemmeno un uomo imprenscindibile. Ma tutti si stanno dimostrando importanti. Chiunque sta fuori, fa sempre bene quando viene chiamato in causa. E d’ora in avanti, per chiudere in bellezza, ognuno di noi dovrà essere presuntuoso. Voler giocare ogni partita".
Olympique Marsiglia: OM – Lione 4-2
Il posticipo della 36/a giornata di Ligue 1, Marsiglia-Lione, si rivela essere un match pieno di emozioni e di gol. A mente sgombra le compagini allenate da Anigo e Garde si danno battaglia sul prato del Velodrome ed alla fine ne esce un pirotecnico 4-2. Apre le danze al 14′ Diawara di testa sugli sviluppi di una punizione di Payet dalla trequarti. Raddoppia il talentino Thauvin al 26′ sempre di testa dopo un bel cross dalla corsia sinistra di Morel. Il Lione però non ci sta e 5 minuti prima della chiusura del primo tempo accorcia le distanze con Mvuemba, autore di un tiro bellissimo dai 25 metri che si insacca alla destra di Mandanda. Nella ripresa, il Marsiglia torna dagli spogliatoi con ancor più determinazione, ed ecco infatti la doppietta personale di Gignac, abile prima a mettere dentro una respinta difettosa di Lopes e poi dieci minuti dopo ancora da due passi. Il Lione però non è domo e trova il secondo gol con Gomis: il potente attaccante colored elude la marcatura di Morel ben servito da Briand e buca la porta di Mandanda. In classifica il Marsiglia avvicina il Lione al quinto posto portandosi a -2 da Gonalons e compagni. Sul versante futuro, importanti novità sono arrivate in settimana comunicate direttamente dal presidente del club Labrune, intervenuto a RMC: “Marcelo Bielsa sarà il prossimo allenatore del Marsiglia. C'è l'accordo fra il club e l'allenatore sia a livello legale che contrattuale. Bielsa sarà il l’allenatore del Marsiglia per i prossimi due anni". Sul fronte giocatori qualche preoccupazione desta la situazione legata ad una delle stelle dei biancoazzurri, Andrè Ayew. Tante sono le squadre interessate all’ala ghanese anche in considerazione di un contratto in scadenza nel 2015. In estate il giocatore potrebbe lasciare il club francese, anche se attraverso le sue parole non è arrivata una chiusura definitiva al rinnovo con l'OM: "Se arriverà una proposta la studierò. Sarebbe bello avere l'opportunità di vincere altri titoli con questa squadra. Detto questo, se il club vorrà saprà dove trovarmi. Abbiamo già discusso tanto ed il club sa cosa voglio, quando saranno pronti io ci sarò".
Fc Porto: Olhanense – Porto 2-1
Un Porto ormai demotivato e senza obiettivi da raggiungere cade per la settima volta in stagione sul campo del fanalino di coda della Primera Liga Portoghese. È da poco scoccato il minuto 66 allo stadio “José Arcanjo” di Olhão quando l’attaccante italiano Federico Dionisi batte a rete e supera il portiere del Porto, Fabiano Ribeiro, portando l’Olhanense sul momentaneo 2-0. Un gol, quello messo a segno dal punteros rossonero – idolo della tifoseria portoghese – che alla fine si rivelerà decisivo nel 2-1 finale che consente alla sua squadra di incasellare tre preziosi punti-salvezza agganciando a quota 24 il Pacos de Ferreira (ultimo) portandosi a -1 dalla salvezza ad una giornata dal termine della Portuguese Liga. Alla vigilia, pronosticare un successo dell’Olhanense contro uno dei club più titolati del calcio europeo sarebbe stato davvero difficile se non addirittura azzardoso, ma la squadra allenata da Nanu Galderisi e letteralmente “imbottita” di calciatori italiani (oltre a Dionisi ci sono l’ex viola Sampirisi e il livornese Bigazzi) nel primo tempo è passata in vantaggio grazie al gol di un’altra vecchia conoscenza italiana come Kroldrup, poi al 66′ ha raddoppiato con Dionisi e nel finale ha dovuto difendere coi denti una partita riaperta da Herrera. Emblematico il titolo di apertuta del quotidiano portoghese A Bola: “Euforia Benfica e depressione Porto", che sottolinea la differenza di stato d'animo tra le due squadre della Liga Sagres che ad inizio stagione erano più accreditate per la lotta al titolo. Euforico il Benfica, che ha appena vinto il titolo e si è qualificato alla finale di Europa League per la seconda volta consecutiva, mentre è basso il morale in casa dei Dragões, a -16 dalla vetta. Novità importanti sul versante prossima stagione. Il nuovo allenatore del Porto è il tema dell'apertura di O Jogo: "Lopetegui è l'eletto" il titolo. E proprio a conferma di quanto anticipato dai quotidiani portoghesi, nella giornata di ieri è arrivata anche l’ufficialità da parte del club lusitano. Il tecnico campione europeo Under 21 con la nazionale spagnola nel 2013, è il primo tassello del cambiamento. Ecco le prime dichiarazioni di Lopetegui da neo-tecnico dei Dragoes: “E' un piacere, un orgoglio e una grande responsabilità essere in questo club. Sarà una bella sfida difendere la storia di questo club. Ho già alcune idee, ma prima devo confrontarmi con la squadra". Anche il presidente del Porto Jorge Nuno Pinto da Costa ha parlato del tecnico che dovrà riportare i Dragões ad altissimi livelli: "Abbiamo grande fiducia nel nostro nuovo allenatore, Lopetegui non ha bisogno di presentazioni in quanto ha fatto molto bene in Spagna. Gli abbiamo offerto un triennale, con lui partirà un nuovo progetto che ci porterà alla vittoria. Con il nostro nuovo tecnico c'è stata subito l'intesa sul progetto sportivo, vogliamo riscattarci fin dalla prossima stagione".
