Zenga: "Un giorno magari scriverò un libro su quella partita maledetta contro il Vojvodina"

Zenga: "Un giorno magari scriverò un libro su quella partita maledetta contro il Vojvodina"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 14 aprile 2016, 18:59News Doria
di Sandro Selis

Esperienza poco fortunata quella di Walter Zenga sulla panchina blucerchiata. Una serie di vicissitudini portò all'esonero dell'Uomo Ragno in favore di quel Vincenzo Montella amato dalla totalità della tifoseria.

Dal 2010 l'ex portiere della Nazionale vive con la sua famiglia negli Emirati Arabi, ed è proprio lì che gli inviati di socialfc.it sono andati ad incontrarlo, più precisamente dal suo barbiere di fiducia davanti all ’Al Maktoum Stadium, l’impianto dove gioca l’Al Nasr.

"Era tutto molto raccolto quando arrivai qui, uscivo dall’hotel e con venti passi ero all’allenamento, mentre lì c’è l’ospedale dov’è nato mio figlio. Non si deve pensare che qui a Dubai ci sia solo la pensione del calcio e dei calciatori: Zarate o Lanzini, per citare due esempi, proprio da questi campionati sono ripartiti per il grande calcio europeo".

Sull'argomento "barba" che tanta ilarità aveva suscitato ai tempi della Samp. "Durante la mia prima esperienza qui, la mia società e i miei giocatori mi hanno fatto conoscere questa tradizione della barba che è propria degli Emirati Arabi. Era anche una forma di rispetto mostrarsi aperti, accoglienti. Mi è sempre piaciuto capire, conoscere, non limitarmi a fare lo straniero lontano dall’Italia. I giornali, i forum hanno quasi scritto più di questa barba che del mio calcio , ma non voglio accusare nessuno di provincialismo. Sono io il primo a scherzare quando c’è qualcosa che fa sorridere, solo prendo atto che nei confronti dell’allenatore Walter Zenga la critica è stata sempre molto velenosa, anche a fronte di risultati che magari non lo avrebbero richiesto. Storia vecchia, comunque, io resto sinceramente tifoso della Sampdoria come ho provato a dire da subito, con il cuore, senza essere creduto. Pazienza, la vita va avanti e magari tornerò di nuovo nel calcio italiano con la mia barba, così chi vuole mi potrà dedicare qualche altro tweet..."

Sul preliminare di Europa League contro il Vojvodina che segnò irrimediabilmente il suo ritorno a Genova. "Ci ho pensato tanto ma è  inutile ritornarci non immaginate quanti flash mi vengono in mente se ripenso a quella sera e ai giorni prima: i discorsi con la società, con i giocatori, i dubbi sulla formazione, la sfortuna di un virus che ha messo KO tanti dei nostri all’ultimo, poi i pensieri del dopo, i commenti dei tifosi… Ai tifosi ovviamente interessa solo il risultato e li capisco, sono stato anch’io tifoso prima che calciatore, ma ne avrei tante da dire su quella partita e forse qualcuno cambierebbe opinione sul sottoscritto e chissà… forse anche sulla mia barba. Un giorno magari scriverò un libro sulla partita maledetta, lo meriterebbe. Ma ora non pensiamoci più, è andata così, si vede che era destino".