Yelena Boskov: "Il calcio era il suo amore e lo è rimasto fino alla fine. Grande piacere vedere gli Ultras ai funerali"

Yelena Boskov: "Il calcio era il suo amore e lo è rimasto fino alla fine. Grande piacere vedere gli Ultras ai funerali"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
lunedì 12 maggio 2014, 21:37News Doria
di Serena Timossi

Yelena Boskov dagli studi di Telenord ha ricordato il marito Vujadin, scomparso lo scorso 27 aprile, lasciando un grande vuoto nel mondo del calcio e nel cuore di tutti i tifosi sampdoriani.

“Non mi aspettavo di scendere in campo ieri, è stata una sorpresa molto gradita. Ho visto che la gente si ricorda con tanto amore di mio marito e questo mi fa un grande piacere.

Lui aveva un'abitudine: non importa se vinceva o perdeva, tornava a casa sempre con un sorriso, lasciando il resto fuori dalla casa. Dopo un'ora o due cominciava a raccontare cosa era accaduto. In casa nostra c'era sempre il sole. Diceva sempre che la Sampdoria e il Vojvodina erano le sue squadre e Novi Sad e Genova erano le sue città. Fu anche un giocatore della Sampdoria, ma purtroppo ci arrivò con una gamba rotta, ma la città è rimasta sempre la sua città”.

Yelena Boskov è anche una giornalista: “Quando eravamo in Spagna mi occupai del Mondiale di Spagna per Radio Novi Sad, qualcuno pensò che ci fosse lui dietro i servizi, ma era tutto lavoro mio (sorride ndr).

Un pregio di Vujadin? Era molto paziente, per giudicare qualcuno doveva conoscerlo molto bene, lasciava passare molto tempo. Un difetto? Non voleva perdere. Anche al di fuori del calcio, nella caccia, che praticava da quando aveva 16 anni, decideva di andare solo se poteva stare nella squadra migliore”.

“Fino a due mesi prima della sua scomparsa era a casa, poi abbiamo dovuto trasferirlo in una clinica. Aveva un televisore e in ospedale guardava le partite. A volte parlava, diceva se un giocatore era bravo o no. Fino alla fine ha seguito il calcio, è stato il suo amore e lo è rimasto sino alla fine”.

Yelena Boskov ha ringraziato i ragazzi degli Ultras Tito Cucchiaroni che si sono recati ai funerali: “Il loro gesto mi ha colpito molto, non sapevo che sarebbero venuti. Sapevo soltanto che sarebbero venuti Enrico Mantovani e alcuni ex giocatori. Mi ha fatto molto piacere vedere lo striscione che hanno portato - riporta Sampdorianews.net - ma allo stesso tempo provavo anche molta tristezza. Ho parlato con uno degli UTC, la loro presenza mi ha fatto più piacere di quella di tutti gli altri, hanno fatto più di 1200 km per essere presenti”.

“Mi è dispiaciuto non vedere alcuni ex calciatori della Sampdoria al funerale, li aspettavo, pensavo che sarebbero venuti, molte volte ho letto belle parole da parte loro, ad esempio Mancini disse che li aveva fatti diventare uomini. Vialli ha telefonato per dirmi che aveva una trasmissione e non poteva partecipare. D'altra parte mi ha fatto un enorme piacere vedere i ragazzi ultras, che non guadagnano tanti soldi, hanno meno possibilità, eppure sono venuti”.