UNA BOTTA DI DORIA: prima di noi le tenebre...poi venne il 12 agosto 1946

UNA BOTTA DI DORIA: prima di noi le tenebre...poi venne il 12 agosto 1946TUTTOmercatoWEB.com
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domenica 25 novembre 2018, 23:58News Doria
di Serena Timossi

La settimana che precede il derby racchiude in sé un vortice di emozioni che travolge ogni tifoso. Dallo scaramantico al sognatore, dal pessimista all'ansioso, passando per il compassato e il fintamente disinteressato, tutti sono accomunati dalla stessa adrenalina. Un'emozione che cresce mentre ci si avvicina al fischio di inizio, quando nel pre-partita i cori cominciano a scaldare l'ambiente e le gradinate iniziano un botta e risposta senza fine.

Spesso lo spettacolo sul campo non è all'altezza di quello offerto dai tifosi, cuore pulsante della stracittadina. Nel derby, più che mai, il tifoso non è un semplice spettatore, bensì un protagonista a tutti gli effetti. Quei cori, quelle bandiere innalzate verso il cielo e sventolate sotto la pioggia, sono molto di più di una semplice cornice. L'atmosfera della Sud raggiunge un apice difficile da descrivere, perché soltanto stando lì in piedi, in mezzo alla bolgia, ci si rende davvero conto di quanto sia grande la passione di chi tifa Sampdoria.

All'ingresso in campo dei giocatori, uno striscione spicca nella Sud: “Prima di noi le tenebre...poi venne il 12 agosto 1946”. Da lì ebbe inizio un'avventura meravigliosa, fatta di vittorie, coppe innalzate, uno Scudetto e una finale di Coppa Campioni, ma anche di un passato più recente fatto di Europa League all'epoca di Novellino e Mazzarri, di musica della Champions ascoltata dal vivo in un preliminare. Una storia contemporanea costellata anche di vittorie nei derby, nei quali la Samp detiene un solido primato cittadino. Però la Sud sa che la storia è importante, ma non è tutto. Non si vive soltanto di ricordi, ma anche e soprattutto del presente. E se la prestazione sul campo o il risultato non sono quelli che ci si auspicherebbe, resta la consapevolezza che nessuno ci toglierà mai quel tourbillon di emozioni che, ancora una volta, ci farà tornare a casa con la voce roca, infreddoliti, spossati come se avessimo corso 90', eppure più vivi e felici che mai di tifare Sampdoria.