Un sabato da leoni

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© foto di Giacomo Morini
venerdì 2 ottobre 2009, 18:48News Doria
di Laura Ferrari

 “Adesso posso anche morire !”. Chi non ricorda con un sorriso la frase liberatoria, letteralmente sfuggita di bocca al vice di Mazzarri, subito dopo il triplice fischio finale della partita di Coppa Italia vinta 3 a 0 contro l’ Inter pochi mesi fa.. per la curiosa coincidenza degli antagonisti è la stessa cosa che mi è venuta in mente sabato sera, tra lacrime di gioia che non provavo da tanto, troppo tempo. Quale enorme soddisfazione, che orgoglio, questi ragazzi, questa Samp!
 

Mi è sembrata la partita perfetta. Una squadra solida e reattiva che ha macinato gioco per 90 minuti, concedendo molto poco, intelligente, messa in campo da uno straordinario Del Neri, che ha trasmesso ai giocatori quella grinta agonistica, capace di fare la differenza e affondare la corazzata nero-azzurra. Guardavo sbigottita un ritrovato Lucchini, che portava via la palla al grande Eto’o, un travolgente Poli, che rendeva quasi impossibile la vita a Maicon, e mi domandavo se tutto questo me lo stavo sognando. Non parliamo poi di Fantantonio e di Palombo, erano ovunque, e poi il goal del Pazzo, straordinario nella sua schematica semplicità. Ho ancora i brividi addosso per i canti e il tifo pazzesco che ha accompagnato la squadra alla vittoria e l’esplosione di colori alla fine della partita.

Subito dopo, uno stizzito Mourinho ( meno "fascinoso del solito") offendeva personalmente Del Neri ai microfoni dei giornalisti, cercando di dare un po’ di spettacolo, cosa che non gli era per niente riuscita sul campo. C’è una doppia soddisfazione quando ci si oppone, umili ma determinati, a certi squadroni pullulanti di campioni, ma non esprimono ancora un gioco corale e se ne esce anche vincenti! Ne è seguita poi un’esplosione multimediale di grandi proporzioni e, grazie al pareggio juventino, anche i media dovranno salutare la capolista  Samp per tutta la settimana.

Tutti si domandano quanto e se durerà, ma sinceramente nessuno di noi umani può vantarsi di possedere la sfera di cristallo, il nostro percorso si intreccerà inevitabilmente con quello delle altre squadre ed è ancora molto lungo. Risultati imprevedibili anche dagli altri campi stanno dimostrando che tutto può diventare possibile. Quindi non mi sento di puntare né al rialzo né al ribasso, perché questa squadra c’è, umile e forte quanto basta per giocarsela con tutti giornata dopo giornata. Questo, ormai, è un dato assodato innegabile anche da parte dei soliti gufi e detrattori sia che siano sparsi nella città, nell’etere o via cavo.


Certo che, anche se non lo ammettiamo facilmente, dentro di noi sono ben presenti quelle “fantasie che volano libere”, tanto è l’amore per questa squadra, e quando si ama veramente si vorrebbe sempre il meglio, per lei e per noi. Quest’aria carica di sensazioni positive, sto iniziando a respirarla un po’ in giro, sarà che sono vicino a Sampierdarena, quel quartiere bistrattato che per il dispiacere di qualcuno fa ancora parte di Genova, e qui circola un sano ma razionale ottimismo, lo si vede dai sempre più tanti balconi che si stanno  blucerchiando.


Mentre la mente, è inevitabile, ci riporta con i ricordi agli anni ‘90, quando palazzi interi erano vestiti a festa, ritorniamo però con i piedi per terra, in attesa del prossimo impegno casalingo che ci attende, l’ottimo Parma, sperando che la rizollatura del terreno di gioco, previsto in questi giorni, sia di buona qualità e si possa giocare senza rischiare le caviglie. Per il resto noi saremo lì, come sempre a urlare e a sostenere la nostra Samp alla ricerca del miglior risultato possibile, sempre con i nostri piccoli sogni ben nascosti in fondo al cuore.