Un blucerchiato in Lapponia
Quest'annata per molti doriani giovani come me che nel '91 quando la Samp vinse lo scudetto, erano ancora bambini, è stata l'annata blucerchiata più bella della loro vita. Un'annata bella perché vissuta a pieno, con una Samp che si è trovata a lottare per obbiettivi molto diversi durante tutto l'arco della stagione, dalle prime posizioni di inizio campionato, allo spettro retrocessione durante quel brutto periodo di fine novembre e dicembre, fino alla lunga corsa cominciata il 24 gennaio ad Udine e terminata come meglio non ci si poteva aspettare.
Per me quest'anno blucerchiato è stato anche un anno di grandi esperienze di vita. Durante il mio soggiorno di sei mesi a Rovaniemi, gelida capitale della Lapponia, dove mi sono ritrovato per motivi di studio non è mancato tuttavia quel calore che solo la magia doriana può regalare. Ovviamente in valigia non avevo scordato di mettere la fedele felpa e un buon assortimento di maglie blucerchiate!
Nonostante i 3.398 km di strada che mi dividevano da Marassi ho continuato a seguire la Samp, domenica dopo domenica come se fossi nel caldo inverno italiano e non nelle gelide notti perenni lapponi. Gli amici dopo i primi week end si sono arresi ed hanno capito che alle 16.00 (l'ora finlandese è spostata in avanti rispetto a quella italiana) di domenica, quando ormai era già buio profondo da qualche ora, non esisteva niente che mi potesse impedire di vedere la Samp. Il mio nome piano piano è divenuto un tutt'uno con quello della Sampdoria e dagli amici stranieri non erano rari i complimenti per i nostri colori.
Mi fa piacere dire che non ero l'unico tifoso di Genova. Voglio infatti spendere qui qualche parola per Francesco, amico genoano che con me ha vissuto tante belle esperienze a Rovaniemi e che da Genovese, (meglio Pegliese) tra uno sfottò e l'altro ha raccontato tanto di Genova a me che ho Genova nel cuore ma che ne conosco ben poco essendo veneziano.
Di tutte le partite seguite da lontano ho particolarmente impresse due di esse, molto diverse per come sono finite; la prima è il derby di andata perso malamente e meritatamente. In quei giorni ero in visita a San Pietroburgo in Russia. Il pomeriggio prima della partita chiesi alla portineria dell'albergo dove alloggiavo se mi potevano consigliare un posto dove avrei potuto vedere la partita. Girai mezza città, inoltrandomi lungo viottoli non del tutto rassicuranti e alla fine sconsolato, me ne tornai in albergo con la speranza che qualche tv russa trasmettesse la partita "in chiaro".
Nervoso e un po' incavolato iniziai a cercare tra i vari canali finché non apparve sullo schermo del televisore lo stadio di Marassi e un commentatore che, con un simpatico accento russo, annunciava la formazione blucerchiata. Mentre i miei amici entravano in camera cercando di convincermi ad uscire, io rimanevo impassibile a vedere quella disfatta per poi spegnere ed andarmene a dormire, da un lato arrabbiato per la sconfitta, ma dall'altro comunque soddisfatto di essere riuscito a vedere anche dalla Russia la mia Samp.
L'altra partita che mi ricordo molto bene e certamente con più soddisfazione è Sampdoria-Juventus, risolta dal nostro genio, da quel numero 99 meglio conosciuto come Antonio Cassano che, con un tiro dalla distanza, prende di sorpresa Chimenti bucandogli le mani e facendomi urlare di gioia nel piccolo bar di Rovaniemi, dove, col mio amico Riccardo (Juventino), mi ero ritrovato a vedere la partita.
Così, dopo sei mesi di "Samp da lontano" tornato in Italia non ho voluto perdermi quella che speravo fosse e che alla fine è stata la grande festa del 16 maggio. Lì a Marassi a vedere la Samp volare alta come mai l'avevo vista, a vedere Pazzini volare in alto su quel cross di Ziegler e mettere l'ennesimo sigillo su questa fantastica stagione.
Ammetto, del gol ho pochi ricordi, quando la palla è scivolata sotto le gambe di Morgan De Sanctis, ricordo solo che ho guardato se l'arbitro convalidava la rete e poi ho iniziato ad urlare forte forte forte, ad occhi chiusi, perché quel momento rimanesse impresso nella mia mente, come impressa rimarrà per sempre la foto di quel Marassi in festa con bandiere della Samp che si mescolano a quelle europee, con un cielo blu, cerchiato di blu che si mescola alle note di Handel, le note della Champions League.
