Tutto può succedere
La sensazione è un po' quella del film già visto, dell'inspiegabile flashback che quando coglie, lascia in preda a irrisolvibili dubbi ed, eventualmente, un po' di amaro in bocca, proporzionato a quelle che sono le aspettative e le opinioni di ognuno di noi. Sono proprio le diverse opinioni che condizionano lo stato d'animo, con il quale abbiamo accolto il risultato della partita contro il Cagliari, giocata a due velocità, con un primo tempo poco incisivo, ma subito seguito da una seconda frazione di gioco dove siamo stati più gagliardi, e, dopo il goal del vantaggio dell'ottimo Guberti, a tratti anche travolgenti e quasi spreconi, e con un po' più di "cattiveria" in zona goal, questo risultato avrebbe avuto la possibilità di arrotondarsi maggiormente.
Qui sta il flashback, in circostanze simili a quelle di Bologna, nel nostro miglior momento gli avversari hanno trovato il pareggio, e buttarsi nuovamente all'attacco, nell'estremo tentativo di riaggiustare il risultato è stato inutile. Siamo consapevoli di aver lasciato per strada altri due punti importanti, e di aver peccato di qualche ingenuità; pazienza, facciamo tesoro di queste esperienze e ci servano a temprarci in vista delle fatidiche ultime partite che ci restano.
E' innegabile che un pizzico di responsabilità nostra ci sia, però, pur odiando i vittimismi e le polemiche, ammetto di non riuscirmi ad abituare a certe conduzioni arbitrali . Probabilmente è un mio limite, e non vuol essere un alibi, però ho trovato l'arbitraggio assai irritante, e se da spettatori si avverte questo fastidio, figurarsi in campo quale effetto può aver sortito. Conduzione all' ”inglese”, senza sanzione sui falli più duri, cartellini gialli opinabili e scelte confusionarie. Anche sul pareggio di Nenè pesa un millimetrico fuorigioco, però nel dubbio, convalidiamolo lo stesso e magari rivolgiamoci spocchiosamente a mister Del Neri , che protesta, a ricordargli chi comanda durante una partita..
Con tutto quello che ci è successo quest'anno, forse riparlarne è inutile, però dal momento che continua a nuocere all'economia della nostra classifica, si fa fatica a passarci sopra, sarebbe come se l'abitudine riuscisse a non farci quasi più vedere cose che continuano a succedere, e non è cosa trascurabile. Sarà perchè sono troppo innamorata di questi colori e fatico, a volte, ad essere obbiettiva, ma non mi sfuggono affatto le espressioni di scoramento che si dipingono sui volti dei nostri ragazzi in campo in certi momenti.
Nel non sentirsi tutelati, si rischia che passino messaggi sbagliati e si crei un gran nervosismo, e questo non giova alla lucidità dei singoli. Il calcio è il gioco più bello del mondo, e si sta complicando sempre più: dovendo aggiungere ogni volta l'arbitraggio, quale variabile ambientale, ne nascono sospetti e polemiche. Oltre che “smoviolare” sulle deprecabilissime bestemmie in campo, o reprimere inventandosi sempre nuove restrizioni, sarebbe anche utile educare anche alla vera sportività, in campo e fuori. Dovrebbe passare solo il messaggio che si può vincere o perdere, (oppure anche pareggiare che non è una tragedia), con regole trasparenti, per merito, e non farci nascere questa irritante sensazione del dar fastidio, peraltro immotivata e inutile.
Spero, quindi, che quel po' di rassegnazione avvertita quando si ascoltano le nostre diverse opinioni, sia determinata soprattutto dalla scaramanzia e si trasformi in sana grinta agonistica per la partita di sabato contro il Chievo, che precede un filotto di incontri in cui sarà importante avere i nervi belli saldi. Non sono pochi gli acciacchi rimediati nella precedente partita, il più pesante sembrerebbe quello del povero Lucchini, appena rientrato dalla squalifica e subito “azzoppato”, un augurio a lui, e a noi, affinché recuperi in tempo.
Stiamo facendo un gran campionato, nonostante tutte le difficoltà, abbiamo l'obbligo di crederci fino alla fine, “Siamo vivi, tutto può succedere..” Forza Samp!
