THE STROKE OF GENIUS: le serpentine di Muriel, ma quanti rimpianti

THE STROKE OF GENIUS: le serpentine di Muriel, ma quanti rimpiantiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 20 aprile 2016, 21:08News Doria
di Diego Anelli

Rischiamo di raccontare una pellicola viste mille volte. Luis Muriel ha potenzialmente mezzi tecnici e fisici straordinari, ma nemmeno in blucerchiato è finora riuscito a dimostrare continuità di rendimento, concretezza sotto porta e concentrazione per l'intero arco delle sfide. Lampi di genio assoluto, giocate di classe cristallina isolate in numerose gare condizionate da lunghe fasi dominate da scarso dinamismo senza palla, tocchi leziosi fini a se stessi, eccessivo possesso palla e lunga serie di occasioni gettate al vento.

Anche oggi al Mapei Stadium il colombiano non ha fornito eccezioni; ad inizio gara ha lasciato sul posto Acerbi, ha trovato il fondo campo sull'out sinistro, interessante il traversone in area alle spalle dei difensori senza però che nessun compagno fosse andato ad aggredire lo spazio. Nella ripresa abbiamo sofferto le pene dell'inferno, ma potenzialmente ci siamo anche creati un paio di potenziali contropiedi micidiali per andare a caccia del colpaccio. Peccato però che Muriel non abbia capitalizzato quanto costruito non alzando la testa al momento decisivo dell'azione; prima non servendo in area Soriano dopo essere andato via con classe e prepotenza fisica sul fondo e preferendo provare la conclusione da posizione assai defilata, poi non premiando l'encomiabile sgroppata di De Silvestri finendo per perdere palla non riuscendo a dribblare quattro avversari.

Gli anni passano, davanti ancora tante stagioni da affrontare, ma rischia di restare un'eterna incompiuta se non troverà il modo di capitalizzare l'enorme talento insito nel proprio dna, un talento infinito, non ancora totalmente espresso, ma destinato a restare vittima di sogni irrealizzabili e pure immaginazioni se a breve termine non verrà deciso con chiarezza cosa si vuole fare da grandi. Da tempo scocca l'ora di diventare protagonisti, i treni non passano all'infinito.