Sudare la maglia!
Non siamo al capolinea, ma manca poco. Poi, per carità, a parte la tristezza che è comune a tutti, ognuno è libero di reagire come preferisce, di sposare le tesi che più ritiene adeguate, di deprimersi o arrabbiarsi, ma non cambierà di molto la realtà dei fatti, che sta li, dinanzi a tutti, la classifica parla da sola, da domenica siamo terzultimi.
Sabato sera contro il Milan abbiamo rimediato un'altra sconfitta, ed era ampiamente possibile che questo avvenisse, vista la diversità delle forze in gioco e delle motivazioni. Nonostante l'aver tenuto bene il campo per oltre venti minuti iniziali, abbiamo nuovamente subito un goal in circostanze fortuite e mostrato la solita incapacità di reagire per rimontare e il passivo è diventato ancora più pesante. D'accordo che non era la partita adatta, e la sorte ci ha messo pure del suo quando Pato ha iniziato a zoppicare, chiedendo il cambio, il suo sostituto era l'ex 99 Cassano, che ha così disputato tutto il secondo tempo da titolare, segnando su rigore e sbagliando clamorosamente un tiro che poteva trasformarsi facilmente in un altro goal.
Sarà stata la positività della prestazione o la gioia di essere diventato padre, ma in conferenza stampa lo si è sentito proferire belle parole verso di noi e dispiacere per la nostra situazione. Si può pensarla come si vuole ma è da allora, da quando se ne sono andati i nostri gioielli, che abbiamo iniziato questa discesa implacabile, tra sottovalutazioni e scelte scellerate. Non è solo nostalgia, che lascia comunque il tempo che trova dinnanzi ad una situazione così, adesso è paura, siamo sull'orlo di un precipizio, senza gioco e senza reazioni degne di note, mi rievoca l'immagine dell'orchestrina suonante sul Titanic che affonda.
Personalmente non è solo tristezza, ma c'è molta rabbia per quello che vedo settimanalmente o ascolto tutti i giorni. Il clima adesso non può essere sereno, ma la nostra tifoseria non ha mai lasciato sola la squadra, perchè la Samp si ama comunque, non si è lasciata andare, i suoi "contestatori" si contano sulle dita delle mani, e sono situazioni imparagonabili in Italia, dove in altre piazze si avrebbero avuto reazioni pesantissime. Siamo in grande maggioranza splendidi e motivati, e siamo probabilmente gli unici che hanno ben poco da rimproverarsi, in un'annata dove trovare chi non ha compiuto degli errori è assai difficile.
Incolpevoli e spesso siamo stati tirati in causa per diventare gli aghi della bilancia e stimolare questi ragazzi alla vittoria. Fa sicuramente piacere, ed è evidente che bisogna stare coesi ed uniti, ma l'impressione è che si tratti anche di frasi di circostanza, perchè se è vero che la matematica ancora non ci ha condannato, lo è altrettanto che facendo le amebe in campo non porteremo a casa nessun punto utile, in uno scenario dove chi si deve salvare fa sempre le sue dignitose partite e onora gli impegni fino alla fine. Quindi, al di là delle azioni estreme, il richiamo ora è ai ragazzi, che facciano il loro dovere sino alla fine, siano seri e professionisti nel bagnare di sudore la maglia cercando la vittoria, a cui restano appese le nostre speranze.
Sarà assai singolare, nella vigilia di Pasqua, andare a giocarci una grande fetta di queste speranze a Bari, contro i nostri fratelli che ormai le speranze le hanno perse, risucchiati ormai nel vortice della retrocessione.
Fino alla fine, forza Sampdoria
