Stefano D'Agostino: "Rammaricato per aver lasciato la Samp. A Genova ero chiamato il "piccolo Cassano"

Stefano D'Agostino: "Rammaricato per aver lasciato la Samp. A Genova ero chiamato il "piccolo Cassano"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
domenica 6 luglio 2014, 19:53News Doria
di Diego Anelli

Stefano D'Agostino, reduce dalla recente rescissione con la Sampdoria, ha raccontato tale decisione e analizzato il proprio futuro ai taccuini di Tuttomercatoweb.com:

Perchè hai deciso di rescindere con la Sampdoria? "Beh era un opzione possibile ed io col mio agente Claudio Chiellini abbiamo scelto così per un discorso di opportunità. La Samp ha cambiato tante gestioni in questi anni e non aveva senso. Non conoscono nessuno di noi giovani in Lega Pro".

Secondo te i blucerchiati dovrebbero curare meglio il settore giovanile? "Non dico quello, non mi permetterei mai, dico solo che negli ultimi anni saranno cambiati 4- 5 direttori e persone nella società, e per ragazzi in giro del settore giovanile non è un bene questa situazione, perché magari quello che avevi programmato un anno prima non vale più niente. Parlo a livello generale, in Italia non c'è programmazione, ogni anno si cambia e di conseguenza ogni volta devi rifarti conoscere e ridiscutere tutto, mentre in altri paesi se credono in te ti portano e ti aiutano negli anni. La continuità di programmazione è fondamentale per tutti, figurati per un giovane alle prime esperienze".

Hai sempre sognato un goal a Marassi..sei rammaricato per aver lasciato la Samp? "Certo ma il mio sogno rimane sempre quello di giocare a Marassi, su quello non cambia niente... Sai uscendo dalla Primavera qua a Genova ero chiamato il "piccolo Cassano" quindi continuerò a provarci".

Che effetto ti faceva quel soprannome? Ti riconosci in Cassano? "Beh certamente l'ho sempre preso con simpatia, mai come verità perché come lui in Italia ce ne sono pochi! Mi faceva molto piacere essere accostato a lui per qualche mia giocata estrosa, caratteristica che nel mio piccolo ci accomuna".

Cosa è andato storto in questi tre anni lontano da Genova? "Beh la prima stagione sono partito titolare in una grossa piazza come Trieste, poi siamo andati incontro al fallimento, e alla prima esperienza fuori casa e diciotto anni non è facile. L'anno dopo a Catanzaro sono partito ancora con grossa stima da parte della società. Inizio titolare o per giocarmi il posto nelle prime giornate, dove però i risultati non arrivano e si creano malumori in un ambiente molto caldo e ambizioso come Catanzaro. Sono cose che succedono nel mondo del calcio".

Poi sei andato in Toscana. Esatto, quest'anno ho fatto bene nel Pontedera dove avevo la stima di un allenatore come Indiani che reputo il migliore nella categoria, ma giocando con il 3-5-2 lui aveva due grandi giocatori suoi pupilli Arrighini e Grassi. Così ho deciso contro il volere del Pontedera di andare via per giocare titolare. Cosa che è avvenuta anche se a Poggibonsi sono stato impiegato quasi sempre in ruoli non miei, dove mi sono adattato per la squadra"

Quali sono le tue ambizioni per il futuro? "Beh sicuramente arrivare più in alto possibile e crederci sempre, anche perché ad ottobre nascerà il mio primo genito e voglio fare il meglio possibile anche per lui, con uno sguardo anche all estero"

Stai già avendo contatti? Vorresti rimanere in Lega Pro? "Diciamo che si sta occupando di tutto il mio procuratore Claudio Chiellini che ritengo un fratello maggiore. Si, abbiamo già avuto dei contatti con squadre estere in vari paesi ora vediamo tutto quello che avremo, e poi sceglieremo bene se rimanere in Lega Pro o provare altrove".

Si dice che la Lega Pro unica sia molto competitiva, cosa ne pensi? "Senz'altro lo sarà maggiormente, bisogna vedere se riusciranno a trovare le 60 squadre perché giustamente ci vogliono molto soldi, e in questo periodo non ce l'hanno tutti".

Sei molto amico di Pedro Obiang..per caso ti ha rivelato i suoi piani per il futuro? "E' vero, ci sentiamo spesso ma non ti posso dire niente, se vuoi prova a sentire lui, altrimenti poi chi me lo fa il padrino al battesimo (ride, ndr).

Da tifoso della Samp, cosa ti aspetti dalla gestione Ferrero? "Beh il meglio possibile, nient altro".

Rivivi con TMW l'azione o il goal che piu' ti ha emozionato in tutta la tua carriera "Diciamo quest'anno nel derby tra Pontedera e Viareggio, molto sentito da quelle parti, òa mia rete al 94' che ha regalato il 2-2. E' stato un bel goal, di sinistro al volo incrociato nel angolo alto, su un palla buttata in area per l'ultima azione. Ma vorrei dire un'altra cosa se possibile".

Prego "In questi giorni sono stato al Super Eight di beach soccer con la rappresentativa genovese, composta da tutti ragazzi di Genova. L'anno scorso, dove non ho partecipato, i ragazzi sono arrivati penultimi alle finali nazionali. Quest'anno grazie all'impegno e alla programmazione siamo stati la Cenerentola della prima tappa, vincendo tra l'altro anche contro i campioni d'Italia della Lazio, piena zeppa di brasiliani nazionali e campioni del mondo. Qualcosa di impensabile fino all'altro ieri. Volevo ringraziare i ragazzi e il movimento che sta crescendo sempre di più in modo importante ed esponenziale qui a Genova"

Il ragazzo piu' forte che hai affrontato o giocato insieme? "Beh nella mia leva in squadra avevo dei grandissimi giocatori, se ti dicessi Krsticic o Obiang sarei scontato. Quindi ti dico Luca Rizzo, quest'anno era al Modena e adesso è tornato alla Samp, era ora che un ragazzo di Genova fosse in prima squadra. E' molto forte, l'ho fatto diventare io giocatore (ride, ndr), può stare ovunque: esterno, in mezzo, attaccante esterno e terzino, è universale e quest'anno ha fatto benissimo in B".