Sopra il giorno di dolore che uno ha...

Sopra il giorno di dolore che uno ha...TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
mercoledì 16 marzo 2011, 08:30News Doria
di Niccolò Bagnoli

La nave Sampdoria è ripartita, non per quanto concerne i risultati (lo 0 alle caselle reti segnate e punti raccolti tale resta) ma per il condottiero: l’imbarcazione blucerchiata, senza puntare il dito contro nessuno ma piena di falle da tappare, è adesso affidata alle mani di Alberto Cavasin.

Mimmo Di Carlo è storia. Umanamente dispiace, perché è stato chiaro a tutti come l’ex guida del Chievo fosse un uomo che incarnasse in pieno lo stile-Samp; la società blucerchiata, checché se ne dica, è una delle poche società in Italia che possono fregiarsi della parola “stile” girando sempre a testa alta. Sicuramente Di Carlo è rimasto vittima delle situazioni, e forse ha pagato anche il fatto di aver abbassato troppo spesso la testa dinanzi agli eventi che, impietosi, si abbattevano sulle vicissitudini del club.

E’ altrettanto vero però che altri errori erano sotto gli occhi di tutti. Tre esempi. Il derby perso con il Genoa: se in una stagione che va a rotoli nemmeno in una stracittadina, nella quale una vittoria spesso può salvare intere annate, si riesce a tirare fuori la grinta dalle gambe dei tuoi ragazzi, allora ditemi voi cosa può farlo… La gestione di Federico Macheda: che l’atteggiamento del ragazzo in campo sia stato tale da risultare indisponente è vero, ma lo è altresì il fatto che un giovane di vent’anni non sempre lo si può gettare nella mischia solo l’ultimo quarto d’ora, per di più in una situazione come la nostra dove si segna col contagocce. Nel confrontarsi, tra personaggi dell’ambiente, da qualche parte è emerso che Kiko non è ancora pronto per la serie A. Sicuramente non ha avuto l’impatto che ebbe Giuseppe Rossi a Parma, quando da solo salvò i ducali in appena cinque mesi, ma un po’ di fiducia in più l’avrebbe meritata, perché stento a credere che uno che si ritaglia il suo spazio così giovane in Premier League nel Manchester United di Sir Alex Ferguson non sia ritenuto in grado di sgomitare nel nostro campionato.

La partita-boia, il 3-2 casalingo con il Cesena: la sublimazione delle difficoltà dell’uomo di Cassino. Analizzando attentamente la partita ci si rende conto che quattro delle cinque segnature totali sono frutto della casualità: le due reti blucerchiate sono arrivate sotto di tre reti, negli ultimi cinque minuti, ad avversario rilassato e grazie alla papera del portiere e ad un rigore inesistente; due delle tre reti bianco-nere sono arrivate su errori della nostra difesa. Risultato? Senza i cosiddetti “episodi”, la Samp quella partita l’avrebbe persa ugualmente. 0-1, ma sarebbe andata persa comunque. E in una situazione del genere è stato, giustamente, ingiustificabile.

Adesso tocca al Cava… Una reazione d’orgoglio a Catania si è vista, così come purtroppo ancora una volta evidente è stata la sterilità dell’attacco blucerchiato: un tiro, un’azione pericolosa peraltro terminata nemmeno nello specchio, e stop. Ci rendiamo conto che il compito, per l’uomo di Conegliano, non sarà facile: non abbiamo una prima punta di ruolo, gli infortuni piovono da una parte e dall’altra, a parte pochissimi elementi (Curci, Maccarone, Martinez che però parte dalla panchina, Guberti mqualche anno fa) non c’è un giocatore in rosa abituato a lottare a questi livelli, e questo rispetto a chi è poco avanti o a chi ci è con il fiato sul collo è un grandissimo svantagio.

Aspettiamo una svolta; come dice una celebre canzone, “quando sembra tutto fermo, la tua ruota girerà…”… O almeno lo speriamo.