Sono chiari segni del destino
Minuto 46 del secondo tempo. Il Bari usufruisce di un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Barreto che clamorosamente fallisce! Samp salva! Qualche istante dopo, annullato un goal regolare a Bonucci...tanta roba...altra manna dal cielo. Un pareggio difeso con le unghie e col fattore “c”. Sembrava un epilogo luttuoso invece...chiari segni del destino, come in quel Lazio Sampdoria 1-2 del gennaio 2005, quando Di Canio fallì un rigore decisivo per le sorti del risultato. Ve lo ricordate vero? L’anno del quinto posto.
Sampdoria e Bari, due compagini che non s’incontravano in A dal lontano 1999. Due squadre molto simili che offrono uno spettacolo domenicale degno di un antico locus amoneous. Un doppio filo le lega: gemellaggio tra le tifoserie e Antonio Cassano. Il Bari, allenato dal genovese Ventura, tifoso blucerchiato da sempre, tecnico girovago con molte delusioni alle spalle, soprattutto Samp e Udinese, gioca veramente da big. Difesa solida e bloccata con Ranocchia e Bonucci autentici gladiatori titanici, con Donati e Almiron perfetti geometri in mediana, e con Langella, Alvarez, Barreto e Kutuzov maestri sopraffini delle ripartenze, senza scordarsi di un Gillet formato Buffon e dei Masiello cerniere d’oro. Complimenti davvero a Ventura, un collettivo che gioca a memoria, un collettivo con ritmo adsl incorporato e con fame di vittorie. Niente barricate. Mister Ventura, sei cambiato tanto, hai abiurato il tuo 3-5-2 per passare a un più classico 4-4-2 di stampo delneriano. I risultati ti stanno dando ragione. Bari è la tua Cagliari, ma anche la tua Pisa. I tifosi biancorossi possono sognare in grande.
In casa Samp, dopo la scoppola di Torino, la parola d’ordine era riscatto. Gigi DelNeri, applica un intelligente turnover, rinunciando allo spremuto Stankevicius lanciando così dal primo minuto l’ex alabardato Cacciatore, riproponendo Rossi e rispolverando l’esperto Franceschini, dato che Padalino e Semioli sono ancora ai box. Il resto tutto confermato. Guai a rinunciare ai nuovi gemelli del goal perché sarebbe un suicidio. La Samp cerca in tutti i modi la vittoria, ma deve fare i conti con una Signora squadra, la prima capace di mettere in perenne difficoltà i blucerchiati al Ferraris, di ribattere colpo su colpo e di pungere costantemente fino a sfiorare una vittoria che sarebbe stata meritata. Cassano e il maratoneta Mannini sono i più attivi e insidiosi, Gastaldello, Rossi, Poli e Palombo i più precisi e affidabili, mentre Franceschini, Ziegler, Cacciatore sono quelli meno brillanti. Pazzini, invece, pur ingabbiato intelligentemente da difensori e centrocampisti avversari, va in aiuto dei compagni a cercarsi la palla. Castellazzi, come sempre in formato superman e saracinesca miracolata, è prodigioso su Alvarez e stregone su Barreto. Un Doria che non brilla, rischia molto e che denota i primi segni di calo fisico. Sono avvisaglie, giustificate perchè i calciatori sono uomini, non sono macchine.
Caso Cassano. Per Fantantonio è una gara delicata. Lui barese doc sente molto questo match. Freno a mano tirato? Macchè...Il fantasista è vivo. Ci prova sempre ma non è fortunatissimo. Appare sottotono ma è comprensibile. Antonio deve rifiatare. A fine gara, il nostro campione, si presenta in sala stampa protestando contro quella sparuta minoranza che l’ha fischiato. Fischi ingrati, immaturi, ingiusti con una squadra in seconda posizione e che ha infilato il quindicesimo risultato utile consecutivo tra le mura amiche, contro un avversario che ha dato filo da torcere a squadre come Milan e Inter. O ve lo siete già dimenticato? Volpes pilum mutat, non mores, la volpe cambia pelo ma non abitudini... Oscar Wilde aveva pienamente ragione quando diceva “Viviamo in un’epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità”. Antonio non dar retta loro, perché è nella tempesta che si vede il nocchiero e tu in passato l’hai dimostrato tenendoci sempre a galla. Possibile che la gente abbia smarrito le facoltà cognitive? Ma forse quelle persone non c’erano a Vicenza, non c’erano a Cittadella o contro il Crotone...però è anche vero che in ogni stadio ci sono palati snob troppo esigenti.
Il periodo di appannamento è alle porte. Inevitabile, dato che è impossibile tenere il ritmo delle prime giornate. Al Sant’Elia l’ardua sentenza. Tuttavia, il fato è dalla nostra parte, perché l’errore di Barreto è un preciso segno: questa sarà una stagione sensazionale e positiva.
