Solamente un'opinione...
Senza l’intenzione di voler sollevare malumori, ma solo con la voglia di analizzare un momento negativo con estrema obiettività e sincerità, non si può più far finta di niente. La situazione è potenzialmente pericolosa e di non facile risoluzione. Che la Samp sia in crisi è fuori di dubbio, e giuro che ammetterlo è davvero un dispiacere immenso.
Di solito ho sempre una vena di ottimismo nei miei commenti, o nella premessa o alla fine dell’articolo il lato positivo lo trovo quasi sempre, per via di un carattere alquanto particolare. Oggi trovo difficile dare un taglio roseo alle mie parole. La dimensione blucerchiata è lampante che non fosse, e non poteva essere diversamente, quella sfolgorante di inizio campionato. Utopistico ed illusorio averci e creduto allora, demenziale continuare a farlo oggi vista la situazione. Poco meno di un mese fa Mister Delneri aveva affermato che fosse paradossale parlare di crisi; ai tempi poteva starci si avevano 21 punti e si era al quinto posto in classifica. Nulla di preoccupante. Dopo la pessima prestazione offerta dai blucerchiati contro il Milan lo stesso allenatore di Aquileia ha candidamente ammesso di non sapere quale fosse il problema della sua squadra in quanto non ancora dotato di capacità magiche. Decisamente più sinistra e preoccupante come dichiarazione…
Volendo dimenticare l’orrendo mese di dicembre, periodo storicamente non fortunato per Delneri in tutte le sue esperienze, si può affermare che i due pareggi interni contro Roma e Palermo avevano più illuso che convinto che si potesse considerare la Samp fuori dal tunnel. La fine, a mio giudizio, è ancora distante. Non voglio fare l’allarmista o il corvo di turno, ma il mio parere è derivato esclusivamente dall’analisi obiettiva delle prestazioni offerte dalla Samp.
Il girone di andata è finito e, se uno guarda bene, nelle partite importanti i blucerchiati hanno battuto solo l’Inter (con l’unico tiro in porta di tutta la partita, ma disputando una gara difensiva perfetta, chiamasi cinismo), nelle altre occasioni, derby compreso, hanno rimediato brutte figure e zero punti Juve, Milan, Fiorentina e Napoli(con l’eccezione del pari interno contro la Roma). Nessuno ha mai chiesto che si dovessero vincere queste grandi sfide, il match contro l’Inter è stato un piacevolissimo exploit, non si può aver creduto che ci fossero le possibilità per farlo diventare un abitudine, sarebbe stato irreale. Quello che invece è diritto della gente chiedere, senza contestare, è l’impegno e l’attaccamento alla maglia da parte dei giocatori, un’identità di gioco e delle varianti tattiche efficaci allo staff tecnico, e una conduzione dell’ambiente e del mercato blucerchiato ottimale, aspetto di competenza della società.
I giocatori dopo le prestazioni imbarazzanti di dicembre sembrano aver recepito il messaggio; infatti anche ieri, si è visto lo spirito di abnegazione e la voglia di lottare che tanto fanno contenti i tifosi. Ad inizio stagione tutti lodavano il calcio di Delneri e il modo di giocare della sua Sampdoria. Questa impostazione ora manca, si è persa quella fluidità di gioco e l’impermeabilità difensiva delle prime giornate. Eravamo una delle migliori difese della Serie A; non essendo cambiati gli interpreti, devono essere comparsi degli errori nello spartito perché ora la retroguardia blucerchiata traballa parecchio.
Per quanto riguarda l’aspetto societario, mi sembra che l’ambiente sia stato sempre ben protetto e salvaguardato, a volte eccessivamente ogni tanto qualche scrollone interno può essere terapeutico. Sul mercato estivo non ci sono considerazioni negative da fare, anche se un difensore d’esperienza non avrebbe fatto male, ma condivido il dettame societario di voler valorizzare i giovani del vivaio, una vera rarità in Italia. La sessione di riparazione invernale dovrebbe, e sottolineo dovrebbe, portare in dote Guberti, buon giocatore che alla Samp serve come il pane visto l’involuzione di Mannini e la condizione ancora approssimativa di Semioli.
Il nodo cruciale, secondo me è la sterilità offensiva. Mi rendo conto che sia un paradosso considerando che la Samp ha una coppia d’attacco devastante. Però Cassano non può risolvere tutte le partite, anche se ci prova sempre, e di certo Pazzini non ha la capacità di crearsi da solo delle occasioni da gol dal nulla. Manca il sostegno dei centrocampisti e, più in generale, l’intera manovra non è sciolta e il gioco offensivo ne risente. Non essendo pericolosi negli ultimi 30 metri è difficile segnare e chi non fa gol raramente vince le partite. Onestamente non so come si possa risolvere il problema, purtroppo anche il sottoscritto non ho ancora sviluppato capacità da indovino… Fattore a mio favore è il non essere l’allenatore della Samp e, quindi, non è mio il compito di sciogliere questi dubbi…
