Siamo educati, ma non fessi
Una domenica bestiale. Siamo partiti caricatissimi per la trasferta di Roma contro la Lazio. All'Olimpico ci ha accolto un megaschermo che proiettava immagini della sciagurata finale mentre tanti colori blucerchiati coloravano gli spalti. Partita molto bella, una delle migliori da noi giocate, alti ritmi e nessuna paura da parte nostra, né da parte della Lazio, che non si è affatto sciolta come neve al sole davanti alla capolista Samp. Un gol del Pazzo, spettacolare, e poi il pareggio. Da lì in poi sono iniziate le stranezze, senza di esse avremmo probabilmente vinto, tanto non lo sapremo mai. Credo sia importante sottolinearlo, perché l’eccellente prestazione blucerchiata è passata in secondo piano con tutto quello che è successo durante e dopo.
I fatti di cui si parla sono ormai noti a tutti, e saliti alla ribalta delle cronache sportive con tantissime polemiche. Dopo Mazzoleni, definito poi “inesperto”, stavolta l'arbitro era Orsato, espertissimo ed internazionale. E’ stato, però, come rivedere lo stesso film di due settimane prima, più condensato di errori. L’atterramento in area dell’ottimo Ziegler, l’espulsione di Padalino per somma di ammonizioni e su tutte, la tragedia sfiorata per l’uscita del portiere Muslera ai danni del nostro Pazzo Pazzini. L’unica buona notizia è che fortunatamente si è ripreso dalla tremenda botta che è costata, a lui, la frattura del setto nasale e, a noi, attimi di terrore nel vederlo disteso a terra. Grande il nostro bomber, che già scalpita per rientrare al più presto, ti vogliamo bene! Su tutto questo, il silenzio, nessuna decisione presa se non qualche risolino di scherno...
E’ normale, intervistato così a caldo, che il Mister fosse irritato e, a parer mio, hanno fatto benissimo il nostro Beppe Marotta e il Presidente Garrone, a farsi sentire e a chiedere più rispetto per questa squadra e per questa Società. In fondo non abbiamo mai chiesto altro in questi anni; meritiamo rispetto e che ci sia dato quello che meritiamo sul campo. Saremo educati, ma non siamo certo fessi, se le cose si fanno esagerate, è bene invitare il "sistema "a darsi una regolata, altrimenti poi diventa difficile credere sempre nella buona fede. Enormi interessi economici ruotano attorno al mondo del calcio e sottopongono gli addetti ai lavori a pressioni fortissime, chi non è inserito stabilmente nel circuito delle grandi, fatica a fare cassa e a rendersi visibile, salvo quando, durante il calcio mercato, ti vengono a corteggiare affinché gli vendi i tuoi campioni. Gli arbitri, categoria di cui si sa poco, sono da sempre oggetto di sospetti, anche perché mai li vedi scusarsi se hanno sbagliato o giustificare il loro operato. Semplicemente spariscono per un po', con una o due giornate di sospensione. Forse da quando è venuta meno la grande regia di calciopoli, sono solo figure con scarsa personalità, che hanno paura a decidere in pochi secondi, preferiscono non fare niente (all'inglese), ma, se devono scegliere tra maglie con strisce orizzontali e verticali, scelgono spesso le seconde (all'italiana).
La classifica è davanti agli occhi di tutti, siamo secondi, al momento esprimiamo un gioco più frizzante e convincente delle cosiddette” titolate”, abbiamo speso un terzo rispetto a loro, un bilancio invidiabile, un settore giovanile tra i migliori d’Italia, un ambiente dove si respira un’aria diversa, con meno pressione alle spalle, c'è profonda unità tra tifoseria e dirigenza e siamo un esempio di moralità e sobrietà, nell'era del calcio-business. Non possiamo dar fastidio per questo, semmai dovremmo essere un esempio da seguire; di questo ne siamo proprio fieri, come lo siamo del nostro Presidente che sosteniamo anche per la vicenda stadio. Se mezza città si ostina a utilizzare solo argomenti campanilistici piuttosto che il buon senso, c'è ben poco da dire, ma molto da pensare e non sono certo complimenti...
Sabato sera, attendiamo il Bologna. Speriamo che gli animi, nel frattempo, si rasserenino. C'è bisogno di concentrazione, perchè è vero che il cielo è sempre più blu, ma l'aria intorno non ha un buon profumo.
