Sempre presenti
Tutti uniti, come al termine di Sampdoria Roma. L’idea è stata del Capitano e c'era da aspettarselo; un gesto così solo chi ha maggiori responsabilità all'interno del gruppo può idearlo. Non solo, ma nel programma, rispettato poi in pieno, c'era anche il saluto e l'applauso al pubblico, "sempre presente, anche nei brutti momenti". Come giusto che sia d'altronde. E allora tutti uniti, sempre. Pubblico, giocatori, dirigenza, verso un obiettivo comune; stare in alto più a lungo possibile. Già, perchè nonostante la "crisi" come tutti la chiamavano, siamo sempre lì, quinti in classifica a lottare con le big per qualcosa che si chiama Europa. Credo che se ce l’avessero detto a Moena, nessuno ci avrebbe creduto; magari per l’Europa League si, ma per l’ultimo posto disponibile o attraverso la Coppa Italia (obiettivo fallito al secondo turno contro il Livorno dopo l’exploit estivo contro il Lecce).
Tutti uniti anche per un altro obiettivo; invertire una tendenza che dura dalla nascita della Sampdoria; provare ad espugnare Livorno in quello che si preannuncia uno stadio difficilissimo, sia per l’andamento dei toscani in quest’ultimo periodo, sia per i numeri, che non sono mai stati favorevoli. Possiamo contare una sola vittoria blucerchiata all’Ardenza, anno 1967, era il 23 aprile giornata numero 11 del girone di ritorno; al termine di quel campionato la Sampdoria fu promossa in sere A concludendo in testa alla classifica mentre il Livorno riuscì a salvarsi. Da lì in poi solo pareggi e sconfitte con prestazioni opache; nell’ultima in ordine di tempo ebbero la meglio gli amaranto; vittoria per 3 a 1 con Tavano sugli scudi, autore di una prestazione maiuscola. Questa volta con ogni probabilità non ci sarà (infortunato) e con lui nemmeno Lucarelli, ma Danilevicius, in un passato non troppo lontano, ci ha insegnato che bisogna stare attenti anche alle riserve.
E allora tutti uniti, ancora una volta, per un’impresa non da poco, per conquistare gli ultimi 3 punti disponibili del 2009, trascorrere vacanze serene, rimanere agganciati al treno delle grandi, avere qualche speranza in più a fine stagione di poter invitare tutti a bordo, e portare ancora una volta in Europa, il grande cuore della Sud.
