Sampdorianità e impegno

Sampdorianità e impegnoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 2 giugno 2011, 16:51News Doria
di Laura Ferrari

Duri saranno questi tre mesi senza Sampdoria, con il cuore ancora ferito da questa retrocessione, per certi versi inspiegabile, e mille dubbi ancora da sciogliere che non trovano sufficiente soddisfazione.

Il famigerato “senno del poi” aiuta a stendere un pietoso velo su molte situazioni, ma è inadatto in casi come questo, dove più che alla ricerca del capro espiatorio, si dovrebbe andare alla ricerca di tutte le situazioni e agli errori che ne sono seguiti, al fine di evitarli in futuro. Questa annata verrà anche ricordata, oltre che per l'innesco di vicissitudini varie, anche per il campionato peggio giocato della storia recente. Insomma, è difficile credere che la mancanza sia stata solo da una parte, o alla sfortuna sempre amica delle situazioni tragiche,qui ruotano responsabilità che includono tutti, dalla società ai tecnici designati ed ai giocatori.

Questa lenta agonia, della quale noi tifosi siamo stati testimoni impotenti, che si manifestava con agonismo latente e poca personalità sul campo, ci ha sempre preoccupato, ma si scontrava ogni volta con una specie di muro di gomma, con una cortina di neppur troppo velata presunzione, ci si ritrovava a mugugnare tra noi, mentre eravamo in palese caduta libera, ma neanche lo si poteva pensare.

Abbiamo stretto i denti, cercando di essere propositivi e presenti fino alla fine, fino alle lacrime cocenti del 15 maggio, un giorno che non scorderemo facilmente, un giorno in cui i nostri occhi si specchiavano lucidi in quelli degli altri ritrovando lo stesso comune dolore. Questo dolore si è trasformato lentamente in voglia di fare, di risalire quanto prima e rendere onore ai nostri magici colori. Questo è chiaro che deve essere l'unico obiettivo, rifondare una struttura per forgiare un progetto degno di riportarci in A al primo colpo.

L'ansia di tutti verte su questo importante tema, perché alla delusione, i tifosi non hanno reagito tutti allo stesso modo. Molti attendono, ma buona parte della tifoseria, avendo capito da quale parte è partita la debacle, non avrà pace finché, con i fatti, non vedrà costruire. La grande ricchezza della nostra gente è sempre stata nel muoversi con cognizione di causa e sempre in modo pacifico, pur nelle diverse anime che la compongono, e questo ha sempre rappresentato per la Società un vanto ed un sostegno importantissimi. Credo che almeno per questo ci si meriti ambizione e fatti concreti, anche se le parole sono le benvenute, ma nel rispetto dei ruoli, la Società ed i suoi tifosi dovranno per forza marciare assieme, per il bene supremo della Samp.

Non possiamo far finta tutti che quello che è successo sia colpa del fato, bisogna riprenderci l'entusiasmo, chi di dovere ci deve guidare con un occhio ai bilanci, ma con passione e amore. Ho avuto modo di ascoltare la lunga intervista a Edoardo Garrone l'altra sera, e ho apprezzato moltissimo che, oltre a metterci la faccia personalmente in futuro, io abbia sentito nominare parole come impegno e sampdorianità, l'ho sentito ragionare da dirigente ma anche da tifoso. Non può che farmi piacere, anche se ci vorrà del tempo per riconquistare la fiducia e l'ottimismo di tanti tifosi che ora vedono un futuro nebuloso e ancora poco chiaro, che continuano a temere smantellamenti e si sentiranno rassicurati solo dai fatti.

Mai più umiliazione sui nostri colori.