SAMPDORIA MVP: Torreira prende per mano la Samp e la porta in alto

SAMPDORIA MVP: Torreira prende per mano la Samp e la porta in altoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 29 ottobre 2017, 18:44News Doria
di Paolo Paolillo

Quando uno pensa all'infinito, pensa a qualcosa che nel tempo si ripete. Sempre e ancora. Con i due gol e la prestazione di oggi contro il Chievo, Lucas Torreira si è preso – se ce ne fosse stato bisogno – la Sampdoria. Questa è la sua squadra, lui la fa girare, decide quando si corre e quando si ragiona, decide di prenderla per mano e portarla verso la Storia, in una partita che è stata molto più difficile di quello che recita lo score finale.

Il folletto di Fray Bentos, infatti, ha trascinato il Doria alla quinta vittoria consecutiva in casa, cosa – tanto per intenderci – che non riuscì alla Sampdoro di Boskov. Non vogliamo paragonare le due squadre e non ci auspichiamo lo Scudetto ma la realtà è che la squadra di Giampaolo, oggi, è entrata nella storia della società blucerchiata. In calce, la firma è anche di Torreira, arrivato conosciuto da pochi e diventato indispensabile alla causa. Non solo. Il numero 34 ha migliorato partita dopo partita, fino all'apoteosi odierna. La punizione che risblocca la partita è pazzesca. Torreira chiama due schemi prima di incastonare la palla sotto l'incrocio con un collo esterno deciso, facendo esplodere la Sud come rare volte si è sentito. Una parabola degna dei migliori artisti del Rinascimento. Lì si è capito che questo ragazzino di appena 21 anni è diventato fenomeno, l'uomo che gestisce ogni pallone scottante con la mentalità del vincente, con la calma del veterano, con l'energia e la spregiudicatezza del ragazzo.

Lo schiaffo definitivo alla partita, poi, è un mix di coordinazione e precisione. Si, perché il tiro al volo dell'ex Pescara è un'altra meraviglia, una gemma che arricchisce una corona già bella scintillante. Non esaltiamo solo i gol, che denotano qualità, ma anche il lavoro sporco, per il quale si è fatto conoscere, prima nel capoluogo abruzzese e – adesso – a Genova. L'evoluzione del ruolo del mediano continua e lui ne è espressione diretta. Godiamocelo.