SAMPDORIA MVP: Palombo, una regia con i fiocchi
Quando si ha a che fare con un signor centrocampo, composto da gente del calibro di Aquilani e Mati Fernandez e in particolare un fenomeno tecnicamente parlando come Borja Valero, ogni partita rischia di mettersi subito in salita. Invece il reparto mediano blucerchiato non soltanto ha tenuto botta, ma ha risposto colpo su colpo.
Fin dalle prime battute si è potuto notare come Palombo non facesse assolutamente ragionare Borja Valero, costringendolo spesso a scaricare a favore del compagno più vicino, o ad andare alla ricerca del passaggio più difficoltoso. Il prezioso lavoro svolto dal n°17 doriano non si limitava però al pressing a tutto campo sulla principale fonte di gioco.
Agendo da diga davanti alla difesa, ha avuto il merito di non abbassare mai eccessivamente il baricentro della squadra, il centrocampo ha mantenuto le giuste distanze dagli altri reparti, con Angelo pronto a verticalizzare il gioco, premiando i tagli degli esterni alti, e ad allargare il gioco, favorendo l'azione degli smarcati De Silvestri e Berardi.
Al termine dei 96' giocati si è perso il conto dei suoi palloni recuperati in fase di non possesso, riuscendo spesso a trasformare l'azione da difensiva in offensiva e costringendo la Fiorentina a difendersi in spazi larghi, o in situazioni di inferiorità numerica sugli esterni.
Nonostante queste qualità il goal blucerchiato non è arrivato, ma la partita era stata preparata benissimo in settimana, ogni giocatore conosceva nei minimi dettagli il compito assegnato e quello svolto da Palombo si è rivelato fondamentale in termini di personalità, esperienza e senso della posizione.
