SAMPDORIA MVP: lunga vita a Viviano. "Semplicemente" provvidenziale
Cambiano le epoche e il modo di intendere il calcio, ma alcune considerazioni di base restano per sempre d'attualità. Quando bisogna reggere il bunker dinanzi alle offensive avversarie per oltre un'ora, chi è in campo deve gettare il cuore oltre l'ostacolo, bisogna dimostrare mille polmoni, abnegazione, spirito di sacrificio e affidarsi a quel pizzico di buona sorte che non guasta mai.
Ma non soltanto. Se la difesa deve raddoppiare attenzione, concentrazione e senso della posizione, qualsiasi obiettivo rischia di essere soltanto sfiorato se non si ha la fortuna di poter contare su un portiere che fa la differenza. La Sampdoria è fortunata in tale senso, il destino ha iniziato a sorridere non appena Emiliano ha firmato il contratto che lo ha portato in blucerchiato dopo le precedenti esperienze caratterizzate da qualche episodio non girato nel modo migliore in terra fiorentina e una lunga inattività tra i Gunners.
Non appena la squadra è rimasta in inferiorità numerica, il portiere di Fiesole ha abbassato la saracinesca, poteva essere una beffarda deviazione di Barreto, una conclusione ravvicinata di Peluso, un siluro da fuori di Magnanelli, un tiro a giro di Sansone, il rigore di Berardi, ma il risultato non cambiava, non ci si schiodava dallo 0-0, San Viviano sempre pronto a dire di no. Soprattutto quando si vivono stagioni caratterizzate dal “vorrei ma non posso”, ricca di rimpianti, a rischio di totale involuzione con spettri del passato dietro l'angolo, risulta fondamentale aggrapparsi agli elementi dotati di maggiore carisma, personalità, senso d'appartenenza.
In casa doriana Viviano ha sempre dimostrato tali qualità e oggi con le sue prodezze, confermando quelle purtroppo inutili (compreso un altro rigore parato) ai fini del risultato con il Chievo, ha fornito alla nostra amata Sampdoria un aiuto decisivo per porre l'ennesimo mattoncino alla costruzione del castello salvezza, l'obiettivo minimo, quasi scontato ad inizio stagione, ma con il tempo diventato maledettamente complicato e forse, ormai, davvero ad un passo. Finalmente.
